Aldo Tagliapietra

                                                                L’angelo rinchiuso

                                                                Self Records

                                                                www.aldotagliapietra.it

 

 

 

Quinto disco da solista, considerando anche il doppio album “Unplugged” del 2011, per Aldo Tagliapietra che dopo “Nella pietra e nel vento” del 2012 torna sulla scena musicale con questo disco tutto nuovo intitolato “L’angelo rinchiuso”. Inutile sottolineare la carriera artistica di Aldo che ha segnato profondamente la stagione fantastica del progressive italiano degli anni settanta con il gruppo Le Orme e che ha continuato a sfornare ottimi prodotti discografici anche negli anni successivi, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Copertina ancora una volta a cura dell’artista inglese Paul Whitehead grande autore delle memorabili cover di alcuni dischi indimenticabili dei Genesis. Il disco si apre con una breve introduzione strumentale “Volatus” molto incisiva, caratterizzata da un assolo di chitarra elettrica, che senza soluzione di continuità ci conduce alla title track “L'angelo rinchiuso” in cui la caratteristica voce di Aldo Tagliapietra caratterizza subito la parte cantata. In sottofondo un pianoforte e la base ritmica di basso e batteria. Il brano è gradevole e intenso e sale di tono in una spirale musicale avvolgente per poi sfociare in un assolo di chitarra.

“Dentro il sogno” parte con un dolce arpeggio di chitarra acustica, contrappuntato dall’organo. La traccia si velocizza nella sezione centrale, per poi riprendere il tema iniziale. La parte cantata è molto profonda e struggente. Assolo di organo hammond, in stile progressive, che sfocia in una coda sinfonica. Brano eclettico e piacevole, ben congeniato e ben strutturato. “La fiamma” è un inserto molto breve, di collegamento tra la traccia precedente “Dentro il sogno” e quella successiva “Io viaggio nel tempo”.

Stupendo il cambio di ritmo e l’incalzare della parte ritmica. Il disco sale di tono, assumendo le caratteristiche di una vera e propria opera rock, con variazioni, cambi di ritmo e saliscendi di volume. “Io viaggio nel tempo” mette subito in evidenza il basso che si produce in un ottimo riff cadenzato che sorregge la parte iniziale.

Ancora cambio di atmosfera, la musica ritorna dolce e struggente. Questo album deve essere considerato come un’opera inscindibile, da fruire tutta insieme. Non avrebbe significato ascoltare o valutare le singole canzoni. Deve essere gustata nel suo complesso. “Riflessi argentati” è ancora un breve brano di collegamento tra due tracce più lunghe, ma ricco di spunti interessanti e di influenze di musica indiana.

Progressive nel suo incedere, incalzante e ossessionante, ci porta a “Storie” una canzone lenta e intimista caratterizzata dal pianoforte che sostiene la voce. Molto significativa e sentita, questa traccia si colloca nel mezzo del disco e ne definisce i tratti più intimi delineandone i concetti. Dopo un breve reprise del brano iniziale “Volatus” arriva “Passato e futuro” forse il brano più riuscito dell’intero disco. Un vero capolavoro. Ritmo incalzante, basso perfetto, percussioni ossessive con un bell’effetto stereofonico. Ingresso ritardato delle tastiere e della chitarra elettrica. Molto bello.

Si sentono richiami e chiare influenze da “Felona e Sorona”, il disco più riuscito e ancora oggi simbolo indelebile della fantastica produzione discografica de Le Orme. Questo concept album “L’angelo rinchiuso” in un certo senso sembra ispirarsi nella struttura e nell’impianto musicale a quel grande disco de Le Orme del 1973 quasi a segnarne una continuazione. Veloce e breve reprise di “Riflessi argentati”, bella e forsennata,  per poi passare a “Una voce” penultimo brano di questa fatica discografica.

Torna la caratteristica voce di Aldo in questa ballata acustica, che alterna parti più solari a intervalli più dark. Si tratta di una traccia di evidente preparazione al finale dell’album che si conclude con la successiva “Magnificat” che parte lenta, in arpeggio di chitarra acustica. Dolce la voce e struggente il canto, in atmosfera quasi mistica. Stupendo e da brividi il finale concitato che richiama alla grande il pezzo “Ritorno al nulla” da “Felona e Sorona” sia per ritmo e che per cadenza.

Questa sorpresa non può che essere gradita e molto apprezzata dai tanti amanti della musica progressive. Si tratta di un disco molto interessante, in cui si trovano spunti musicali molto sapienti e intriganti, che ne sanciscono sia la valenza tecnica che di contenuti. Anche se non molto lungo, riesce a condensare bene stili e spunti diversi nell’ambito musicale, spaziando dalle ballate, alla canzone d’autore fino agli sconfinamenti nel puro progressive che personalmente sono quelli che preferisco. Molto azzeccati i brevi brani strumentali di collegamento tra le varie canzoni più lunghe, nella tradizione più vera del progressive anni settanta.

Pensiamo ad esempio all’album “Nursery crime”. Aldo è riuscito ancora una volta a creare una sorta di magia musicale, che sicuramente si potrà apprezzare appieno nei concerti dal vivo in cui l’intensità dell’esecuzione dell’intero album senza soluzione di continuità susciterà enormi emozioni nel pubblico. Spero proprio di riuscire a vederlo presto in concerto, magari insieme all’esecuzione integrale di “Felona e Sorona”, il passato e il presente, la storia e il futuro, la grandiosità e la liricità. Un ottimo album da possedere nella propria collezione.

 

Pierluigi Daglio



01. Volatus
02. L'Angelo Rinchiuso
03. Dentro Il Sogno
04. La Fiamma
05. Io Viaggio Nel Tempo
06. Riflessi Argentati
07. Storie
08. Volatus (Reprise)
09. Passato e Futuro
10. Riflessi Argentati (Reprise)
11. Una Voce

12. Magnificat


Aldo Tagliapietra - vocals, bass
Matteo Ballarin - electric and acoustic guitars
Andrea de Nardi - piano, hammond organ, minimoog, keyboards
Manuel Smaniotto - drums, percussion
Sergio de Nardi: keyboards (12)

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione