Vittorio Meola

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                                                        Victor

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Ci sono delle eccellenze nel sottobosco musicale italiano di cui pochi sono a conoscenza.Una di queste è Vittorio Meola, talentuoso e versatile chitarrista partenopeo che ha sfornato questo dischetto di tutto rispetto.Meola è un virtuoso della sei corde che mostra in questo suo primo lavoro le sue numerose sfaccettature di chitarrista rock-metal.Meola ha un c.v. di tutto rispetto, in quanto inizia a studiare la sei corde a 12 anni sotto la guida del cugino, il M° Pasquale Scialò.

Nel 1986 inizia a farsi conoscere nei locali partenopei e l'anno dopo incide il suo primo demotape, "Password", ed alcuni brani di esso vengono usati nientepopodimeno che da RAI 3 per la sigla della trasmissione "Napoli , istruzioni per l'uso".Il 1990 è un anno sabbatico, perchè collabora con Enzo Gragnaniello, Spagna, Tony Esposito, Edoardo Bennato, Mango, Audio 2, Eugenio Finardi, Luca Sepe, Paola Turci, Nino Buonocore ed altri.

Nel '94 si dedica alla composizione di brani per spettacoli in scena al teatro San Carluccio di Napoli.Nel '95 vede la luce la sua opera più ambiziosa, il musical rock "Tu chi sei?" dove è protagonista pure come sceneggiatore oltre che come autore delle musiche.Partecipa a Telethon nel 1996 insieme ad altri big come Edoardo Bennato, Luca Barbarossa e Los Reyes, comparendo durante la trasmissione "Domenica in..." su RAI 1.Nel '97 partecipa alla Festa europea della musica che lo vede protagonista sul palco nientemeno che con Ernesto Vitolo, pianista di Pino Daniele e nello stesso anno arriva in finale in qualità di autore di un brano scritto per un cantante emergente.

Fatta questa dovuta premessa, veniamo ora ad analizzare "Victor", la sua opera prima come solista.La sua Ibanez bianca tradisce la simpatia per Steve Vai, al quale si ispira con il brano "Everest".I primi due brani invece fanno notevoli incursioni nel prog metal di matrice Dream Theater, mostrando quindi simpatia per il guitaring di Petrucci. In "Shade on the Sand" e "Black Night" è coadiuvato da una spettacolare sezione ritmica formata da Valerio Morrel alla batteria e Maurizio Carputo al basso.

Non mancano episodi più "ruffiani" , come "Alessandra", struggente e meraviglioso strumentale dedicato a sua moglie, dove i tasti d'avorio di Alessandro Sgambati e la sei corde di Meola sono protagonisti, insieme alla valente opera al sax di Luigi Patierno, particolarmente ispirato da Kenny G.

Con "Paradox" si ritorna a spingere il piedino sull'accelleratore ammiccando non poco ai Liquid Tension seppur senza perdere il senso della melodia.In "Not where or what...!" il nostro si produce in un brano con mille sfumature. Si passa dal rock al funky, con notevoli virtuosismi asciutti degni di un Joe Satriani.

L'influenza di Vai si rifà viva nello splendido "At Dark" strumentale con influenze new age di notevole atmosfera.Il dischetto si chiude con Rain of the Ashes" , brano bello tosto che fa l'occhiolino ai Dream Theater di "Awake". Il guitaring di Meola diventa una mitragliatrice precisa che non sbaglia un solo bersaglio. Ottima l'intesa di tutta la band che pare ragionare con un solo cervello durante l'esecuzione di questo che è uno dei brani più riusciti.

(Giovanni Turco)

 

01.  Shade on the sand

02.  Black night

03.  Everest

04.  Alessandra

05.  Paradox

06.  Not where or what...!

07.  At dark

08.  Rain of ashes

 

 

Vittorio Meola - guitars

Valerio Morrel - dtums

Maurizio Carputo: bass

Alessandro Sgambati –piano  and keyboards

 

Luigi Patierno - sax in "Alessandra"

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