Dementia Senex

                                                                 Heartworm

                                                                 The Path Less Traveled Records

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La scena post-metal italiana può contare oramai su un numero di formazioni dedite a questo genere davvero notevole, soprattutto nell’area centrale della nostra penisola,  da sempre molto ricettiva verso le nuove tendenze ed i nuovi sviluppi musicali provenienti dall’estero. I Nero di Marte potrebbero sembrare il nome più ovvio e scontato da citare, ma è proprio da qui che secondo me è bene partire per descrivere al meglio la proposta dei Dementia Senex da Cesena, e del nuovo “Heartworm” in particolare.

Rispetto ai bolognesi, l’impronta death metal dei Nostri è sempre chiara ed in primo piano, nonostante, in fase compositiva, siano presenti molte altre sfaccettature che ispessiscono ed irrobustiscono le trame delle canzoni. Spetta ad “Unscented Walls” aprire le danze, e lo fa sicuramente nel migliore dei modi: si potrebbe considerare la traccia-manifesto per i Dementia Senex, che propongono nei suoi quasi otto minuti di durata tutti gli ingredienti che compongono il loro sound: si passa da un riff iniziale molto moderno, obliquo, su cui la voce di Franceschini viene vomitata con odio e durezza, ad un susseguirsi di riff più smaccatamente death metal, nonostante le strutture rimangano complesse e piuttosto cervellotiche, in puro stile Gorguts e soprattutto Ulcerate, veri e propri pionieri delle nuove forme di death più catatonico e desolante.

Dietro le pelli Bagnolini intesse una fitta rete di pattern ritmici che lasciano poco respiro all’ascoltatore, se non fosse per delle pregevoli aperture melodiche verso metà canzone che permettono per un attimo di riprendere le fila del discorso ed arrivare agilmente verso il finale puramente post-metal della canzone. In questo caso è la scuola americana a salire in cattedra, con delle interessanti calate sludge accompagnate da una voce più urlata e meno distorta da parte del singer che conduce così a “Kairos”, pezzo brevissimo per gli standard del genere, senza dubbio il più aggressivo e death-oriented dell’intero EP. Accenni di blast-beat, ritmiche serrate e molto plettrate sono la base della canzone, che rispetto alle altre due del lavoro, risulta sicuramente anche più semplice nella struttura. La pausa introspettiva che apre la titletrack è solo un effimero momento di pausa: ben presto infatti il pezzo si evolve in un riffing nervoso e spezzato, ancora una volta debitore degli ultimi lavori di band come Intronaut, Kylesa ed i loro particolarissimi utilizzi delle ritmiche stoppate. La voce, ancora una volta, risulta cangiante rispetto all’operato del comparto ritmico, passando dalle growling vocals a degli accenni di voce pulita che sinceramente fanno storcere un po’ il naso. Ottimi invece i fraseggi malsani di Merloni e Righetti alle chitarre, un po’ malinconici un po’ psicotici, che si adattano perfettamente al felling nevrotico ed instabile di “Heartworm”.

Rispetto ai suddetti nomi, manca forse un pelo di fluidità in più nel passare da una sezione all’altra delle canzoni, ma la profondità della composizione unita alla qualità della produzione ha davvero poco da invidiare a nomi ben più blasonati del panorama mondiale.

Certo, poco più di quindici minuti di musica non bastano per valutare approfonditamente le capacità dei Dementia Senex: possiamo tuttavia affermare che, per quel poco che ci è concesso dal minutaggio dell’EP, i brani presenti ci hanno convinto e debitamente incuriosito su cosa questi ragazzi possano essere capaci di fare su di un formato più lungo e corposo quale un full-lenght. Intanto ci godiamo “Heartworm” ed avvertiamo i più frettolosi che ci troviamo di fronte ad una release che verrà sempre più capita ed apprezzata con il passare degli ascolti: la pazienza saprà premiare gli amanti di tutte le sonorità più abissali e sperimentali ivi presenti.

 

Edoardo De Nardi

 
01- Unscented Walls
02- Kairos
03- Heartworm

 

Mattia Bagnolini- Drums

Cristian Franchini -vocals

Filippo Merloni- Guitars

Marco Righetti- Guitars

 

 

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