ZHONGYU  

                                                                                                   Zhongyu

                                                                                                   Moonjunee Records

                                                                                                   www.zhongyuband.net

 

 

La Moonjune sin dall’inizio  si  è prefissata di far conoscere al grande pubblico artisti emergenti e per perseguire  questo intento ha scritturato  artisti di diversa estrazione culturale e musicale  proveniente da diversi paesi  in maggioranza asiatici  ,ma anche nel nostro paese  c’è qualcuno che ha avuto  il merito di farsi scritturare stiamo parlando di Boris  Savoldelli  un vero e proprio sperimentatore della propria vocalità  davvero particolare .

Dunque è il momento  di presentarvi  questo interessante progetto a nome “Zhongyu” che si presenta con questo disco musicalmente trasversale  che attraversa diversi generi  ma che maggiormente sfociano nel jazz   sperimentale e non solo.

Jon Davis master of stick assieme ad altri musicisti della stessa etichetta come ad esempio Dennis Rea (Moraine)Alicia DeJoie al violino, James DeJoie al sax, clarinetto, flauto) e di Randy Doak alla batteria e alle percussioni e come e ospite speciale, del trombettista Daniel Barry (Celestial Rhythm Orchestra).

Il disco  sin dalle prime note  presenta   un andamento rarefatto  quasi spaziale come se ci trovassimo di fronte ad un nuovo kraut rock group,invece si tratta di sperintalismi effettuati  con lo stick . Il filo conduttore sembra essere un brano che viene inserito sia come brano d’apertura che con la sua prima  parte amo  di prequel ,parliamo di “Apple of my mind eye” part2 &1. In “Iron rice bowl has rusted”scaturisce improvvisamente una melodia tipicamente orientale che giustifica  l’immagine di copertina  ,certo “Zhongyu”non è disco di facile lettura e non è nemmeno  un disco da ascoltare in macchina ,essendo prevalentemente un disco riflessivo e per certi versi adattabile a certe atmosfere un po bucoliche se vogliamo che va benissimo per una serie di massaggi shiatsu “Hydraulic Fracas” ne è un esempio con il prevalente flauto che sfocia nel jazz sperimentale .

Arriviamo poi al brano “Sleepwalking the dog” qui  Dennis Rea fornisce un interessante assolo di chitarra eseguito con il wah wah pedal che ancora è in grado di suggestionare chi lo suona pur essendo un effetto tra i più vecchi per quanto riguarda la chitarra.

In pratica il disco è per palati sopraffini ma anche per chi ha voglia di ascoltare qualcosa di diverso e fuori dai canoni comun sia del jazz che della musica  in se per se, se volete un consiglia mettetevi in poltrona  con un bel bicchiere di wiskey luci soffuse con la musica o in cuffia  oppure con della casse degne riuscirete nell’intento di ascoltare questo disco al meglio.

 

Stefano Bonelli 

 

01.  Apple of My Mind’s Eye 2

02.  Torture Chamber of Commerce

03.  Iron Rice Bowl Has Rusted

04.  Hydraulic Fracas

05.  Tunnel at the End of the Light

06.  Apple of My Mind’s Eye 1 r

07.  Half-Remembered Drowning Dream

08.  Sleepwalking the Dog

09.  Wanderland Wonderlust

10.  Cat Hair All over It

11.  MBBL

12.  All Food Comes from China

 

 

Jon Davis - Chapman Stick, guzheng, Mellotron, ARP 2600

Dennis Rea - Electric guitar, resonator guitar

ALICIA Dejoie - Electric violin

JAMES Dejoie - Baritone saxophone, flute, bass clarinet

Randy Doak - Drums, percussion

 Special Guest:

Daniel Barry - Trumpet (Track 11)

 

 

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