Michael Angelo Batio

                                                                   Shread Force 1

                                                                   Rat Pak Records

                                                                   www.angelo.com

 

 

Torna a far parlare di sè il virtuoso Michael Angelo Batio che, a distanza di due anni dal suo ultimo lavoro, “Intermezzo”, pubblica una raccolta dal titolo “Shread Force 1”.Il disco, oltre ad aggregare alcuni tra i suoi più grandi successi, è caratterizzato dalla presenza di ospiti di livello eccelso, tra i quali Todd LaTorre (Queensryche), Bobby Rock (ex-Nitro), Michael Romeo e Mike Lepond (Symphony-X), Guthrie Govan, Chris Poland (ex- Megadeath, ora Ohm), Jeff Loomis, Mark Tremonti (Alterbridge) e molti altri tra i quali, per orgoglio patriottico, citiamo l’italianissimo Andrea Martongelli (Arthemis).

Il brano d’apertura, “Hands Without Shadows”, si presenta come un ottimo strumento d’introduzione ad un lavoro discografico che si preannuncia alquanto “spinto” in termini d’intenzioni . Il virtuoso di Chicago, per l’occasione, è affiancato da Bobby Rock alla batteria e da William Kopecky al basso. Quest’ultimo davvero notevole. Tema suonato da due chitarre di cui una in palm muting e, una seconda, che la doppia sull’ottava più alta creando un mix tanto tagliente quanto gradevole anche all’orecchio meno patito del genere.

Si prosegue con una cover. In questo caso si tratta di “Burn” dei Deep Purple che vede la partecipazione di Todd La Torre e Mark Tremonti. L’intro che ha fatto storia è miseramente “disturbato” dall’intervento di Batio quasi a voler necessariamente imitare il suo collega Santana che, in “Guitar Heaven”, ebbe la capacità di inserire fraseggi nei momenti meno opportuni (es. Intro di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin). Il contributo dei due ospiti c’è e si fa sentire: La Torre canta divinamente il brano mettendoci anche del suo; Mark Tremonti suona un solo breve, efficace e con richiami all’originale senza infamia nè lode.

“Juggernaut” potrebbe essere considerata come una mega-jamsession registrata e messa su disco: una lunga sequenza di soli suonati rispettivamente da Chris Poland, Dave Reffett, Annie Grunwald, Guthrie Govan e Michael Romeo. Il ritmo è elevatissimo ed ogni ospite dice la sua in un susseguirsi di virtuosismi in cui tapping, string skipping e plettrate alternate alla velocità della luce la fanno da padrone fornendo una vetrina di quelli che sono gli aspetti stilistici impiegabili nell’arte dell’improvvisazione. Un plauso va agli ultimi due. Govan dimostra ancora una volta, seppur in un contesto piuttosto diverso da quelli a cui è abituato, di essere capace di suonare qualsiasi cosa; Romeo, coerentemente al suo stile, conferma la sua grandezza in termini di tecnica, gusto... e anche fisica trattandosi di una figura “diversamente esile”.

Ancora una cover ed ancora un intro profanato. Si tratta, questa volta, di “What You’re Doing” dei Rush. La cover è tutto sommato ben sviluppata, grazie anche alla presenza di Chuck Garric al basso (in tour con Alice Cooper), Jeff Plate alla batteria  e le chitarre suonate, oltre che da Batio, da Kurdt Vanderhoof (Presto Suite) e Craig Blackwell.

Altra “jamtrack” è “8 Pillars of Steel”. Anche in questo caso, il numero dei featuring è impressionante: Elliott Dean Rubinson, Dave Reffett, Jeff Loomis, Rusty Cooley, George Lynch, Andrea Martongelli, Craig Goldy. Un tema suonato da chitarre armonizzate funge da esoscheletro di un brano che si rende efficace per i primi minuti, dando invece, nell’ultima parte, l’impressione di essere un prodotto partorito al pc, magari incollando riff e fraseggi su una backing track scaricata dal web. Un peccato perchè i contributi offerti avrebbero meritato un miglior destino (in particolare quelli di Martongelli e Goldy).

 

In ultimo, andiamo ad analizzare due brani-tributo: “Slow Hand” e “RRR”. Il primo è un chiaro tributo ad Eric Clapton che trova avvio con una versione metal di “Layla” per poi chiudersi con una versione, dello stesso stampo, di “Cocaine”. All’interno di questo mix, la parte più interessante, a mio modesto parere, è quella che vede inizio al minuto 4:35, caratterizzata da un fraseggio quasi bluesy che culmina nel riff della hit firmata Cream.  Per quel che riguarda “RRR”, si tratta, anche qui, di un mix ma, questa volta, tra Crazy Train e Mr. Crowley per l’occasione riarrangiate in chiave interamente strumentale e con finalità quella di omaggiare Randy Rhoades. L’intro è quello della prima citata, arricchito da un sinistro suono di organo che rimanda quasi ai Cradle of Filth. La formula strumentale non funziona e l’unico sprazzo è dato dal solo di Crazy Train suonato in maniera non fedelissima ma nemmeno troppo scomposta. Andando avanti con la traccia, torna a farsi sentire l’impressione di taglia-incolla. Questa volta nella fase di passaggio tra i due brani mixati.

Un disco che, nei primi minuti di ascolto, promette tanto ma che, in quelli successivi, mantiene pochissimo e solo grazie alla quantità incredibile (e quasi imbarazzante) di ospiti.
Un gran peccato perchè, sul piano compositivo, alcuni spunti interessanti ci sarebbero anche ma, quel che penalizza maggiormente il prodotto, è la ripetitività ed una post-produzione non all’altezza di quella che era l’idea di partenza. Per quel che riguarda poi l’artista che firma il disco, l’unica cosa che si può scrivere è un grande rispetto per il continuo tentativo di rinnovamento e di, se vogliamo, aggiornamento. Al tempo stesso, però, non si possono chiudere gli occhi (e le orecchie) davanti ad una realtà costituita da un disco  firmato da un artista “x” nel quale gli aspetti positivi derivano dagli artisti “y, z...etc”.

 

Stefano Pavone

 

01. Hands Without Shadows (featuring Bobby Rock and William Kopecky)

02. Burn (featuring Todd La Torre and Mark Tremonti)

03. Juggernaut (featuring Chris Poland, Dave Reffett, Annie Grunwald, Guthrie Govan, Mike Lepond, and Michael Romeo)

04. What You're Doing (featuring Todd La Torre, Kurdt Vanderhoof, Chuck Garric, Jeff Plate and Craig Blackwell)

05. 8 Pillars Of Steel (featuring Elliott Dean Rubinson, Dave Reffett, Jeff Loomis, Rusty Cooley, George Lynch, Andrea Martongelli, Craig Goldy)

06. Call To Arms (featuring Dan Lenegar, William Kopecky and John Mrozek)

07. 2X Again

08. Slowhand (featuring Warren Dunlevy Jr.)

09. Diamond (featuring Michael Wilton, Elliott Dean Rubinson)

10. Rainforest

11. Gotta Run (featuring Dan Lenegar, William Kopecky and John Mrozek)

12. No Boundaries

13. RRR (featuring Rudy Sarzo and Bobby Rock

 

 

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