Tesla Manaf

                                                                                           Tesla Manaf

                                                                                           MoonJune Records

                                                                                           www.facebook.com/tesla.effendi

 

 

 

Interamente scritto e arrangiato dal giovane e talentuoso chitarrista indonesiano Tesla Manaf questo suo omonimo disco di debutto, contiene ben quattordici brani, fondamentalmente strumentali per un ascolto complessivo di circa un'ora e un quarto. Pubblicato dalla MoonJune Records nel Gennaio del 2016 è stato registrato in due momenti differenti, difatti i primi otto brani sono datati 2014 mentre le tracce dalla nona alla quattordicesima sono state registrate, da una band differente ma sempre ovviamente capitanata da Manaf, nel 2011. Il disco prevalentemente chitarristico si muove in territori che spaziano dal Progressive Jazz alla World music mettendo in risalto le abilità tecniche strumentali e il gusto di Tesla.

Classe '87, originario di Giacarta, grazie al padre si avvicina in giovanissima età al mondo della musica prog Jazz, Elp, Soft Machine, Mahavisnu Orchestra, Gentle Giant tra i tanti.  Il passo dall'ascolto al suonare è breve e poco dopo comincia a studiare chitarra e piano per quasi un decennio focalizzandosi prima sulla musica classica apprendendone i fondamenti armonici per poi sperimentare in territori più fusion lasciandosi influenzare da chitarristi quali John McLaughlin e Pat Metheny su tutti.

Le due formazioni (2011 e 2014) che lo accompagnano in questa avventura discografica non sono da meno. Tutti validissimi musicisti che mantengono senza problemi il passo della sei corde di Tesla fornendole una validissima base sulla quale spaziare dalle più classiche cadenze Jazz alle più esotiche sonorità e atmosfere grazie anche all'utilizzo di strumenti etnici meno convenzionali in Europa ma molto diffusi in oriente quali le Gangsa, il Kantil, Jublag e Kempluk, percussioni e metallofoni dal caratteristico suono orientaleggiante.Davvero un buon lavoro composto e arrangiato con tanta cura per i dettagli che gli amanti del genere sapranno scovare e apprezzare. Se pensiamo poi che si tratta del disco di debutto di un giovanissimo e talentuoso chitarrista prepariamoci ad ascoltarne delle belle.

 

Domenico De Zio

01.  A Man's Relationship With His Fragile Area

02.  Necrophilia

03.  Counting Miles & Smiles

04.  Movin Side

05.  Early Years

06.  Multiply By Zero

07.  Chin Up

08.  The Sweetest Horn

09.  It's All Yours: Part 1

10.  It's All Yours: Part 2

11.  It's All Yours: Part 3

12.  It's All Yours: Part 4

13.  It's All Yours: Part 5

14.  It's All Yours: Part 6 

 

Tesla Manaf -guitar                

Rudy Zulkarnaen - Contrabass

Hulhul: Clarinetto, trumpet,Flute       

Desal Sembada - drums

Gega Mesywara - Contrabass

Yd Nafis - keyboards,synth

Dani Irjayana - drums                        

Mumu - Sax Soprano, Flute

Zaky - Vocals                         

Adrian Firdaus - Gangsa

Dewa Made Premana - Gangsa          

William Teh Putra - Kantil

Wisnu Pramadi - Kantil                      

 

Gede Darma Raharja - Jublag, Gong, Kempluk 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione