Reverse

                                               Take my life

                                               Autoproduzione

                                               www.reverserockband.wix.com/reverse

 

 

Minicd uscito a dicembre 2014. Una nuova realizzazione umbra che continua la scia del metal alternativo e moderno, di cui Terni è una realtà specializzata in quanto pare preferirla agli altri generi. E ancora una volta troviamo, in una band umbra, una espressività personale e interessante. Di certo l’impronta è fortemente alla Metallica, eppure non è una pedissequa riproposizione di quello stile. Possiamo considerare come influenze, quelle che sono le esperienze Grunge/Stoner (Soundgarden-Nikelback), pur notandosi forte e primario l’input thrasheggiante, che non lesina riff su riff. Il tutto è letto con freschezza e non mancano le orecchiabili parti morbide che donano una atmosfera di ampio respiro.

I pezzi sono solo cinque ma sanno raccontare bene l’essenza del gruppo in un amalgama compatto e mai contraddittorio. Non è musica da vivere di testa, quanto invece da sentire istintivamente; è come immergersi in una avventura che prende epidermicamente in modo scorrevole. Gli episodi più Thrash sono i tre centrali, mentre il primo e l’ultimo vivono maggiormente l’attualità, sebbene ogni traccia eviti assolutamente di affrontare nostalgicamente il passato, rivisitando i generi percepibili con grande intuizione.

I giochi si compiono basandosi molto sulla sezione ritmica che non accompagna ma risulta essere il nodo centrale del songwriting, su cui voce e assoli intessono emozioni senza però portare in secondo piano il groove. La struttura è più importante dei virtuosismi. L’attitudine è parzialmente Prog, considerando come la variabilità tra durezza e sofficità costruisca numerosi angoli sensoriali. La batteria è ben dosata e sa imporre colpi ad effetto per sottolineare i vari passaggi. Una caratteristica compositiva del gruppo è dare alle singole song una specie di separazione tra una prima parte e una seconda, ciò senza frammentazione, mantenendo intatta la coerenza della scrittura.

“TEMPTATION” (di cui esiste il video) inizia dolcemente con la chitarra che scorre sinuosa per un minuto, poi la voce e la chitarra ritmica procedono come le americaneggianti migliori esperienze post-Grunge del mainstream più famoso, sopra un middle-time corposo. La ruvidezza fuoriesce con la ripetizione del titolo, ma il finale si accende di fiammata Thrash e di un assolo intenso che allontanano le prime  impressioni fruite.

“TAKE MY LIFE” è forse il pezzo meno originale, avvicinandosi molto ai Metallica più accessibili, ma essendo una bellissima canzone è opportunamente la title-track; ed è la chiave migliore per capire il gruppo. Si dipana in una riproposizione continua del riff di base che la caratterizza fino alla fine, e che la rende ossessiva; ma su questa riffica sta la sua anima che sa farsi interessante nei suoi modi diversi di sfaccettarsi, anche quando, dopo l’insurrezione batteristica, quelle note divengono un divertente ritmo frizzante quasi funky. E’ forse la migliore traccia dell’album.

“FOR EVERY NIGHT” utilizza un di chitarra acustica alla Iron Maiden per introdurre una delle song più atmosferiche con un cantato evocativo. Anche qui l’entrata del riff si fa essenziale, e la voce più roca indurisce un incedere non pesantissimo, equilibrandola e tonificandola.

“DARK SKIES”, anche se inizia come una ballata alla Metallica, è l’unica col cantato Growl. Tale vocalizzazione non esagera mai la sua presenza, e però si fa necessaria ai fini dell’anima che deve esprimere. Il passaggio dall’orecchiabilità alla cattiveria  oscura non è affatto fuori luogo, esso è naturalissimo. Quando poi il finale usa la classica riffica Thrash, i Metallica si intravedono ancora meglio. Qui viene spontaneo lasciarsi andare all’Headbanging.

“THE BEGINNING OF THE END” possiede un intro classicamente metal, ma il cantato è moderno. Il primo assolo porta un feeling algido, ma è un breve afflato che lascia spazio ad uno scorrere compatto di una song che alita invece calore. Il secondo assolo verso la fine è più tradizionale e quindi più rock, fino a diluirsi in un magico attimo soffuso e liquido che termina il brano e il disco.Nessuno di essi è un brano minore. Nessun momento orecchiabile appare commerciale.

La sofficità è ovunque ma ovunque è anche il fuoco ruvido. Li ho visti dal vivo e sanno ben proporsi, del resto la struttura dei brani è adattissima alla sede live. Ma da studio si riesce a percepire quella ricercatezza che sul palco è meno evidente. Io non li vedrei tanto Alternative quanto “Singolarmente Thrash”, un Thrash che viene trasfigurato. La linea melodica è dettata alla pari da voce e strumenti. Pur essendo tosta e rovente in molti passaggi, è una musica con la quale ci si può lasciare andare seguendo impulsi istintivi, chiudendo gli occhi alla maniera di chi fruisce il rock psichedelico. Nessun virtuosismo particolare, scrittura relativamente semplice e diretta, eppure raffinata. Una delle migliori cose italiane.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Temptation

02.  Take my Life

03.  For every Night

04.  Dark Skies

05.  The beginning of the End

 

David Gasparri – vocals

Michele Pasquantonio – guitars

Alberto Grasselli - bass

 

Valerio “Imnioka” Pompili - drums

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