Atlas pain

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                                                      Autoproduzione/Ronin Agency

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Heavy Metal epico con accenti folk. Una band italiana (di Milano) che appare tecnicamente in gamba e che si riallaccia alla tradizione europea di un metallo nordico anche al limite dell’etnico, come dimostra la song  “The Storm”. Il risultato non è originalissimo però il sound si scatena con un piglio personale che non stanca. La chitarra è un po’ sottotono, ma più che un errore sembra la volontà dei musicisti di preferire una enfasi condotta tramite un uso continuativo delle tastiere. Infatti, a parte l’intro parlato (cosa che non amo molto), si tratta di 5 pezzi compatti che da subito, col primo pezzo Power “EACH UISGE”, mettono in chiaro che le tastiere non saranno un optional, ma che anzi saranno la solida espressività dell’arrangiamento e degli assoli.

Il cantato è efficace ma non sempre aggressivo come dovrebbe, nonostante lo screaming interessante. Per via delle tastiere la rabbia è mediata da una certa soffice vena melodica. Gli assoli di chitarra, quando ci sono, sembrano una piccola decorazione e nulla più. Le apparenti sferzate Black Metal non lo sono realmente nonostante la voce rasposa e la batteria che talvolta usa il blasting. In effetti neanche il cantato gutturale fa virare la verve verso i generi estremi, il genere rimane totalmente nel Power/Folk. Del resto l’intenzione dei quattro musicisti non sembra quella di suonare Black o Death.  Forse le tastiere non lo permettono, ma è proprio l’impianto a non voler essere estremo, cosa inutile visto che le canzoni funzionano benissimo e reggono il tiro potente. Putroppo, tornando alle tastiere, usate in questo modo preponderante possono rischiare di stancare l’ascoltatore; sono comunque il marchio caratteristico del loro sound, e in un ep come questo, grazie alla durata, la cosa pare funzionare.

L’arrangiamento pieno compensa un songwriting non originale che però presenta l’effettiva dimostrazione che la band sa cosa suona, e quindi lo fa al meglio. L’energia è prettamente metallica, senza però un guizzo fuori dalle righe, per esempio una bella sventagliata chitarristica solista ci sarebbe stata bene in più di un passaggio, e infatti “Once upon a time” è una testimonianza positiva in tal senso, ma troppo limitata. Tra gli episodi migliori vanno posti la combattiva “EACH UISGE” e la traccia finale “IN ECLIPSE”, la quale inizia con una chitarra fluida soft, tipicamente alla Iron Maiden. Molto intrigante “Once upon a time” che per l’enfasi quasi sinfonica possiede un certo pathos, riuscendo, come da intenzione, a far sentire un afflato fiabesco.

Questo esordio discografico ufficiale segue ad un esordio con demo, già datato un anno. Le impressioni positive e negative si alternano, ma alla fin fine l’operazione è riuscita. Sulla bilancia pesano più i risvolti positivi perché l’ascolto diverte, e credo che dal vivo divertirebbero ancora di più.

 

Roberto Sky Latini

 

01.Bonfires Night
02. Each Uisge
03. Ironforged
04. The Storm
05. Once Upon a Time
06. In Eclipse

 

 

Samuele Faulisi – vocals/keyboards/guitars
Luca Ferrari – guitars
Federico Cotzia - bass
Riccardo Floridia – drums

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