Nightraid

                                                        Nightraid (Demo)

                                                        Autoproduzione

                                                        www.reverbnation.com/nightraid6

 

 

 

La scuola della Strana Officina sembra aver dato vita a questa nuova band italiana (di Terni) che usa l’Hard Rock accentandolo col metal di primi anni ’80. Sono pezzi semplici e diretti che vogliono gridare la loro appartenenza alla scuola più verace del rock duro, quello che si lega al calore del blues e che cerca l’anima piuttosto che la fredda tecnica.

“Standby” è l’apripista che va col suo riff pastoso riempiendolo con una voce corposa, e subito la rocciosità della Strana Officina pare essere defluita qui. L’urlo animale testimonia l’istinto primordiale che questo tipo di metal vuole esternare.  Un breve assolo di chitarra, rasposo e caldo, trasporta l’ascoltatore negli anni ‘70.

Il cd prosegue con la titletrack,  bluesata e fortemente ritmica, che fa il verso al rock più dimenato, dando maggior spazio al lato solista, in una  forma stilistica meno originale ma comunque piuttosto intrigante.

La terza traccia, “Misteri”, si sposta verso una ritmica più ballabile alla Ac/Dc che imprime velocità all’album. Sia il riff iniziale, sia il momento dell’accelerazione, ricorda la classica struttura degli australiani. Ciò significa che l’energia esplosa è quella più istintiva. Il ritornello in realtà spezza il feeling e rallenta la cadenza, facendosi molto italianeggiante alla Litfiba. Rimane comunque un brano interessante e divertente; e l’assolo è più metal e meno rock’n’roll, alzando l’aspetto serio del brano, che finisce violento con la voce.

“Indians” è una lunga traccia evocativa che non riesce perfettamente nell’intento anche se l’idea era davvero buona. Troppo lunga la parte parlata che poteva essere studiata, a mio parere, con un cantato più intimista (che non vuol dire dolce), sopra le note acustiche presenti che sono molto vicine alle morbidezze Scorpions. Poi la ballata cessa e sopravviene un tempo medio che sposta la song su coordinate parzialmente epiche ma comunque malinconiche. Il finale è affidato a un lungo assolo che si pone in linea con la migliore tradizione anni ’70, per sottolineare il pathos caratteriale della composizione. Io lo avrei arricchito e variato di più poiché il songwriting pare richiederlo, ma non sono io il musicista.

La voce piuttosto rude, porta messaggi seriosi. Sia la forma stilistica deI cantato che i temi trattati, e il fatto che la lingua usata sia l’italiano, ricordano talvolta anche Pino Scotto che il singer riferisce comunque riconoscere coma una delle sue forti ispirazioni. C’è critica sociale e l’ultimo pezzo prende a simbolo, dei nostri tempi che vanno contro natura, l’iconografia pellerossa. Il testo di “Indians” ricorda, in particolare, che “La natura può fare a meno di  noi; prendere o lasciare”, cioè che se facciamo male al pianeta chi ci rimette siamo noi esseri umani, una volta scomparsi infatti la natura può andare per la sua strada; perciò non abbiamo scelta, ho rispettiamo la natura o è peggio per noi.

Sono 4 pezzi che non lasciano dubbi sulla portata emotiva della loro musica, il chitarrista possiamo già dirlo in forma e arrivato, anche se non esce dai canoni stilistici classicamente rock blues. Il cantato invece pare avere ancora margini di miglioramento, che già abbastanza efficace, può divenire ancor più esaustivo nella sua linea melodica, a volte un po’ affettata, in alcuni momenti a rischio di perdere musicalità. L’italiano è usato abbastanza bene anche se si percepisce la necessità di uno sforzo lirico maggiore. Nel frattempo, tra l’uscita del demo e questa recensione, il batterista è cambiato (ora è un certo Andrea “Uora”). Peccato considerarlo solo un demo, la produzione è buona ed equilibrata. Possono essere una band in grado di portare avanti la tradizione italiana dell’Hard Rock più onesto.

 

Roberto sky Latini

 

01.  Standby

02.  Nightraid

03.  Misteri

04.  Indians

 

Andrea “Veleno” - vocals

Andrea – guitars

Alessandro – guitars

Leonardo – bass

 

Filippo - drums

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione