In This Moment

                                                            Black Widow

                                                            Atlantic Records

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Questo album è, nell’attuale panorama metal, una strana creatura che necessita di un commento specifico e attento. Band statunitense di Metalcore che però gestisce anche un certo afflato Techno-metal, stampa il suo quinto album dal 2007 e lo fa senza ritegno alcuno, nel senso che sound ed immagini di video sono ciò che di più provocante e marcio si possa realizzare.

La crescita dagli esordi è stata quasi verticale fino al precedente “Blood” del 2012 che ne è l’apice. Ora però il nuovo lavoro, del 2014, si posiziona in una situazione piuttosto ambigua, e quindi la sua valutazione prevede due posizioni opposte. A seconda del punto da cui lo si guardi è un grande disco o una delusione. Come mai?

La personalità del songwriting si è persa forse troppo nel crossover con pezzi che se non arrangiati in modo cattivo apparirebbero Hip-Hop (“Sex Metal Barbie”) o semplicemente Pop (la stucchevole “Sexual Hallucination”). E che dire della finale voce e pianoforte “Out of Hell”, in cui la linea vocale non vale nulla, piatta qual è, e dove il piano suona monotono come un brano di Einaudi? Naturalmente la forza di pezzi come “Big Bad Wolf” e la titletrack, hanno una riuscita che pone il disco ben alto nella valutazione artistica. E altri con grande pathos, come la emozionale “Fighter”, pianoforte e tastiere, regalano sinuosa espressività.

Ma alla fine la vera differenza è dovuta alla carismatica cantante Maria Brink, la quale è il personaggio centrale di questa teatralità. La sua rude, strascicata, violenta, sporca, fascinosa, lubrica, malinconica, disperata voce è l’elemento portante di tutta l’opera. Ben sostenuta dal groove, spesso anche di tipo gotico, la vocalità è ricca di inflessioni e modulazioni che creano una interpretazione vibrante e sanguigna. Eppure c’è qualcosa che stona, in alcuni frangenti sembra una operazione commerciale che pare voler creare la Lady Gaga del metal; e il brano “Natural Born Sinner” sembra proprio composto per copiare la fruttuosa song “Whore” dell’album precedente, come a voler rimanere nell’alveo che ha fatto successo.

Ecco, siamo al bivio. Se si guarda solo alla forma, cioè alla bellezza della passionalità sviscerata da Maria, allora è un viaggio potente e ficcante. Ma se guardiamo alla sostanza del songwriting, nonostante alcuni momenti personali, per il resto è una regressione verso una musica commerciale, mascherata da Metal. Per esempio “Dirty Pretty” ricorda le song di Katy Perry e “Bloody Creature Poster Girl” quelle di Pink. Certo l’arrangiamento è duro e i riff alla Evanescence sono scuri, e però gli manca la sincera originalità di “Blood”.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  The Infection

02.  Sex Metal Barbie

03.  Big Bad Wolf

04.  Dirty Pretty

05.  Black Widow

06.  Sexual Hallucination

07.  Sick like me

08.  Bloody Creature Poster Girl

09.  The Fighter

10.  Bones

11.  Natural Born Sinner

12.  Into the Darkness

13.  Out of Hell

 

Maria Brink – vocals/piano

Chris Howorth – guitars

Randy Weitzel –guitars

Travis Johnson – bass

 

Tom Hane – drums

 

 

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