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                                                                                              Babymetal
                                                                                              Babymetal
                                                                                              BMD Fox Records
                                                                                              www.babymetal.com

 





Il Metal è morto. Se questo è il futuro del metal, non c’è futuro. Ma in effetti, se ascoltiamo con attenzione, le Babymetal sono già il passato. Non c’è alcuna novità nella loro proposta tutta piena di diverse ispirazioni; infatti pur presentando una patina di Death metal, anche furioso in alcuni momenti, con Growl corrosivo, vi sono però fasci sonori di tanti tipi diversi che non riescono ad amalgamarsi. Si va dalla techno-dance e il Pop, al Power-Metal, al Gothic, Industrial e Crossover spinto.  Per carità, l’effetto è particolare, e nel contesto a volte pare avere un senso, però nulla di nuovo sotto il sole metallico, se non mettere insieme ciò che non riesce a stare insieme.
Lato positivo sono le bordate DeathMetal di ottima fattura, suonate da musicisti di primordine, partendo già dalla prima traccia; realizzando un pezzo piuttosto sinfonico dove le vocalizzazioni femminili servono da contrappunto. Si tratta della strumentale “Babymetal Death”, che inizia gotica ma che poi si sgrana soffocante con growling di ficcante entità. Altro lato positivo sono le espressioni delle tre fanciulle, interessanti in alcuni frangenti, che prediligono la forma sinistra di film dell’horror come di bambole raccapriccianti. Alcune song hanno un appeal molto forte come “Headbanger”, intrigante anche nel video, dove ciò che afferra è proprio la metallicità della proposta; a segnare che il meglio è quando si è nel metal vero e proprio. Un metal che , quando è totalizzante, possiede tutta la potenza tecnicamente ben eseguita. Le voci perdono il loro fascino quando lasciano lo stato di tensione per sciogliersi nel ritornello melenso.
Certo che infilare sound da house o techno discotecara è quanto di peggio si potesse fare. “Megitsune”, per esempio, pur rimanendo principalmente metal, si salva solo per il ponte nipponico centrale, anche se la linea melodica è plagiata dal famoso inno “Sakura”. Soprattutto il crossover hip-hop della non-metal “Ii Ne” andrebbe distrutta e cancellata. Spesso ritornelli del tutto disgustosi, commerciali e niente affatto convincenti, ricordano le canzoncine dei cartoni animati giapponesi (anime). E che dire dei ritornelli che sembrano pubblicità? In merito ascoltare “Gimme choko!!”, che deteriora quanto di superbo c’è nella parte techno-metal dura e compatta della stessa song, con annesso assolo al fulmicotone epico ed elettrizzante (ma allora era meglio “Cacao meravigliao” di Arbore). La contrapposizione della ferocia degli attacchi Death con la orecchiabilità spinta dei ritornelli pop infantili, come avviene nella TechnoDeath “Catch if You Can”, possiede un minimo di fascino, ma non sempre funziona.  Funziona nella, a suo modo stupenda, “Headbanger!!” in cui anche il video è prettamente metal in una dicotomia tra melodicità e violenza. Stupendi i crescendo puramente Power che, come in “Akatsuki”, ricordano i perduti X-Japan anche nel cantato, riuscendo pure a commuovermi. Alla X-Japan anche la finale “Ijime, Dame, Zettai” che è suonata in modo totalmente classico. Interessante e artistica la gotica “Akumu No Rinbukyoku”, pesante nell’arrangiamento e suadentemente soft nella linea vocale.
Altri brani come “4 No Uta” e “Uki Uki Midnight” sembrano giochini inutili, dove scompare la serietà metal; ma essa non viene sostituita dall’ironia (altra faccia importante del metal), se subentra non si capisce.
Fare del metal una marmellata “Idol” è perdere lo spirito rock che il genere possiede. Tutte le bellezze presenti, anche di grande intuizione artistica, vengono rovinate dal dolciastro di una operazione a tavolino. Il growling è sempre ben inserito ma non salva alcune schifezze. Il Giappone è una strana terra dove l’umanità fa altrettanto strane cose, e nella musica lo fa a un pezzo.
Io ho ascoltato l’album perché ho la moglie giapponese, sennò non so se lo avrei fatto. Certo anche il look da gothic-lolite e le coreografie da Madonna non giocano a loro favore, rendendo ridicolo il tutto. La loro realtà deriva dalla somma del Visual-Key e della esistenza del mondo Idol, in linea con la moda imperante nell’estremo oriente (Cina e Korea comprese); assolutamente lontano appunto dallo spirito occidentale del rock e del metal. Snaturare il metal in questo modo può essere valutato come mentalmente metal per ciò che concerne il “non politicamente corretto”, ma non corretto verso il metal stesso, sconcertando i metallari come me.
il successo è stato enorme, hanno persino partecipato a dei festival in America. Non tutto è da buttare, anzi vi sono tante buone cose, ma è davvero metallo? Le ragazzine (14 e 16 anni) hanno confessato che prima di essere contattate non sapevano neanche cosa fosse il Metal. Il metal è quello dei musicisti che travestiti da scheletri le accompagnano, ma sono sconosciuti, a loro rendo merito.

 

Roberto Sky Latini

 

  1. Babymetal Death
  2. Megitsune (Volpe femmina)
  3. Gimme Choko!!
  4. Iine (bene)
  5. Akatsuki (Alba della Luna Rossa)
  6. Doki Doki Morning (Battito di cuore della mattina)
  7. Onedari Daisakusen (Operazione elemosina)
  8. 4 No Uta (Canzone n. 4)
  9. Uki Uki Midnight (Eccitazione di Mezzanotte)
  10. Catch me if you can
  11. Akumu No Rondo  (Rondò da incubo)
  12. Headbanger!!
  13. Ijime, Dame, Zettai  (Assolutamente basta bullismo)

 

Su-Metal – lead vocals
Yui-Meatl - vocals
Moa-Metal - vocals