Level 42

                                                                                                                 Sirens Tour Live

                                                                                                                 Level 42 records

                                                                                                                 www.level42.com 

 

 

 

Una memorabile storia musicale che dura, oramai, da 36 anni quella dei Level 42, band britannica (i membri fondatori sono originari dell’Isola di Wight) fondata dal bassista Mark King, reo di collaborazioni con i più grandi artisti della storia della musica funk/pop/soul (su tutti Madonna) e che, negli anni, ha visto susseguirsi un’incredibile quantità di musicisti tra i quali citiamo Allan Holdsworth, Dominic Miller, Gary Husband, Alan Murphy, Lyndon Connah, Gary Barnacle e molti altri. 

A sei anni di distanza da Living Up, registrato per celebrare il 30° anniversario della band e a 3 da Sirens, i Level 42 pubblicano il triplice disco (2 cd + DVD) Sirens Tour Live, registrato durante l’esibizione tenutasi all’Indigo O2 Arena di Londra nel Settembre 2015. 

La band, sopravvissuta negli grazie alla grande abilità da songwriter di Mark King ma, soprattutto, alla capacità di rinnovarsi anche in termini di interpreti e sonorità, presenta un disco piacevole e costituito da 19 tracce tra le quali spiccano 5 delle 6 contenute nell’ultimo lavoro in studio Sirens (manca solo Too Much Time). I tempi delle produzioni firmate Mike Vernon e Verdine White sono lontani ma, in assoluta tranquillità, si può affermare che il prodotto finale è validissimo. 

La lineup è costituita dal frontman Mark King (basso e voce), Nathan King (chitarra), Mike Lindup (tastiere), Pete Ray Biggin (batteria) e Sean Freeman (sax). 

Heaven in my Hands è il brano di apertura, anticipato da una intro ispirata dallo stesso brano. Lo slap di Mark King si fa sentire da subito, coadiuvato dalla precisione dei fiati e dai riff taglienti del fratello Nathan che, in quanto a suoni, sembra ispirato dallo Steve Lukather delle prime avventure da solista. Come si dice: apertura col botto. 

Decisamente più funk è la bella Where’s Yo Head At?, tratta dall’ultimo lavoro in studio. Chitarra clean condita con compressore, chorus e delay, cantato che rimane in testa al primo ascolto e cori in falsetto in perfetto stile Earth Wind and Fire. In alcuni passaggi sembra ricordare un mash-up tra Kalimba de Luna e Disco Samba ma, francamente, poco importa. Il brano è divertente, dal ritmo serrato e ricco d’influenze rock, soul, funk e con un grandissimo Biggins alle pelli. 

Are You Hearingè un brano che, in tempi non sospetti, avrebbe fatto pensare ad una produzione firmata Mike Varney, almeno per quel che concerne la intro. Stesso dicasi per il solo di chitarra particolarmente ispirato da un playing in perfetto Gambale-Style. Anche in questo pezzo, il basso detta legge: crea spazi nei quali il resto della band s’inserisce con fraseggi, feels di batteria. L’atmosfera è sicuramente anni ’80. 

Stessa impressione per Sirens. Il brano è particolarmente ben riuscito sia in studio che in questa versione live: la intro è di quelle che rimangono impresse nella mente anche grazie all’accompagnamento di basso che, con l’ausilio dello slap, crea una sorta di tappeto ritmico sul quale il synth risulta essere a proprio agio. Le sonorità, forse, sono addirittura anni ’70 almeno per quel che riguarda lo stile compositivo con chiari richiami alla musica funk/dance dell’epoca ed ispirata ad artisti quali Earth Wind and Fire, Kool and Gang, Bee Gees. A modernizzare il tutto ci pensano piccole trovate quali, ad esempio, brevi passaggi rap azzeccati.Bellissimo il solo di hammond al minuto 4:00 seguito dal sax di Freeman. 

19 tracce sono tante da ascoltare quando un disco non coinvolge o non cattura l’attenzione sin dai primi secondi. Sirens Tour Live ci riesce al 65% in quanto, volente o nolente, molti brani risultano essere ripetitivi. Forse perché in diversi casi sono risultati troppo vicini in termini di tracklist ma, sia chiaro, questo è il mio parere personale e, come tale, trova il tempo che trova.

Sul suonato non si può dir nulla: Mark King continua a non sbagliare un colpo sia come bassista che dietro il microfono. Nathan King ha sfoderato un playing moderno e curato sotto tutti gli aspetti, tecnici e sonori. Lo stesso vale per il resto della band. Una formazione che ha fatto e continua a far storia.

Stefano Pavone 

 

Disc: 1

01.  Intro Sirens Tour Live

02.  Heaven in My Hands

03.  Where's Yo' Head At?

04.  Are You Hearing...?

05.  Running in the Family

06.  Mind on You

07.  Kansas City Milkman

08.  My Independence Day

09.  Leaving Me Now

10.  Tracie

 

Disc: 2

01.  The Sun Goes Down

02.  Sirens

03.  Starchild

04.  Something About You

05.  Lessons in Love

06.  Build Myself a Rocket

07.  Hot Water

08.  Love Games

09.  The Chinese Way 

 

Mark King – vocals and bass

Mike Lindup – vocals and keyboards

Pete Ray Biggin - drums

Sean Freeman - saxophone

Nathan King  - guitars

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