Lee Ritenour

                                                                        A Twist of Rit

                                                                        Concord Music 

                                                                      www.leeritenour.com

 

 

 Mettete insieme del sano funk, insaporito da una salsa jazz e condito con dell’acid-jazz a creare una fusione di sonorità assolutamente coinvolgenti e tali da portare il vostro piede a battere il tempo all’infinito: ecco, il risultato sarà sicuramente questo bellissimo disco Lee Ritenour edito dalla Concord Records.

Il disco vuole celebrare il quarantesimo anno di carriera del chitarrista statunitense rielaborando alcuni celebri successi derivati da First Course (1975) e Rit (1980). Brani rielaborati con arguzia e gusto musicale grazie anche alla partecipazione di musicisti che ben conoscono il proprio lavoro: Dave Weckl alla batteria, Dave Grusin alle tastiere, Melvin Lee Davis al basso ai quali si aggiungono anche Chris Coleman, Bob Sheppard, Makoto Ozone e molti altri.

Ad aprire il disco è il bellissimo brano funk Wild Rice: tema orecchiabile doppiato dal sax in perfetto Dave Weckl’s style con interventi dei fiati quanto mai azzeccati. Il suono di Ritenour è a dir poco strepitoso e costituito da una timbrica mediosa senza eccessi di alti ma utile ad uscire al meglio dal mix. Fraseggi semplici ma efficaci. Si comincia bene!

Segue Fatback, brano che potrebbe essere tratto dalla colonna sonora di una generica serie tv anni 70/80 (non so perché ma, ahimè, mi è venuta in mente la divertentissima “Otto sotto un tetto”). Un po’ di blues qui, un po’ di shuffle lì e il brano si rivela incalzante almeno quanto il precedente, arricchito dai bending precisissimi di Ritenour e dagli interventi di tastiera. Brano nostalgico.

Un po’ Pat Metheny, un po’ George Benson in versione “We All Remember Wes” quello emerge dall’ascolto di Ooh Yeah. Tema principale suonato adoperando le ottave tanto care a Wes Montgomery ma colorate da un filo di delay e altrettanto chorus ad addolcire il tutto al punto tale da ricordare il compianto Hiram Bullock di Never Give Up.

Per i primi 30s si potrebbe pensare ad un brano di Weckl tratto da “The Zone” ma così non è… trattasi invece di A Little Bit of This and A Little Bit of That, brano divertente e che, effettivamente, riprende le scansioni ritmiche care alla discografia di Weckl. Questo fino al minuto 2:10 a partire dal quale tutto inizia a cambiare per passare a qualcosa di più simile ad un jazz-blues “a stato solido”. Immaginate Robben Ford che suona con la pedaliera di John Scofield e il depth del chorus ad ore 11. Ecco, dovrei avervi reso l’idea!

I brani che compongono la raccolta sono 12, tra i quali spiccano la semi-acustica Waltz for Carmen, bellissima e coinvolgente come anche la “bensoniana” Bullet Train. Brani da ascoltare e, per i musicisti, da replicare con il sorriso sulle labbra e, perché no, scuotendo la testa in avanti ad attestare la positività delle emozioni che può trasmettere la musica. Quella bella.

 Stefano Pavone

01.  Wild Rice

02.  Fatback

03.  Ooh Yeah

04.  Work'n It

05.  A Little Bit Of This

06.  Pearl

07.  Twist Of Rit

08.  Countdown

09.  Soaring

10.  Sweet Syncopation

11.  Bullet Train

12.  Waltz For Carmen

 

Lee Ritenour – guitar

Special Guest: 

Michael Thompson, Wah Wah Watson  David T. Walker - guitars

Dave Grusin, John Beasley e Patrice Rushen - keyboards

Makoto Ozone.- piano

Ernie Watts  Bob Sheppard - sax

Rashawn Ross al flicorno

Melvin Lee Davis Tom Kennedy - bass

Paulinho Da Costa - percussions

Dave Weckl, Ronald Bruner Jr. Chris Coleman – drums

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione