Nicolas Meier

                                                                                                                Infinity

                                                                                                                Moonjune Records

                                                                                                               www.meiergroup.com 

 

 

 

Da pochi giorni è uscito questo nuovo album in studio di Nicolas Meier che con il suo stile unico ha girato tutto il mondo insieme alla sua band, condividendo il palco con alcuni dei più grandi nomi del jazz internazionale tra cui Bill Evans e Brad Mehldau. Il suo gruppo, con al sax il maestro Gilad Atzmon, ha vinto il primo premio per la miglior band al festival jazz di Juan les Pins. Il suo album da solista precedente “Kismet” è una meravigliosa miscela di flamenco, jazz, musica latina e mediorientale. Il suo talento jazz si sposa con l'altra sua grande passione, suonare la chitarra heavy metal nel suo gruppo di hard rock. Nicolas ha suonato per sette anni come chitarrista nella band di Jeff Beck spesso in tour sia in Europa che negli Stati Uniti. Insieme al bassista Jimmy Haslip e al mitico batterista Vinnie Colaiuta ha realizzato questo nuovo album da solista in stile progressive, fusion, jazz e rock, interamente strumentale, con influenze mediorientali, in cui suona anche il glissentar, una chitarra speciale fretless con undici corde. Il disco intitolato Infinity si apre con il brano “The Eye Of Horus” che inizia potente e ritmato, trainato dal basso e dalla batteria. Le cadenze sono mediterranee con assoli di chitarra in stile egiziano.

Parte centrale meditativa sempre con basso e batteria a dettare i tempi che piano piano salgono diventando quasi ossessivi in un bel crescendo musicale. Gli strumenti a corda, sempre in primo piano, si producono in veloci assoli che si innestano alla perfezione sul tappeto ritmico di basso e batteria. Un inizio originale, denso di influenze musicali e di spessore compositivo. “Still Beautiful” è più lenta e sofisticata, in stile completamente diverso dal brano precedente, ci muoviamo nel jazz fusion con dolcezza e raffinatezza. Basso a riempire gli spazi e chitarra a fraseggiare sulle ritmiche. Siamo in un club probabilmente, forse balliamo un lento, forse siamo seduti a sorseggiare un drink. Assoli veloci, ritmica impeccabile, stile gradevole, grande maestria nel suonare la chitarra sono i principali ingredienti di questa traccia. Con “Riversides” si torna su ritmi più sostenuti, tematiche progressive rock e stile mediorientale mitigato da svisate nel folk. Il fiume scorre e noi lo osserviamo dagli argini come se parafrasasse il lento fluire della vita. Tecnicamente molto complesso, il brano si snoda tra pieni e vuoti, ora dolce e spensierato, ora veloce e impetuoso.

Influenze mediterranee e strumenti etnici sono una peculiarità di questa traccia, una delle migliori dell’intero disco per originalità. “Yemin” è una ballata molto malinconica e struggente con cadenze e atmosfera mediorientale. Con i suoi sei minuti di durata è uno dei brani più estesi del disco e ci porta tra le viuzze e tra i meandri di una città nordafricana, tra le spezie, le stoffe, i luoghi di ritrovo. La melodia è molto delicata, ma allo stesso tempo densa di profumi e di sensazioni. Bellissimo assolo di chitarra classica contrappuntato dal violino. “Legend” è dedicata a Jeff Beck e prosegue sulla linea stilistica della traccia precedente con un climax mediterraneo e con un grande spessore musicale, tecnica sopraffina e assoli coinvolgenti. Si sente maggiormente la batteria, che spesso si lascia andare a rullate selvagge, e il basso che spazia su diversi registri. Finale interessante con chitarra classica e violino che dialogano insieme a velocità molto elevata. “Tales” assume una linea maggiormente fusion, con svisate e calate di tono, assoli di basso fretless e delicato sottofondo di charleston della batteria.

Molto coinvolgente, trascinante, musicalmente intrigante. Finale commovente. Uno dei brani più riusciti del disco. “Rose On Water” è la traccia più breve del disco con violino e chitarre che dialogano dolcemente tra loro su una melodia dolce e malinconica. Un breve intermezzo che ci conduce a “Flying Spirits” il brano più eclettico del disco con frequenti cambi di linea e di cadenza musicale. Le varie parti del brano sono legate da assoli di batteria e di basso che sostengono le chitarre sempre in prima linea con riff, assoli e svisate. “Serene” ancora una volta ci fa sognare con la sua dolce melodia e la sua trasportante musica. Questa volta il sentimento del brano è più gioioso, non malinconico come in diverse tracce precedenti. Sembra di volare sul mare intorno a qualche isola greca del mediterraneo tra l’azzurro del cielo e il bianco delle nuvole. Ottimi gli assoli di chitarra che si ripetono lungo tutto il brano a creare un allegra sensazione di gradevolezza.

“Kismet” è molto ritmata, cadenzata, sincopata. Una canzone da ballare, diversa da tutte le altre tracce del disco. L’influenza arabeggiante si sente potente, sembra di scorgere danzatori in costume che volteggiano dentro a una festa. Cambio di ritmo, la canzone si fa malinconica e l’arrivo di un violino contribuisce a questo mutamento di umore. Piano piano la traccia riprende vigore come in un crescendo consapevole per tornare alle atmosfere iniziali e portarci all’ultima traccia di questo disco ben strutturato e ben suonato. Infinity si conclude infatti con “JB Top” in cui troviamo a sorpresa la chitarra elettrica che non ci aspettiamo. Un vero e proprio pezzo rock che si discosta da tutto il resto del disco. Ottimi gli assoli di chitarra con la partecipazione del bravo Gregor Carle sempre supportati alla grande dalla sezione ritmica di Vinnie Colaiuta e di Jimmy Haslip.

Un’interessante conclusione per questo disco ben strutturato, con validi arrangiamenti, che ci porta nel mondo delle molteplici chitarre di Nicolas Meier sotto diversi punti di vista. Partendo dal fusion e dal jazz, si passa alle dolci ballate e soprattutto alle sonorità mediterranee. Un disco gradevole da ascoltare, anche per i non esperti o i non amanti della musica jazz, in quanto in realtà contiene anche melodie di musica acustica perdendosi in ballate struggenti, dolci, malinconiche, contaminate da forti influenze mediterranee. Una miscela eclettica di tracce ben scritte e superbamente eseguite da Nicolas Meier. I brani migliori del disco sono “Yemin” per la sua densa malinconia percepita dalle sponde del mediterraneo, “Tales” per il suo impianto musicale, la sua potenza evocativa, il suo incantato miraggio, “Flying Spirits” per la sua sofisticata e complessa struttura musicale e per il suo ecclettismo, “Kismet” per le sua potenza evocativa e le sue atmosfere dolci e malinconiche. Un disco sofisticato, pieno di sorprese, che ci porta lontano con la mente e con la fantasia in luoghi controversi, misteriosi e pieni di fascino.

 

Pierluigi Daglio 

 

01. The Eye Of Horus
02. Still Beautiful
03. Riversides
04. Yemin
05. Legend
06. Tales
07. Rose On Water
08. Flying Spirits
09. Serene
10. Kismet
11. JB Top

 

Nicolas Meier - acoustic guitars, electric guitars, synth guitar, glissentar, baglama

Vinnie Colaiuta - drums

Jimmy Haslip - bass 

 

Speccial guest:

Richard Jones - violin

Lizzie Ball - violin

Sally Lo - violin

Gregor Carle - guitar

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