Tony MacAlpine

                                                                     Concrete Gardens

                                                                     Sun Dog

                                                                     www.tonymacalpine.com

 

 

Tony MacAlpine, chitarrista venuto alla ribalta negli 80 sotto l’etichetta Shrapnel, nonchè tastierista in studio per gli album di debutto  di Vinnie Moore e altri artisti Shrapnel.Il suo primo album da solista, "Edge of Insanity" è datato 1986. Da quel momento Tony MacAlpine ha pubblicato numerosi album da solista, ha collaborato con svariati artisti, fatto apparizioni dal vivo in qualità di guest star, ed ha anche suonato nella band di Steve Vai.

 "Concrete Gardens" è il dodicesimo album in studio da solista di Tony, ed è interamente strumentale, come la maggior parte del lavoro da solista di Tony. L'album era in cantiere dal 2013 ma, i numerosi impegni del virtuoso nativo della città dei Simpson, ne hanno prolungato i tempi di lavorazione.
La line-up è costituita, oltre che da MacAlpine, da Aquieles Priester alla batteria e Pete Griffin al basso. Ospite d’eccezione: Jeff Loomis che offre un solo su "Square Circles".
La direzione dell’album è sicuramente orientata verso il metal progressive.

L'album si apre con "Exhibitionist Blvd": chitarre condite da un bellissimo flanger a costruire l’impalcatura melodica e piccoli richiami alle esperienze “Vaiane” che rendono il pezzo particolarmente gustoso.

 "The King's Rhapsody" vede MacAlpine nelle vesti di tastierista...almeno per l’intro. Il suono delle chitarre è enorme, incisivo, aggressivo  ma utile ad incatenare lo svolgimento del racconto musicale. Non mancano altri interventi di tastiera su dinamiche che ricordano i Dream Theater di Train of Thought.

 "Poison Cookies" costituisce una fase meno orientata sul metal e, sicuramente, maggiormente votata al rock. Varie le sensazioni suscitate: sul tema, suonato con l’ausilio di un wah, le sonorità richiamano Satriani mentre, sugli interventi isolati, i riferimenti sono in stile Petrucci. A mio avviso la traccia migliore dell’album.

Con "Epic", MacAlpine, sembra riprendere il discorso sospeso in occasione della precedente e lo fa in modo alquanto cerebrale. Riff downtune, stacchi, unisoni tastiere-chitarre vanno a strutturare un brano che si presterebbe perfettamente a fungere da colonna sonora per un lungometraggio in stile underground.

"Napoleon's Puppet" ci porta, invece, in un contesto che si pone a metà strada tra il power metal e il rock dello zio Steve endorser dello stesso marchio di chitarre usate da Tony.L’impressione è confermata nei secondi finali del brano che sfumano per far spazio all’intro di piano di "Sierra Morena"

"Square Circles", per i primi 5s, si prospetta come una ballad ma, dal secondo 00:06, tutto cambia. Jeff Loomis c’è e si fa sentire. Gli interventi sulla strofa s’intrecciano con quelli di MacAlpine sino a risultare quasi cacofonici e con richiami al metal sinfonico anni 90. Il solo di Loomis poi, ahimè, vale da solo l’ascolto della traccia.

Atmosfere semi-scandinave per "Confessions of a Medieval Monument” intro in stile Sonata Arctica e prosecuzione a dinamiche elevatissime ma accompagnate da un impianto melodico efficace, orecchiabile ma, parallelamente, già sentito. Malgrado questo particolare, la traccia scorre per i suoi 5:45 e si rivela, a conti fatti, gradevole.
La title track, "Concrete Gardens" si sviluppa, per due terzi, su riff suonati in palm muting a velocità supersonica (come se l’artista avesse deciso di registrarsi mentre si curava la plettrata alternata con l’esercizio “Scale Workout” del metodo didattico di Frank Gambale). Belle le parti armonizzate, anch’esse d’ispirazione scadinava, e il solo finale.

A chiudere l’album c’è “Maiden’s Wish”, suonata al pianoforte. MacAlpine mostra una grande sensibilità musicale sulla tastiera bianca e nera, tale da permettergli di confezionare un brano bello e divertente.

L’album non è sicuramente tra i migliori del chitarrista statiunitense ma, al tempo stesso, non sarebbe giusto catalogarlo come inefficace. Gli spunti interessanti ci sono così come i momenti di estasi musicale (Poison Cookies). Suoni non sempre all’altezza e riff spesso ripetitivi costituiscono il punto debole di un album  per il quale sembra che tutta l’attenzione sia stata dedicata all’esecuzione (cosa sacrosanta, per carità) per sottrarla ad altri elementi apparenemente secondari ma che, nel caso di un personaggio come MacAlpine, non possono essere assolutamente trascurati.

 

 

Stefano Pavone 

 01.  Exhibitionist Blvd

02.  The King's Rhapsody

03.  Man in a Metal Cage

04.  Poison Cookies

05.  Epic

06.  Napoleon's Puppet

07.  Sierra Morena

08.  Square Circles

09.  Red Giant

10.  Confessions of a Medieval Monument

11.  Concrete Gardens

12. Maiden's Wish 

 

 

Tony MacAlpine – guitar, keyboard, bass (tracks 2, 3, 5, 10), production

Jeff Loomis – guitar solo (track 8)

Aquiles Priester – drums

Pete Griffin – bass (tracks 1, 4, 6–8)

Lucky Islam – bass (track 9)

 

Sean Delson – bass (track 11)

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