Heresy

                                                                        Knights of God

                                                                        3 Fold Records/Alkemist Fanatix

                                                                        www.myspace.com/heresyitalia

 

 

 

Secondo lavoro per i marchigiani Heresy, che si dedicano ad un Heavy Metal classico con forti influssi Thrash. Niente di nuovo sotto il sole, stiamo parlando di una musica che è stata egregiamente suonata per vent’anni, dai mitici Anni Ottanta a tutto il decennio successivo. La scelta di una formula così anacronistica non può che essere motivata da una passione autentica per il Metal di quei gloriosi tempi, non certo da un calcolo meramente utilitaristico.

Eppure, a dispetto dei nobili intenti e del pur notevole valore dei musicisti impegnati nel progetto, l’album degli Heresy contiene degli errori macroscopici che non possiamo tacere sia per onestà intellettuale che per permettere ai nostri di riflettere sul loro operato, sforzo necessario ed imprescindibile per la realizzazione di qualsiasi progetto futuro.

Ma veniamo alle note dolenti. Il songwriting, innanzitutto, che appare confuso, frammentario, non coeso; questi difetti sono peggiorati dalla durata che a volte affatica i brani e dalla loro scarsa dinamicità, che li appesantisce ulteriormente. A confermare questa osservazione è la miglior sorte che tocca ai pezzi più veloci rispetto a quelli d’atmosfera: anche se le song più dinamiche restano comunque strutturalmente schizofreniche e non esenti da una diffusa banalità, questa assurge a dimensioni disarmanti nelle ballad, davvero ardue da digerire.

Di qualità pessima anche la produzione, che toglie spessore ai suoni e relega l’esibizione del singer in un secondo piano troppo netto rispetto agli strumenti. Voce che purtroppo non rappresenta il valore aggiunto all’album: scadente in tutte le sue espressioni, quando è violenta (in una sorta di scream su toni più cupi), esce sporca e poco incisiva, quando si esibisce nel cantato pulito è altrettanto cacofonica.

Se il lavoro del singer non è memorabile, decisamente più valido è quello delle chitarre: riff pesanti si alternano ad assolo melodici ed a sfuriate più schizoidi, a onor del vero non sempre ben inseriti nel corpo del brano, ma nei quali le chitarre danno il meglio di sé e rappresentano di fatto la migliore espressione della band.

Una solida sezione ritmica è un buon punto di partenza: valorizzandola con un songwriting reso maturo ed una produzione più curata gli Heresy potrebbero dar vita ad un nuovo album che pur nel solco di una tradizione ormai consolidata si affermi in termini di qualità e non solo di autenticità d’ispirazione.

 

RosaVelata

 

01. Apocalypse
02. Heresy
03. Knights of God
04. Like the Wind in the Trees
05. Last Breath
06. Nightmare
07. Alone in the Dark
08. Theater of  Shame
09. 1204 the Last Crusade
10. Alone in the dark [v acustica]

Adriano "Screamer" Pepe - Vocals /Rhythm Guitars
Daniele "The King" Re - Rhythm /Lead /Acoustic Guita

 

Giovanni "Hammer" Mandolini - Bass

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