Alberto Rigoni

                                                                                                Overloaded

                                                                                    Lionmusic

                                                                                    www.albertorigoni.com

 

 

 

Torna a far parlare di sé, a distanza di sette anni dalla sua ultima fatica discografica (Something Different, 2008) Alberto Rigoni, eclettico bassista originario di Treviso che, all'età di 34 anni può già vantare collaborazioni di notevole caratura: Daniele Liverani, Federico Sollazzo, Gianni Rojatti, Gavin Harrison, John Macaluso, Neil Zaza, Kevin Moore, Goran Edman. 

Anche per quel che riguarda il suo “Overload” non si è certamente fatto mancare nulla: Simone Mularoni, Marco Sfogli, Fabrizio Leo (chitarre), Denis Novello (batteria) e Fabrizio Sollazzo (tastiere).L'album, già dalle prime note, fa intendere qual è la direzione stilistica intrapresa: decisamente prog. 

Il suo passato negli Ascra (cover band dei Dream Theater) si fa sentire nella title-track, Overload, per l'appunto dove, un riff che rimanda alla più nota “The Glass Prison” (Dream Theater, Six Degree of Inner Turbolence) apre ad un brano caratterizzato da un'alternanza di fasi e di atmosfere enfatizzate da un'incredibile conoscenza del genere e della band a cui, a mio avviso, è chiaramente ispirato. 

Principi piuttosto simili sono alla base di Chron, secondo brano in tracklist. In questo caso il basso fa bella mostra di sé su una linea armonica che ricorderà vagamente gli OSI (Office of Strategic Influence), band composta da Kevin Moore, Mike Portnoy, Jim Mateos e Sean Malone.Brano bello da ascoltare ma che, ahimè, riconduce sempre a qualcosa di già sentito. 

 Traccia più riuscita, almeno per lo scrivente, è Ubick. Il brano mostra un'impronta più “scandinava” tanto che, ad un'orecchio meno attento, potrebbe dar l'impressione di esser stato composto dagli Ark di Jorn Lande. Suoni di chitarra a dir poco taglienti ma efficaci, intermezzi veloci tanto per mantenere alta l'attenzione e un Denis Novello alle pelli che si mostra come una prodigiosa macchina da guerra. Si, questa traccia mi è piaciuta davvero tanto.Si calmano le dinamiche su “Multitasking” per poi tornare aggressive su “Liberation” e raggiungere l'apoteosi, bassisticamente parlando, su “Glory of Life” che, in sfumando, chiude il disco. 

Il giovane artista ha partorito un disco che, dai patiti del prog, verrà particolarmente apprezzato. Musicisti di spicco, brani arrangiati con cura maniacale, suoni degni del progetto sopperiscono in gran parte a quello che è, forse, l'unico deficit del prodotto finale: l'incredibile somiglianza con quello che potrebbe essere un disco dei Dream Theater, nel male...e nel bene (e in questo caso ce n'è tanto).

 

Stefano Pavone

 

01.  What's on Your Mind?

02.  Overloaded

03.  Chron

04.  Floating Capsule

05.  Corruption

06.  Ubick

07.  Multitasking

08.  Liberation

09.  Glory of Life

 

 

Alberto Rigoni - bass

Denis Novello  - drums

Federico Salazzo  - keyboards

 

Special guest:

 

Simone Mularoni - guitars

Marco Sfogli  - guitars

Fabrizio Leo - guitars

 

Bill Lee - voice

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