Cinderella

                                                                            Stripped

                                                                            Collector’s Dream

                                                                            www.cinderella.net

 

 

 

I Cinderella erano un gruppo minore degli anni ’80 ma non un gruppo scarso. Sono stati parte dell’interessante panorama Street Metal di quel periodo. Come compone il panorama affascinante un bosco col suo sottobosco, la band di Philadelphia era l’intrigante sottobosco del metal più genuino.

Essi costituirono, accanto a band di calibro come Ratt; Poison e WASP, il sottobosco floridissimo della chitarra ruvida, usata come simbolo fallico nell’idea di “sex; drugs and rocknroll” tanto in voga al tempo; quello dove gli alberi a grande fusto furono invece Aerosmith; Motley Crue; Guns and Roses e Tesla. Godibili e forti, essi hanno scritto dei pezzi memorabili anche se gli album, nella loro interezza, non erano mai del tutto perfetti. Il live è una buona occasione per ricordarli.

Un disco dal vivo registrato nel ’98 in un locale di Los Angeles. I Cinderella non producono più nulla in studio dal 1994; solo il singer Keiser s’è offerto al mercato l’anno scorso col suo lavoro solista. Per i live invece si tratta dell’undicesimo, e non è un po’ troppo visto che da studio ne hanno fatti solo 4? (il primo nel 1986). E in più, appunto, una registrazione ormai antica e oltretutto già edita in passato con altro titolo (“Live at the Key Club”), con la differenza di due pezzi in più.

Ma ascoltare il loro rock è comunque sempre bello, in una attitudine alla Aerosmith settantiana, che possiede sempre una propria personalità, grazie alla voce roca, che tra tutte le voci roche  è quella che più assomiglia a quella di Brian Johnson degli AC/DC ma con molta più capacità di modularsi. Particolare è l’essenza dell’assolo di batteria, che per una band apparentemente istintiva come questa, è invece piuttosto raffinato; cioè, invece di farsi potente ed esuberante si sviluppa elegante, riuscendoci. La presenza di tale assolo in un concerto, rende l’idea di quanto essi fossero legati alla tradizione degli anni settanta.

I brani sono quelli che hanno fatto la loro breve, eppur intensa, storia. C’è la famosa “Gipsy Road” orecchiabile senza banalizzarsi. Ma da “Heartbreak Station” fino a “Coming Home” si fanno largo le americaneggianti anime country-rock-folk del gruppo con vicinanza anche ai Rolling Stones, tra le quali la migliore proposta va vista in “The Last Mine”, con la sua chitarretta acustica.

In realtà è piuttosto soft anche “Nobody’s Fool”, che è ancora meglio, solo che alla fine non è che sia poi così calma. Il lato meno duro è intrigante, eppure alla lunga rischia di stancare, e nel live prende una grande parte, testimoniando la distanza dal metal vero e proprio, prediligendo parecchio le note sporche dell’Hard Rock.

Ma naturalmente il momento migliore arriva, ed è quello ben compatto della durezza di “Somebody Save Me” che rimane il miglior episodio mai composto dai Cinderella; non veloce ma ritmato in modo incalzante, che fa il paio con l’altro stupendo momento duro che è “Hot and Bothered”.

Non poteva mancare la ballabile “Shake Me” esempio del più cotonato stile Hair Metal; brano dove il cantante esorta il pubblico (azione che fa più volte tra le song). I due pezzi aggiuntivi impreziosiscono davvero il tutto, anche se entrambi non sono poi così originali. Permettono comunque di tenere alto il livello dell’impatto energetico.

Un insieme che non è fatto per l’ascoltatote più duro, ma per il rock’n’roller più incallito. Era tanto tempo fa, 17 anni, certo. Ma quante volte vogliamo tornare al passato? E questa è l’occasione; c’è persino il pianoforte Honky Tonk (in “Shelter Me” per esempio). E per chi non li conosce si può vivere una bella avventura saltellante e sudata.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  The More Things Change

02.  Push Push

03.  Gypsy Road

04.  Fallin apart at the Seams

05.  Heartbreak Station

06.  The Last Mile

07.  Shelter Me

08.  Coming Home

09.  Hot and Bothered

10.  Nightsongs

11.  Nobody’s Fool

12.  Somebody Save Me

13.  Shake Me

14.  Don’t Know what you got (til it’s Gone)

15.  Sick for the Cure (bonus track)

16.  Make your own Way (bonus track)

 

Tom Keifer – vocals/guitars

Jeff LaBAr – guitars

Eric Brittingham – bass

Fred Coury - drums

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