Lacuna Coil Delirium

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                                                                                                 Lacuna Coil

                                                                                                 Delirium

                                                                                                 Century Media

                                                                                                www.lacunacoil.it

  

 

Sono tornati i Lacuna Coil. Anzi, per essere precisi sono tornati i Lacuna Coil ma non sono più gli stessi. Si perché la line-up del gruppo si è drasticamente modificata. A cantare la rabbia e il ‘delirio’ vi sono sempre Cristina Scabbia e Andrea Ferro, mentre al basso resta il fondatore Marco Coti Zelati.  Questa revisione nella formazione  è stata forse dovuta alla necessità di modificare leggermente il suono e le scelte stilistiche del gruppo che, ad onor del vero ne guadagna notevolmente in fase compositiva.

Si perché sin dal primo ascolto quel che colpisce di ‘Delirium’ è una maggiore freschezza nelle composizioni e una produzione più spiccatamente ‘pop-metal’, cioè orientata a catturare l’attenzione dell’ascoltatore per l’orecchiabilità dei pezzi.Non fraintediamoci però, perché il disco seppur mostrando idee nuove in fase compositiva e presentando una produzione diversa, mantiene il riconoscibilissimo ‘suono’ Lacuna Coil, che nel corso del tempo ha avuto la capacità di guadagnarsi moltissimi affezionati e un consenso sempre crescente. Sfuarite chitarristiche, cambi di tempo, melodie goticheggianti, ed un crossover nel quale è possibile sentire l’influenza di Nine Inch Nails e Sevendust è ciò che viene sapientemente fuso in questo album.

Naturalmente ciò che distingue questa release dal suo predecessore del 2014, è il lavoro di Zelati che ha ringiovanito e completamente ricostruito il suono del gruppo al quale ha dato una maggiore intensità rispetto al passato. Canzoni come “Broken Things”, “Blood, Tears, Dust”, e la orecchiabilissima “My Demons” (che ricorda non poco nel refrain ‘Stairway to the skies’ dei maestri del genere Within Temptation) mostrano una band ispirata e rodata in grado di realizzare melodie godibili e che restano facilmente in testa all’ascoltatore.

Forse non il miglior album della carriera della band, ma di sicuro ‘Delirium’ è da annoverarsi come uno degli episodi più riusciti .Se il cambio di line up è in grado di galvanizzare così tanto l’abilità dei ragazzi di Milano, allora ben venga la rivoluzione e tutto ciò che ne consegue.

 

Matteo Chiocchi

 

01. The House Of Shame

02. Broken Things

03. Delirium

04. Blood, Tears, Dust

05. Downfall

06. Take Me Home

07. You Love Me 'Cause I Hate You

08. Ghost In The Mist

09. My Demons

10. Claustrophobia

11. Ultima Ratio

 

Cristina Scabbia – female vocals

Andrea Ferro - vocals

Marco Coti Zelati - bass

Ryan Blake Folden - drum

Diego Cavallotti -guitar

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