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                                                                       Marbin

                                                                        The Third Set

                                                                        Moonjune

                                                                       www.marbinmusic.com

  

Nati come un duo improvvisato per poi diventare un quartetto innovativo e produttivo, i Marbin ci propongono il loro primo disco live registrato in occasione del tour svoltosi a Marzo 2013.

La band, composta  dagli israeliani Dani Rabin (chitarra) e Danny Markovitch Slor (sax), e dagli statiunitensi Jae Gentile (basso) e Justyn Lawrence (batteria), ha dato vita un disco che rende dignitosamente omaggio al percorso stilistico intrapreso nel corso degli anni e cominciato con quel “Impression of a City”, che tanto è stato acclamato dalla critica, per arrivare all’attuale “The Third Set” e passando per  “Breaking the Cycle” (in cui la band si è avvalsa della partecipazione di Paul Wertico e Steve Rodby, presi in prestito dal Pat Metheny Group).

L’apertura è affidata all’aggressiva “Special Olympics” e alle sue sonorità a metà strada tra Jethro Tull e Tohpati Bertiga (chitarrista indonesiano autore del celebre album “Riot”) con interventi di sax soprano  accompagnati dalla cattivissima chitarra di Dani Rabin.

Più soft, ma solo durante il primo minuto, è “The Depot”.  I suoni di chitarra sono più complessi (l’uso dell’Eventide Pitch Factor si fa sentire)mentre la struttura del brano risulta essere di più semplice concezione trattandosi di un blues maggiore in Sib.

Fusion allo stato puro sulla bellissima “Crystal Bells” sulla quale il tema, affidato al sax di Markovitch, ci riporta indietro negli anni e ai primi dischi della Dave Weckl Band (in particolare “Synergy”, 1999) con sax e chitarra che vanno a costituire l’impianto principale del brano. Ora all’unisono, ora in call and response.

Ricca di riferimenti è anche “Vanthrax”: tema di sax e chitarra con quest’ultima che, di tanto in tanto, svolge un ruolo di pura ritmica funk  con patterns e dinamiche tipici dell’ultimo Wayne Krantz.Batteria in primo piano, invece, nella lunga “Rabalk” dove, al termine di un lungo solo di chitarra, Lawrence dimostra di non essere da meno in quanto a virtuosismi. 

A completare la tracklist sono presenti la lenta “Northern Odyssey”, la potente ed efficace “Redline”, la govaniana “Culture” (ascoltate il tema di sax e ditemi se non ricorda “Ner Ner”) e “Volta” che chiude il disco.

A conclusione, si può ritenere “The Third Set” un lavoro più che egregio sia come traguardo di un’importante attività di ricerca attuata dalla band che, come già detto, ha il potere di inserire citazioni e riferimenti tra i più variegati, ma anche come alternativa alla musica virtuosa già nota ai patiti del genere (vedi Aristocrats) dato che, sarà pur bella da ascoltare ma, ogni tanto, è anche bello ascoltare altro.

Stefano  Pavone

 

01.  Special Olympics

02.  The Depot

03.  Crystal Bells

04.  Redline

05.  Culture

06.  Vanthrax

07.  Rabak

08.  Splaw

09.  Northern Odyssey

10.  Volta

Dani Rabin - guitar

Danny Markovitch - saxophone

Justyn Lawrence - drums

Jae Gentile - bass

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