MAALAVIA

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I Malaavia sono una band, (definirla band è riduttivo), orobico-partenopea uscita allo scoperto nel lontano 2004 con un a dir poco capolavoro di album intitolato "Danze d'incenso".Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti ed i nostri hanno appena dato alle stampe un nuovo lavoro, "Frammenti Compiuti", che idealmente chiude una trilogia di cui il secondo album "Vibrazioni Liquide" è il secondo capitolo.Abbiamo oggi il piacere di parlare della storia dei Malaavia con l'ideatore di questo progetto musicale: Pas Scarpato. 

Pas, ho definito i Malaavia una band, ma in realtà è molto di più. Un laboratorio musicale, un laboratorio filosofico speculativo, una fucina di collaborazioni tra artisti di vario tipo (figurativi, musicisti, poeti, liberi pensatori). Come definiresti tu i Malaavia e come è nato il nome di questa band?

P.S. :  Malaavia  non è un nome, ma un'evocazione. Mi piace pensarlo così. MALA nel senso di "caduta", AVIA pensando a miti antichi, risolti in rovinose cadute.Penso alle religioni del mondo greco o egizio, così vere eppure così fragili e apocrife. Il discorso parte da questo per poi affrontare l'Uomo e la sua liberazione interiore scevra dal condizionamento del substato storico e religioso.

I Malaavia sono nati come un gruppo di indagine e di esperimento su se' stessi. La musica è stata sempre il veicolo delle nostre esperienze interiori. E' ancora così. Amiamo dire che con la nostra musica diamo voce a chi non vuole urlare.Dal 2004 ad oggi la line-up ha subito molti cambiamenti, e questo purtroppo ha influito profondamente nello sviluppo degli arrangiamenti di "Vibrazioni Liquide" che rispetto al primo ed all' ultimo album è più scarno nelle sonorità, pur essendo pregno di significati nei suoi testi.

L'esperienza MALAAVIA prende inizio nel 1998. Il disco e relativo tour del 2004 sono solo una delle tante tappe. Vibrazioni Liquide è una tappa del 2008. Ha venduto tantissimo ed ancora è richiesto. Evidentemente piace. Devo dire a malincuore che tutto il mixaggio troppo virato al POP ha influito negativamente sul risultato. La sintesi non paga sempre.E pensare che le tracce erano dense di suoni che sono stati barbaramente tagliati. Oggi abbiamo imparato la lezione: mai lasciar fare.

Vuoi delinearci un pò le caratteristiche delle varie formazioni che si sono succedute dal 2004 ad oggi e quanto hanno influito nel sound e nelle composizioni dei brani?

P.S. : Naturalmente ogni musicista che è passato ha lasciato il proprio contributo. Abbiamo sempre fatto tesoro di tutte le esperienze, nel bene e nel male. Oggi rimpiango nulla, però mi piace credere che Oderigi Lusi, per il prossimo album che già sto scrivendo, ritorni a collaborare con la band e, con lui, qualche altro “ex”. Tutta la storia e le formazioni le trovi suwww.malaavia.com

In tutti questi anni avete potuto calcare i palchi di tutt'Italia, dal memorabile concerto con la Premiata Forneria Marconi e gli Yes a quello del più piccolo club. Quale è stata l'esperienza live che più ti ha colpito?

Sono due, in verità: il primo concerto nella Biblioteca Comunale “G.Siani” di Cercola(NA), nel 1999 e l'ultimo all'ARCI VIRGILIO di Mantova per il Prog Festival. Mi sono sentito alla stessa maniera.Ho un tenerissimo ricordo delle prove con Tony Pagliuca a casa sua, con i suoi bellissimi bimbi ancora molto piccoli e la gentilezza di Tatiana sua moglie, nel 2004, poi da me a Bergamo, quando una colica addominale mi costrinse in ospedale il giorno prima del concerto degli Yes con noi e PFM. Mi accompagnò Tony. Risento ancora le sue urla con gli infermieri che mi lasciavano a contorcermi in un corridoio. Non lo dimenticherò mai. 

Nei vostri album ci sta sempre un qualche "cameo" di qualche vip esponente del progressive italiano degli anni '70, tanto caro ai collezionisti. Come sono nate queste collaborazioni?

P.S. : Tutto ha la sua ragione d'essere. Se ci sono delle affinità, bisogna inseguire le tracce che te le fanno assaporare. Succede così.

Nel vostro sound confluiscono vari generi. Si passa per il prog rock, il jazz, la fusion, la new age, la musica etnica, specie quella partenopea, ma i testi, quelli sono frutto di una lenta ricerca interiore, ma cosa cercano i Malaavia?

P.S : Siamo viaggiatori delle “vie interne”, noi cerchiamo Eterne Verità.Le vostre tematiche sono piene di riferimenti religiosi, esoterici, politici, filosofici, esistenziali. 

Quanto di queste tematiche sono relative al tuo vissuto personale, a quello del resto dei componenti della band, dei fans? Sappiamo che è nata da un pò di anni un gruppo denominato "Carovana dell'Interiorità", puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?

P.S. : La Carovana dell'Interiorità era ed è il gruppo d'ascolto e di discussione sulle tematiche proposte dai MALAAVIA. Oggi condivido molto più coi fans che con la band. I vari componenti attuali hanno propri percorsi individuali e non sempre, al di fuori del lavoro assieme, si riesce ad avere un confronto. Una volta ci si vedeva di più e si condivideva tutto. Oggi non può più essere così. Forse è un bene ciò. Il percorso della “liberazione interiore” è meramente individuale. La condivisione è solo di tipo intellettuale.

Recentemente avete musicato una poesia di un famoso autore arabo e avete inserita nel vostro ultimo lavoro, come è nata quest'idea?

P.S. : Sono state pubblicate due poesie del poeta libanese Ameen Rihani, in verità. Tradotte dallo studioso Francesco Medici: canto sufi, le torri e la notte.Ho seguito la traccia delle affinità. Il risultato è venuto. Michela Carobbio e Jacov Lehanno fatto un ottimo lavoro di arrangiamento.Le Università di Milano e di Beirut hanno proposto agli studenti la nostra rilettura. Siamo orgogliosi di questo. This is prog ! 

Avete già iniziato a promuovere "Frammenti Compiuti" in tour? Avrà questo album un seguito, o questa trilogia ideale ha in questo ultimo capitolo la sua coclusione? Quali saranno i prossimi sviluppi della band?

P.S. : FRAMMENTI COMPIUTI è in tour, finalmente. Helena Biagioni è tornata nel gruppo. Questo è molto bello.

La “trilogia del pensiero” si è conclusa.

Ora ci saranno novelli sviluppi e impostazioni.

Abbiamo già firmato con la MARACASH per il prossimo album. Musicherò ancora testi di “poeti arabi della diaspora” alternando questi a brani strumentali. Spero di realizzare il sogno di registrare con un'orchestra sinfonica, con gli arrangiamenti di Oderigi Lusi e la direzione di Egidio Napolitano. L'attuale formazione ha la maturità giusta.

La musica dei MALAAVIA è divenuta adulta.Peccato che i media e gli addetti ai lavori non se ne siano mai accorti.

Come possono i nostri lettori iniziare ad apprezzare la vostra particolare proposta musicale? Avete un account su facebook, su youtube?

P.S. : Siamo presenti in Youtube, Facebook, Tweet, myspace, progarchivies etc…Il nostro nuovo sito èwww.malaavia.comOpera del nuovo bassista Carmelo Vecchio, il quale cura tutto ciò che in rete esiste dei MALAAVIA.Voglio mensionare anche Pasquale Brolis polistrumentista, detto "SCOTT PAGE bergamasco" e il percussionista Matteo Bianchetti.Questi ragazzi sono formidabili.Grazie per la tua gentile collaborazione ed alla prossima! 

Grazie a te, come sempre.

 

A Cura di Giovanni Turco 

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