R.U.V.

                                                       (Russ’Ultra Vixen)

                                                       autoprodotto

                                                       www.myspace.com/russultravixen

 

 

 

Italiani estroversi, genovesi dalla fregola genuina. Un ep troppo corto per comprendere appieno il potenziale di una band, ma lo stile è in qualche modo certo, in quanto tre pezzi  sui quattro presenti esprimono una univoca vena simil-punk per attitudine caratteriale. Dal punto di vista strumentale invece si evidenzia una grande capacità di spaziare su ritmi e sonorità ampie e molto tecniche. La variabilità e la raffinatezza è tale da quasi contrapporsi al cantato più sgraziato e irriverente. In effetti la musicalità è piuttosto ricca di virtuosismi mentre più semplice e meno ricercata è generalmente la linea vocale.

Le svisate distorte stanno dentro ritmi funkeggianti o ska, mezzo jazzati o pschichedelici. Il genere è basato sul rock proveniente dalla tradizione italiana che predilige brani diretti, ed in effetti, nonostante la tecnica virtuosa espressa dai musicisti, il songwriting strutturale non è poi così complesso.

Se alla prima traccia, “La dominante alterata”, sembra di essere di fronte ad un gruppo funky-Jazz, la cui morbida pulizia non fa presagire la vera realtà del gruppo, nonostante la presenza anche di una chitarra a distorsione leggera, nel secondo episodio, la partenza di “Femdom” fa  credere di stare nello stesso alveo, e invece si scatena uno Ska frizzante che introduce nell’anima del combo che poi si rivelerà rock, presentando anche una certa ironia classica del genere, nell’unione tra testo e sound. Ma qui la ritmica con basso e batteria, davvero di classe, mostra tutta la possibile variabilità; la song in questione è un passaggio dalla prima espressione a quella dei successivi brani, e infatti il pezzo termina con una distorsione che non era presente durante lo svolgersi della trama sonora.

Da qui si entra nella forma più punkeggiante, dove l’andamento delle due song usa sottolineare i ritornelli duri con la chitarra distorta, e avviene sia ne “La Storia di Sara” che nell’ultima traccia “Red Sonja”, in quest’ultima particolarmente esprimendo un riffing prettamente rock antico, legato al blues. “La Storia di Sara” utilizza un cantato rappato che fa perdere musicalità, preferendo sottolineare il ritmo, mentre è il ritornello a riprendere una melodia. Ma proprio in tale canzone i suoni si susseguono intensi e perciò rendono il brano il più interessante di tutti, dove si capisce il concetto musicale multi sfaccettato che guida la band. “Red Sonjia”, del lavoro è invece il momento maggiormente poderoso, e qui i cori hanno quell’appeal ribelle tipico del punk rock.

La vocalità andrebbe maggiormente curata sebbene ci siano dei risvolti anche perfetti, soprattutto nelle parti corali. Forse la metrica dei testi non è perfettamente limata, al contrario della musicalità che è molto ben forgiata e senza sbavature. Possiamo dire che se forte è lo spirito adolescenziale dei membri di questa realtà, dal punto di vista compositivo e tecnico appaiono maturi e anche geniali. Se vogliamo fare un ardito e stupido paragone, potremmo affermare che i RUV sono i Jovanotti del rock. Ma le insulse basi sonore di Jovanotti non valgono la metà delle tessiture di questi spavaldi giovani la cui essenza di fondo non è affatto infantile; la maturità è reale, e il loro modo di inserire i passaggi e le loro inserzioni strumentali testimoniano una abilità invidiabile, ma anche una mente attenta a sviluppare adeguatamente la loro ispirazione artistica. Pure i virtuosismi non sono fini a se stessi ma perfettamente al servizio della composizione, mantenendo riconoscibile ogni singola traccia secondo la propria singola essenza.

Questo anche quando uno strumento tende a prendere il sopravvento come in “ La dominante alterata” dove, ad un certo punto, la song pare costruita per dare spazio ad un assolo di batteria. Certo, in concerto mi aspetterei anche momenti solisti trascinati a lungo, cosa che questo tipo di musica permette. Musica spigliata, frizzante, con la voglia di non attenersi al minimo indispensabile.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  1.La dominante alterata

02.  2.Femdom

03.  3. La storia di Sara

04.  4.Red Sonja

 

Alberto Minghella – vocals/bass
Ares Mozzi - guitars
Matteo Pinna - drums

 

 

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