Venom

                                                                  From the very Dephts

                                                                  Spinefarm Records

                                                                  www.venomslegions.com

 

 

 

A volte ritornano. E ritornano bene. Ma non credo siano mai rimasti troppo a lungo nella tomba. I Venom, qualche volta, si è tentati di bypassarli poiché facciamo l’errore di sottovalutarne il potenziale, a causa di passati passi falsi un po’ infantili. Ma invece è sempre bene ritastarne di tanto in tanto il polso per non farsi sfuggire colpi ad effetto. E’ così in questo anno 2015, dove viene forgiato un lavoro che unisce ispirazione atmosferica e tecnica strumentistica; si può essere molto soddisfatti. La band sta in formissima, con buona pace dei detrattori. Diciamo che il Black Metal da loro fondato è solo una delle chiavi di lettura. Questo disco ha molte raffinatezze frammiste a schegge ruvide.

La parte dinamica spesso usa lo stile dei Motorhead, addirittura anche la voce roca in alcuni episodi ci assomiglia. Inoltre anche l’uso del riffing e passaggi sonori, oltre a certi assoli, rimandano fortemente alla band di Lemmy. Scuri parecchi episodi, ma la verve rock’n’roll è molto spesso esposta come una merce preziosa che non fa rimanere la band nella stretta osservanza Black. “The Death of Rock’n’Roll” pare infatti uscita dalla penna di Kilmister, e lo stesso vale per la splendida mazzata Speed “Long Haired Punks” che si rifà alla forma di “Claw” su “Orgasmatron”, soprattutto per la ritmica. Anche in alcune meno veloci song l’ombra motorhediana appare nettamente, senza però mai diventare un ingombrante presenza. Vengono scusate istanze un po’ ricopiaticce come parte del cantato della pur efficace “Temptation”, che ricorda “Breaking the Law” dei Judas Priest. Altre vicinanze stilistiche? Per esempio la tessitura riffica e la tipologia del cantato di “Crucified”, prettamente alla Metallica. Da tenere presente che tutte queste presenze sonore non sono plagi ma solo notazioni di vicinanza. In ogni caso, nonostante riferimenti vari a cui attribuire le associazioni sonore, i Venom hanno realizzato un brano valido dietro l’altro, e quando arrivano crude durezze come “Stigmata Satanas”, davvero piccolo gioellino, la band testimonia ancora il suo valore in autonomia e personalità.

Colpisce la raffinatezza della chitarra solista che lontana dal clichè oscuro del Black Death, appare molto N.W.O.B.H.M. Ascoltare in questo caso l’inizio e l’assolo della thrasheggiante “Grinding Teeth”.  Interessante la finale “Rise”, nuova ma registrata dal vivo, ed in fatti è perfettamente costruita per questo, riuscendo a farvi partecipare il pubblico.

Globalmente l’oscurità e il malefico feeling vincono sulla parte rock’n’roll, ma non si è mai del tutto, come già detto, nella scia del puro Black Metal, considerando che, di base, si è nel classico Heavy Metal, nemmeno tanto sporco. Un lavoro che ci offre una bella boccata d’aria infuocata, ed essere così all’undicesimo album ( e dopo 34 anni) è un grande merito. Lunga vita allo storico cantante Cronos.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Eruptus

02.  From the Very Depths

03.  The Death of Rock’n’Roll

04.  Smoke

05.  Temptation

06.  Long Haired Punks

07.  Stigmata Satanas

08.  Crucified

09.  Evil Law

10.  Grinding Teeth

11.  Ouverture

12.  Mephistopheles

13.  Wings of Valkyrie

14.  Rise

 

Cronos - vocals, bass
Rage - guitars
Danté - drums 

 

 

 

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