Periphery

                                                         Juggernaut

                                                         Century Media Records

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Ecco a voi il terzo album (un doppio), o se volete terzo e quarto contemporaneamente, della band Prog-Metal statunitense (infatti essi vengono venduti anche separatamente). Lasciamo perdere il termine Djent che può aiutare ma anche confondere. Infatti il gruppo mescola più o meno sapientemente ( a volte fuori luogo come in “MK Ultra”, dove il liquido finale chitarristico sembra appiccicato forzatamente) varie e diverse sonorità con attitudine assolutamente Progressive. Ne risulta un lavoro succosamente molto tecnico che decidere se sia migliore dei precedenti è difficile. La produzione fredda è bilanciata dà una aggressività tenace che sa scaldare dinamicamente, soprattutto grazie alla voce che ha l’abilità di mutare toni e interpretazioni. La chitarra sa infilare i suoi virtuosismi ponendo attenzione a non diluire l’impatto strutturale, ma senza la chitarra i brani non reggerebbero un songwriting non sempre eccelso. Anzi, possiamo affermare che la chitarra rimane leader incontrastata nel processare le tracce. Insomma, voce e guitar sono in perfetta simbiosi.

I due album divisi, e venduti anche separatamente, come Alpha e Omega ricordano l’operazione similare fatta dai portoghesi Moonspell nel 2012. Tale tipo di decisione si fa se il materiale è buono, e possiamo confermare che quello dei Periphery lo è.

In alcune sue parti la voce ricorda qualcosa del singer Mike Patton dei Faith No More (“Rainbow gravity”). Ma la vocalità ama alternarsi tra estrema pulizia vocale, talvolta quasi infantile, e screaming molto spesso straziante; il tutto in modo perfettamente evocativo ed integrato. Le ispirazioni metalcore dell’ugola insistono pesantemente su questo album a sfioramento di emo-attitudine, ma per fortuna questo cantante sa come modulare le sue interpretazioni superando la prova grazie ad una abilità fuori del comune. Proprio la prima traccia di “ALPHA”, “A Black Minute”, esprime questa enfasi adolescenziale, ma lo fa con tale raffinatezza che decade ogni sensazione dolciastra.

Anche “HEAVY HEART” possiede questa sospirosa voce, però si pone tra le migliori tracce, col suo grande pathos. L’essere Progressive è di stampo moderno, in qualche modo vicino anche ai Leprous (“22 Faces”). Un brano come “Alpha”, con altro arrangiamento sarebbe potuto essere Prog alla Asia, tanto il suo afflato appartiene al pop. Vari brani riportano alla durezza devastante, con fremito Industrial e Techno che li rende caratteristici; molto bella in tal senso “THE SCOURGE”. Il primo cd termina con la suadente “PSYCOSPHERE” che coniuga perfettamente rarefazione e pesantezza esprimendo al meglio l’anima della band, in una dicotomia stranamente ben integrata.

Passando ad “Omega”, non avviene come negli Moonspell che si cambia ottica sonora, l’alveo rimane quello di Alpha ma con una sommazione maggiore di cattiveria. “PRIESTESS” ne è l’apice compositivo anche se si tratta del momento meno duro (inizia con una chitarra acustica che ricorda Steve Howe degli Yes), ed è il pezzo più Progressive classico di tutto il doppio lavoro. Mentre nel versante più corrosivo e oppressivo c’è “Hell Below”, che termina purtroppo con altra forzatura soft non adeguata come era successo in “MK Ultra”.

Sorprendere in maniera kitsch non migliora lo status di un album già bello senza queste inutili manipolazioni. Industrial Metal e colorature più rotonde hanno comunque scolpito un lavoro qualitativo che non può che essere valutato sopra la media, anche se il lavoro di arrangiamento è più interessante della struttura in sé. Possiamo dire che il gruppo è eclettico, possiamo dire che è ispirato; non sarà tutto oro perché in realtà il risultato non appare davvero originale, però si sa rischiare e mescolare abbastanza abilmente da apparire Alternative. Grande merito.

 

Roberto Sky Latini

 

Alpha

01.  A Black Minute

02.  MK Ultra

03.  Heavy Heart

04.  The Event

05.  The Scourge

06.  Alpha

07.  22 Faces

08.  Rainbow Gravity

09.  Four Lights

10.  Psychosphere

 

Omega

01.  Reprise

02.  The Bad Thing

03.  Priestess

04.  Graveless

05.  Hell Below

06.  Omega

07.  Stranger Things

 

Spencer Sotelo – vocals

Misha Mansoor - guitars

Jake Bowen – guitars

Mark Holcomb - guitars

Adam "Nolly" Getgood - bass

Matt Halpern - drums

 

 

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