Gong

                                                                                                                     Rejoice! I'm dead!

                                                                                                                     Snapper Records, Mad Fish

                                                                                                                    www.planetgong.co.uk 

 

 

 

Si apre con un sound stile 60' - '70 con un bell'incipit sanguigno l'opener track “The thing that should be”, con in primo piano un sax dal retrogusto lisergico, insieme alle chitarre elettriche corposissime.La seguente “Rejoice!” è caratterizzata da un gustosissimo groove che fa (non sto bestemmiando) un po' il verso a  “certi”  Yes, mentre al 3:00 si caratterizza per un sound molto vicino agli Ozric Tentacles, sognante, visionario, immerge l'ascoltatore in un' atmosfera rarefatta con un lungo intermezzo strumentale dal sapore vagamente orientale dove tutti gli strumenti sono coinvolti che ha fine solo all' 8:00 per poi riportare il “treno” sui binari e condurlo in “stazione” ad una velocità più tranquilla. 

 

“Kaptial” inizia con un crescendo in perfetto stile Van Der Graaf dei bei tempi, un rock robusto, di classe, con il sax che crea vortici sonori nei quali perdersi. Il brano diventa sempre più coinvolgente  ogni minuto che passa tenendo sulle spine ed incuriosendo.Le tempeste dei primi tre brani si placano con l'arrivo di “Model Village”, dal sapore più new age per certi versi, per poi diventare una ballad addirittura ballabile con un sax che delinea una bella melodia orecchiabile, così come anche il cantato, romantico, sognante, in questo brano che, nonostante i quasi 7 minuti potrebbe fare felici le radio.Il seguente “Beatrix” ci trasporta in un fumoso jazz club, dove contrabasso e pianoforte dialogano in un atmosfera ovattata, accompagnati da tappeti di synth e solo per una manciata di secondi appare il sax, il tutto con un recitato in lingua francese in sottofondo per scarsi 3:00. 

Si ritorna a volare in mondi trascendenti per 4:29 con “Visions” caratterizzata da soli synth e chitarra suonata con un e-Bow. Un brano strumentale che sembra uscito dalla mente di un tal David Sylvian nella sua carriera da solista.Le atmosfere sognanti proseguono con “The Unspeakable Stands Revealed”, quasi un ideale proseguimento del brano precendente, ma stavolta con l'accompagnamento di una batteria mai sopra le righe ed il sax soprano in primo piano. Un mix perfetto di jazz rock e new age piacevolissimo della durata di quasi 12 minuti La sei corde si fa viva solo dopo oltre 3 minuti ma non in modo irruento seguita da cori. Dopo 4:00 anche il cantato fa capolino sottolineando la melodia precedentemente sottlineata dal sax e dalle chitarre. Anche qui si può notare una certa influenza orientale. Solo negli ultimi istanti il brano è come se impazzisse e prende una piega più “anarchica”, ma non troppo. 

La seguente “Through restless seas I come” dellla durata di quasi 7:00, inizia molto in sordina, con un atmosfera tra il genesisiano e il  floydiano. Al 4:26 il sound si fa veramente intrigante ed interessantissimo.“Insert yr own Prophecy” è caratterizzata da un ritmo incalzante, bello sostenuto e da numerosi cambi di tempo e cori secondo quelli che sono i canoni del Canterbury sound. Il brano della durata di quasi 10:00 non annoia mai e si lascia ascoltare coinvolgendo, incuriosendo, mai annoiando l'ascoltatore che si troverà a volare in mondi sconosciuti immaginativi guidati da una melodia ripetuta quasi come un mantra e sottolineata negli ultimi minuti dal sax e dal cantato. Che dire? Un dischetto equilibrato, piacevolissimo nell'ascolto. Tra l'altro bisogna dire che è anche particolare, in quanto è un lavoro postumo di Daevid Allen la cui voce, compare in soli due brani, ma di sicuro avrà in qualche modo dato delle direttive su come dovesse essere l'album nella sua interezza e vi assicuro che ne vale la pena acquistarlo.

 

 

(Giovanni Turco) 

01.  The Thing That Should Be

02.  Rejoice!

03.  Kaptial

04.  Model Village

05.  Beatrix

06.  Visions

07.  The Unspeakable Stands Revealed

08.  Through Restless Seas I Come

09.  Insert Yr Own Prophecy 

 

Kavus Torabi  - vocals, guitar

Fabio Golfetti - guitar, vocals

Dave Sturt  bass, vocals

Ian East -  sax, flute

Cheb Nettles - drums, vocals

 

 

 

 

 

 

 

 

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