Neracruz

                                                                                                        Omonimo

                                                                                                        Valery Records

                                                                                                        www.neracruz.com

 

 

Devo innanzitutto fare una premessa di scuse nei confronti della Valery record per non aver fatto prima la recensione di questo disco, ma come a volte ci capita quando ci arriva del materiale, lo mettiamo  da parte dimenticandoci  di dove lo si era messo, facendo in modo di far passare del tempo inutile che si sarebbe potuto utilizzare per fare nei tempi giusti la recensione.Ascoltando il disco però penso di aver fatto bene a infilare il dischetto nel lettore , perché quello che ho ascoltato mi ha intrigato parecchio e come al solito la solerte Valery Records ha infilato nel suo roster  un altra valida band.

I Nera Cruz infatti sono una band italo inglese attiva sin dal 1995 ma che pubblica solo nello scorso anno il disco che porta il suo nome. Lamusica che scaturisce è  un interessante connubio  tra brani cantati in italiano ed inglese, tra una rock elettronico e la musica dei Cult di  Ian Astbury. La cosa non sarebbe così eccezionale se non fosse per  il fatto che oltre a tributare la musica del culto non solo nella parte  musicale, Raffaele Calabrese possiede il timbro praticamente uguale  a quello del cantante  inlgese.

La qualcosa potrebbe infastidire  i fan di Cult. ma invece penso si tratti di una sorta di tributo dei Nera Cruz ai The cult ,infatti se i primi hanno assunto in tutto e per tutto il modo di comporre e di suonare  della band inglese, bisogna comunque riconoscere che il lavoro fatto oltre che sincero ed onesto è anche professionale.Tanto  da farmi  pensare che i Neracruz possono essere considerati come i The Cult italiani.

Il connubio che esce fuori soprattutto quando la ban canta in italiano esce fuori del tutto una altra grande  influenza che è quella non tanto die Litfiba quanto quella proprio di Piero Pelù in sorta  di ideale incontro tra Pelù ed i the cult la risultante è la musica che abbiamo la possibilità di ascoltare in questo interessante disco d’esordio.

Parlando del fatto musicale , le canzoni scorrono via che è piacere e da quando “Pure love”  ha fatto irruzione nelle nostre orecchie si arriva tutto d’un fiato alla fine dell’ascolto rimanendo piacevolmente sorpresi da quanto ascoltato, a questo risultato si arriva anche per merito di una produzione  all’altezza della situazione, ed i suoni sono quanto mai coinvolgenti ne è la riprova che anche la conclusiva “War Dance”cantata sia in inglese che in italiano, è in grado farci ballare oppure nel mio caso  non ho potuto fare ameno di battere il piede seguendo il ritmo della canzone .

In conclusione quindi Nera Cruz opera omonima della band in questione , ci fa ben sperare per un futuro roseo e che magari i Nera..si mantengano questo prezioso bagaglio  facendo attenzione a non perderlo .

 

Stefano Bonelli      

 

01.  Pure Love

02.  Borderline

03.  The Dream

04.  Nova

05.  Fever

06.  Look At Your Eyes

07.  The Only One

08.  Blind Game

09.  War Dance

 

 

Raffael Calabrese - vocals

Kevin Fisher - guitar

Marco Mazzesi - keyboards

Steve Pons - bass

 

Luca Lombardo - drums

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