Amedeo Miconi

                                                           Rock Virus

                                                           Videoradio

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Il panorama musicale italiano, e parliamo di quello legato alle composizioni strumentali, è da diversi anni in gran fermento.Abbiamo apprezzato gli album firmati da Luca Colombo, Marco Rinalduzzi, Giacomo Castellano con Gianni Rojatti e, recentemente, Ciro Manna.Amedeo Miconi, classe 1968, imbraccia la chitarra dall’età di 14 anni. Dopo sei anni da autodidatta d’iscrive all’Università della Musica per poi iniziare una lunga e prolifica carriera da session-man, ma anche come compositore. In RAI ha preso parte a La Grande Notte del Lunedì Sera ed ha composto le musiche di format televisivi quali Cominciamo Bene, La Vita in Diretta, Geo & Geo.

In ambito prettamente discografico, Miconi ha collaborato con Luca Barbarossa, Audio 2, Francesca Alotta, Sergio Caputo e molti altri.Ma parliamo di RockVirus: illustri le collaborazioni delle quali si è avvalso. Da Jennifer Batten a Mel Collins, passando per John Giblin. In merito alla line-up, al basso troviamo Mario Guarini, alle pelli si sono alternati Salvatore Scorrano, Gigi Zito e Salvatore Leggeri. Primiano Di Biase alle tastiere e pianoforte, Stefano Maggio al programming. Il disco è datato 2016 e pubblicato da Videoradio. 

12 tracce dalle quali traspare una grande affinità per gli ambienti rock ma, da grande session-man, senza dimenticare la cura verso l’ascoltatore profano o abituato a melodie in qualche maniera orecchiabili. 

Ad aprire l’album è la title-track, suonata con Jennifer Batten, indimenticata chitarrista di diversi tour di Michael Jackson. Le atmosfere sono decisamente aggressive con una linea di basso piuttosto sostenuta e completata dal tema suonato all’unisono (ma su ottave diverse) da chitarra e tastiere. Neanche il tempo di entrare nel mood del brano che già ci si trova di fronte al primo scambio di soli tra Miconi e la Lady delle 6 corde. Due misure a testa per regalare un’anteprima del proprio repertorio tecnico-stilistico che sfuma in un calo delle dinamiche che introduce al secondo solo di Miconi. Sapiente uso del wah e tema che entra in testa e sulle dita (non nego che ho attaccato la chitarra all’ampli 2s dopo averlo ascoltato) già al primo ascolto. Bell’inizio.
Decisamente più pop è la bellissima Amelia’s: una chitarra acustica ben presente e udibile accompagna il tema di pentatonica concezione in perfetto stile Satriani del quale richiama la fruibilità sonora e, specialmente nelle note suonate sfruttando gli armonici artificiali, il suono.

Seconda ospitata, stavolta tocca a Mel Collins al sax, su Sunny Mood. Brano armonicamente interessante, che richiama al primo Giacomo Castellano di Cutting Bridges sia per la costruzione del brano che per i suoni. Leggermente meno accattivante è il tema, a tratti monotono ma introdotto magistralmente dal playing del sassofonista britannico. Dinamiche ben più aggressive quelle offerte da Black Knight, brano che vanta la presenza di John Giblin al basso (ex-Simple Mind, Battisti, Brand X, Baglioni tour 2003). Patterns melodici, fraseggi in tapping intervallati da lick d’ispirazione blues/rock non riescono però ad arricchire una traccia che, a mio modesto parere, risulta essere in diversi punti “vuota”. Come se mancasse un elemento di congiunzione tra le varie sezioni e che porta il brano ad essere recepito come un insieme di lick chitarristici suonati su una backing-track.

Nel complesso, RockVirus si lascia ascoltare con piacere anche grazie a quella “fruibilità” già precedentemente citata che, però, non è sostenuta da un’idea di fusione musicale di fondo e nè, e qui è il puro gusto a parlare, da un suono omogeneo. I temi di chitarra, in diversi passaggi, emergono come contraddistinti da un’acidità di fondo, evidentemente indotta da pickup dall’elevato output (non siamo a conoscenza del setup di Amedeo Miconi, ma cercando sul web, appare quasi sempre in foto con una Charvel, probabilmente una 650xl copia della Jackson Soloist e che, in molte versioni, monta un set EMG). Si tratta comunque di particolari che coinvolgono uno degli aspetti che risente maggiormente della mancanza di oggettività: il set-up.

 

Stefano Pavone

  

01.  Rockvirus (Jennifer Batten)        

02.  Clepsydra (Jennifer Batten)        

03.  Send Help

04.  Amelia's Garden  

05.  Sunny Mood (Mel Collins)         

06.  Tears        

07.  Mad Rush (John Giblin) 

08.  Black Hole (Mel Collins)

09.  Pluto's Ride         

10.  Black Knight (John Giblin)        

11.  Punk Race           

12.  Lonely Drops

 

Amedeo Miconi all guitars

Mario Guarini – bass

Salvatore Scorrano, Gigi Zito and Salvatore Leggeri. drums

Primiano Di Biase - tastiere e pianoforte,

 

 

 

 

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