Grodek

                                                                                                                    Downfall of time

                                                                                                                    Autoprodotto

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Una band che cattura la nostra attenzione, con il loro secondo Ep “Downfall of time”, è il quartetto Abruzzese Grodek, mi soffermerei un attimo sul nome della band death/doom metal, come sappiamo il doom metal è caratterizzato da tematiche, sonorità e sentimenti che incarnano la cupezza, sofferenza e decadenza del mondo come dell’essere umano. In questo caso anche il nome della band rimanda a queste tematiche, infatti Grodek  non è soltanto una poesia di Georg Trakl, e una delle più famose e terribili. E' l' ultima sua poesia, scritta pochi giorni prima che si suicidasse, all'età di ventisette anni, il 3 novembre 1914. Già sconvolto per l'abuso di droghe e di alcool e per il rapporto incestuoso con la sorella Greta, allo scoppio della “Grande Guerra” Georg Trakl, farmacista di professione, viene richiamato come ufficiale di sanità e viene inviato sul campo di battaglia di Gródek, in Galizia, dove deve assistere, da solo e senza medicine, novanta feriti gravi.Così, quest'ultima poesia vergata dalla mano di Georg Trakl appare come il frutto dell’esperienza diretta della estrema, sconvolgente violenza della guerra.

Guerra, che era – poi  il fallimento clamoroso e irreparabile di quella razionalità ottimistica e presuntuosa, di quel Logos strumentale e calcolante, con cui l’Europa aveva creduto di poter dominare le pulsioni oscure e selvagge di Thanatos, il cieco istinto di dominio e l’inconscia volontà di autodistruzione. Così questi quattro ragazzi Abbruzzesi : Matteo Colantonio ( vocals, guitars), Tiziano de Cristofaro( guitars), Alessandro Leone ( drums) e Matteo Sputore ( bass), hanno messo appunto un grandioso Ep, formato da quattro tracks, che attraverso la loro potenza mettono in evidenza, almeno a mio parere il dissidio interiore tipico di ogni uomo, a tal proposito possiamo dire che questi capacissimi musicisti riescono a trasformare l’orrore , l’ansia, la decadenza  in esperienza estetica. I Grodek si formano nell’inverno 2013, sono uniti dalla passione per il metal non solo come genere musicale, ma soprattutto come un modo per andare oltre la realtà.

Una track che calza a pennello con questa definizione del loro stile è la track n. 1 “ from the fog i rose”, ovvero dalla nebbia io risorgo, quindi possiamo qui ravvisare una reale condizione dell’uomo, che magari aappunto risorge dalla nebbia come metafora delle difficoltà, questa track è caratterizzata da growl potenti e cupissimi,  coadiuvati da riff potenti di basso e chitarra e  dal ritmo insistente e cadenzato della batteria. Una track che si apprezza molto è la track, n. 2 “Naiade”, che inizia con un arpeggio dolce e melodico, che c’inganna, poiché a questo scorcio di romanticismo, si sostituisce un cupo e “sporco” doom metal, con growl e un potentissimo basso. Per concludere consiglio quest’album perfettamente messo a punto a tutti gli amanti del death/doom metal.  Possiamo inoltre inchinarci alle doti musicali e compositive di questo quartetto Abbruzzese. Aspettiamo con ansia il prossimo lavoro dei Grodek.

 

                                                                                                            DALYLAROCK

 

01.  From The Fog I Rose

02.  Naiade

03.  The Pale Dame

04.  Time And Black Tides

 

Matteo Colantonio – vocals, guitars

Tiziano De Cristofaro – guitars

Alessandro Leone – drums

Matteo Sputore – bass

 

 

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