Michael Monroe Blackout States

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                                                                     Michael Monroe

                                                                     Blackout States

                                                                     Spinefarm Records

                                                                     www.michaelmonroe.com

 

 

Nuova fatica del mito finlandese Monroe, ex-Hanoi Rocks (band Glam-Street Metal dei primi anni ’80), che col bassista, anche lui ex-Hanoi, regala un nuovo afflato elettrico.

Si corre a tutto rock, senza alcuna caduta di energia. Il pistone infuocato dà le sue spinte ben sostenute. Sia chiaro, qui non si cerca più alcuna essenza di originalità, ma è tutto un onorare i vecchi tempi che furono. Dentro c’è un po’ di altrui verve, è come un assemblaggio di  pezzetti di carattere, presi da gruppi vari. Per ogni singola song si può risalire a più di un gruppo; ogni canzone può essere smembrata e distribuita divisa a varie entità del passato. Un pezzo di quello, messo con l’attitudine di quell’altro, in un gioco divertente al riconoscimento di caratteri diversi, legati naturalmente ad una stessa visione culturale, quella del rock da strada. C’è l’intero punk originario coi Ramones, i Sex Pistols, i Clash e anche i meno antichi Green Day. E troviamo pure schizzi di Cheap Trick (“Dead Hearts” ma anche altrove); Springsteen; Rolling Stones e un anfratto del David Bowie più rock’n’roll, dalle parti di Ziggy Stardust (“BASTARD’S BASH”). “RLF”, per esempio, sembra aver fuso i Ramones coi Motorhead (cosa certo non difficile da fare). Quindi si striscia su una superficie ruvida punkeggiante come succedeva con gli Hanoi Rocks, legandosi a melodie dirette e facili.

I pugni nello stomaco sono l’apripista “THIS AIN’T NO LOVE SONG” e la tonica “RLF”. Con brio si affaccia la bella “OLD KING’S ROAD” che rockeggia nel senso più tipico della parola. Molto country l’acustica “Under the northern Lights”, importante nel contesto perchè è un brano che Dee Dee Ramone scrisse per l’amico Michael e che ora quest’ultimo ha messo in registrazione; essa non stona col resto anche se appare meno Ramones di quel che ci si aspettava. Una nota anche per la title-track “BLACKOUT STATES” che nella scaletta appare la più seriosa e meno giovanile.

Rispetto al penultimo disco del “Horns and Halos” del 2013, qui si è levigato un po’ il suono cercando spesso ritornelli che spingono sull’orecchiabilità. Una operazione atta ad alleggerire i suoni per cercare un anelito meno serioso. Quindi il disco appare piuttosto divertente. Ma possiamo dire che la cosa funziona e il risultato è il non appare mai della noia. Anche i brani commerciali riescono a tirare senza far storcere il naso, anzi acquistandosi il favore dell’ascoltatore, come fanno “Goin’ Down with the Ship”; “Keep your Eye on You”; l’adolescenziale “Good Old bad days”; “Permanent Youth” e “Six Feet in the Ground”.

L’album rimane acceso per tutto il tempo dell’ascolto. Più lo senti e più ti tira, perché la produzione è adrenalinica; è viva. Ciò che manca in originalità viene compensato dall’energia per quanto si denoti meno sporcizia del solito. La tradizione è importante e Michael ne è intriso; oggi va considerato uno dei migliori alfieri della bandiera rock più primitiva. Lunga vita alle rughe metal anche se Monroe stavolta è leggermente liftato!

Roberto Sky Latini

01.  This ain’t no Love Song

02.  Old King’s Road

03.  Goin’ Down with the Ship

04.  Keep your Eye on you

05.  The Bastard’s Bash

06.  Good Old Bad Days

07.  R.L.F.

08.  Blackout States

09.  Under the Northern Lights

10.  Permanent Youth

11.  Dead Hearts on Denmark Street

12.  Six Feet in the Ground

13.  Walk away

Michael Monroe – vocals

Steve Conte – guitars

Rich Jones - guitars

Sami Yaffa – bass

Karl Rockfist - drums

 

 

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