Joe Bonamassa

                                                                                                               Blues of Desperation

                                                                                                               Mascot Label Group

                                                                                                               www.jbonamassa.com 

 

 

 

Album numero 12 di una serie quasi continuativa di sfornature calde calde, che si aggiungono a vari live. Ma invece di esaurire la vena, sembra che si alzi la tensione emotiva; infatti percepisco questo nuovo lavoro come il più intenso tra i suoi, migliorando la già buona statura artistica del nostro chitarrista americano. Egli mette la firma in tutti i pezzi, e la sue stilettate blues sono molto rockeggianti.  La vena blues si mescola come al solito all’hard, ma con un senso dell’assolo ancora più rude, pur mantenendo grande fluidità e raffinatezza.

“THIS TRAIN” dà subito l’ordine di colpire l’ascoltatore, scorrendo molto hard e vivendo di ritmo. Anche “MOUNTAIN CLIMBING” batte forte, esso avanza con una cadenza batteristica alla Bonham dei Led Zeppelin, e continua a sottolineare la vena del rock duro, anche se il coro è molto blues’n’roll. Se “Drive” sta a metà strada tra Dire Straits e la band svedese DAD,  il blues più classico si esprime con “No good Place for the Lonely” e la più elegante, grazie a i fiati, “What I’ve Known For A Very Long Time”, e quando dico classico, dico molto tradizionale, inserito cioè nel contesto più ortodosso possibile.

La title-track “Blues of Desperation” è di scura atmosfera, ma più che triste ed introversa, sembra un filo cattivella, con una essenza ancora una volta Hard Rock. L’unica commercialità spinta affiora con “The Valley runs Low”, che ricorda la musica facile e orecchiabile, un po’ Pop un po’ Soul, tipica di un album mainstream come quelli di Vonda Shepard, la cantante USA che cantava nella sigla della serie televisiva del 1999 “Ally MvBeal”; ma Joe la compone e la realizza con una classe che fa piacere ascoltare, anche se si tratta di un pezzo quasi easy-listening. Invece grandiosa è la rolleggiante alla Fats Domino, pianoforte compreso, “YOU LEFT ME NOTHIN’ BUT THE BILL AND THE BLUES”, che ricorda, con bello spirito, il periodo degli anni ’50 quando il blues e il rock’n’roll erano capaci di fondersi, e dove Joe ha la voce calda del singer di colore. Maniacale con i treni (in quest’album il sostantivo si presenta in ben due titoli, e ricordate anche “Slow Train” del 2011),

“DISTANT LONESOME TRAIN” indurisce di nuovo l’album, con una voce suadente di Joe che si contrappone al riff ripetitivo e rovente della chitarra, e assoli taglienti poco inclini alla ruffianeria, anzi piuttosto cattivi, molto metallici e ossessivi. L’Hard Rock impastato di blues alla Deep Purple Mark 3 (quello di Coverdale per intenderci), arriva con “How Deep This River Runs”, dal ritmo lento ma tonico, che l’assolo rende più incendiario e assordante. Il Bonamassa acustico appare in “Livin’Easy”, dall’atmosfera retrò e molto da bar fumoso, e soprattutto a dare carattere, un sassofono sinuoso e irriverente, pieno di feeling ammiccante, che tocca anche di striscio un che di jazz.

Gli arrangiamenti sono ricchi e pastosi, mai ingombranti ma certo indispensabili, dato che il loro effetto è davvero incisivo. A dispetto del titolo, più che disperato, il sound è arrabbiato e pieno di pathos. Non c’è originalità stilistica se non una grande personalità da sempre focosa, che si impone all’ascoltatore; ma stavolta ancora in modo più sentito. E per sottolineare la sua essenza chitarristica, non lesina le parti soliste piuttosto ampie, senza il pudore di apparire troppo virtuoso. In realtà nessuna sbavatura e nessun eccesso, col risultato che nessuna traccia è di basso tenore. Un disco che supera ogni aspettativa, forse il miglior lavoro di Bonamassa.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  This Train

02.  Mountain Climbing

03.  Drive

04.  No Good Place For The Lonely

05.  Blues Of Desperation

06.  The Valley Runs Low

07.  You Left Me Nothin’ But The Bill And The Blues

08.  Distant Lonesome Train

09.  How Deep This River Runs

10.  Livin’ Easy

11.  What I’ve Known For A Very Long Time

 

Joe Bonamassa – vocals / guitars

Reese Wynans – keyboards

Michael Rhodes – bass

Anton Fig – drums

Greg Morrow – drums

Lee Thornburg – horn

Paulie Cerra – horn

Mark Douthit – horn

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