Jeff Golub

                                                                     The Vault

                                                                     Entertainment One Music

                                                                     www.jeffgolub.com

 

 

 

Di fresca pubblicazione è “The Vault” album di Jeff Golub, chitarrista americano venuto a mancare il 1 Gennaio dell’anno corrente in seguito alle complicazioni di una rara malattia (Sindrome di Steele-Richardson-Olszewski) che, dopo averlo portato alla cecità e ad un incidente al quale è miracolosamente scampato (è inciampato sulle rotaie della ferrovia newyorkese) lo ha condotto, nel giro di pochissimi anni, alla morte.

Golub ha inciso ben 12 album solisti e vanta collaborazioni, in qualità di session-man, di altissimo livello: Rod Stewart su tutti. Si citano inoltre Tina Turner, Vanessa Williams, Peter Wolf, Bill Evans e molti altri. 

L’album è inquadrato come un all-star benefit album. E’ frutto, infatti, di un lavoro di ricerca compiuto da collaboratori e amici di lunga data del chitarrista: dal trombettista Rick Braun, al produttore Steven Miller. Il lavoro è stato effettuato poco prima della sua morte e ha visto, come protagonisti del disco, professionisti quali Dave Koz (sax), Mindi Abair (sax), Jeff Lorber (tastiere), Peter White (chitarra), Richard Elliot (sax). Si tratta, pertanto di un album che vede, come base, registrazioni esistenti alle quali sono state effettuate aggiunte al fine di rendere le sonorità più moderne.

Brani come “Funky Is as Funky Does”, datata 1994 e “Groanin’”, non sembreranno le stesse agli amanti del chitarrista newyorkese grazie alle novità introdotte.

Particolare di rilievo è che, ad accompagnare la commercializzazione dell’album, c’è una buona causa: i proventi delle vendite discografiche verranno devoluti alla famiglia Golub che, negli ultimi quattro anni, ha dovuto sostenere le costosissime cure a cui è stato sottoposto Jeff.

La tracklist parte con la divertente ed incalzante “Funky Is as Funky Does”, realizzata con la partecipazione di Boney James e Rick Braun al sax. Il brano si snoda su un tema funk-blues dal sapore pentatonico e condito da doppie note, ottave in perfetto stile Wes Montgomery, e quel retrogusto anni ’80 che rimanda ad un altro chitarrista defunto non troppo tempo fa: Hiram Bullock (deceduto nel 2008).

Atmosfere più tendenti alla fusion con inserti Robben Ford-style è, invece, “One more excuse to play the Blues” sulla quale, gli interventi aggiuntivi, sono a cura di Bill Evans al sax (scusate se è poco) e Steven Miller. La traccia, attualmente, sembra il frutto di un ipotetico incontro musicale tra Albert King e Robben Ford dove, l’influenza di quest’ultimo, è chiarissima sul solo: lungo, suonato con una Gibson ES335, ampli ed un leggerissimo overdrive. Quanto basta per scaldare l’ambiente e fraseggiare in contesto modale.

“Swagster” è certamente una traccia con una forte componente blues. Tema ricorrente e intermezzi di sax powered by Kirk Whalum rendono il brano gustoso e mai noioso grazie ai frequenti stacchi. Notevole anche il contributo di Philippe Saisse alle tastiere.

Sembra “Unchain’ my heart” ma non lo è: questo è quello che viene da pensare ascoltando i primi secondi di “Groanin’”, brano che vede la presenza di Steve Ferrone alla batteria e Mitchel Forman alle tastiere. Qui le analogie sono moderne e accostabili al “cantar suonando” di Thomas Blug nel suo “Live in Raalte”. Se qualcuno dovesse chiedere il titolo di un brano emblema di quella teoria secondo la quale la tecnica senza gusto, senz’anima e senza colore, è nulla.. questo potrebbe essere un ottimo candidato.

Jeff Young e Peter White hanno messo del loro nel riarrangiamento di “Atlanta Nights”, brano acustico dal tema richiamante “Human Nature” di Michael Jackson. Le due chitarre s’intrecciano perfettamente intervallando momenti caratterizzati da un’alternanza di fraseggi ad altri strutturati su patterns ritmici semplici ma efficaci. Il sapiente uso dello slide ha fatto il resto.

 

Insomma, un disco bello da ascoltare anche per chi, come lo scrivente, non ha mai pensato di approfondire la conoscenza del repertorio di Golub. Un chitarrista assolutamente versatile, dotato di un’incredibile padronanza della direzione melodica e che, come altri, non è vissuto abbastanza per avere tutto il successo che avrebbe meritato.

Stefano Pavone

01. Funky Is As Funky Does (feat. Boney James, Rick Braun)

 02. One More Excuse to Play the Blues (feat. Bill Evans, Steven Miller)

 03. Open Up (feat. Jeff Lorber)

 04. Gimmie Some (feat. Mindi Abair, Rick Braun)

 05. Swagster (feat. Philippe Saisse, Kirk Whalum)

 06. Keep the Ball Rolling (feat. Gerald Albright, Brian Culbertson, Richard Elliot)

 07. Jeff’s Blues (Mama Didn’t) [feat. Dave Koz, Rick Braun]

 08. Groanin (feat. Mitchel Forman, Steve Ferrone)

 09. Atlanta Nights (feat. Peter White, Jeff Young)

 10. Naked City (feat. Mitchel Forman, Andre Berry, Steve Ferrone) [Live Recording]

 

 

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