Robert Plant & Alison Krauss

                                                         Raising sand

                                                         Roadrunner Records

                                                         www.robertplantalisonkrauss.com

 

 

Nuovo lavoro per Robert Plant che questa volta si fa accompagnare da un artista di provata fama come Alison krauss  .la quale entrata nell'industria musicale molto giovane, Alison vince competizioni locali dall'età i 10 anni e registra per la prima volta all'età di 14 anni, comparendo nell'album del fratello. Firma nel 1985 con la Rounder Records e rilascia il suo primo album da solista nel 1987 all'età di 16 anni. Viene invitata ad unirsi alla band con cui suona tuttora, la Alison Krauss & Union Station (AKUS), e nel 1989 pubblica il suo primo album come gruppo nel 1989. Ha sin qui rilasciato più di dieci album, ha partecipato a numerose colonne sonore, ed alimentato un nuovo interesse nel bluegrass negli Stati Uniti.

Le sue partecipazioni a varie colonne sonore le hanno recato una popolarità più ampia, tra cui la vincita di un Grammy per la colonna sonora di O Brother, Where Art Thou?, un album targato come simbolo di un continuo interesse verso il bluegrass, e la colona sonora di Ritorno a Cold Mountain, alla quale è seguita la sua performance agli Academy Awards del 2004 Durante la sua carriera ha vinto 20 Grammy, più di qualunque altra artista femminile, e numerosi altri riconoscimenti.

 

 

I due hanno pubblicato questo cd intitolato Raising Sand che si muove su territori che vanno al blue grass e al roccakbilly “Gone gone Gone” e forse i fans dei Led Zeppelin rimarranno un tantino spiazziati da che ascolteranno.

Un operazione simile Robertt Plant la fece se vi ricordate con gli Honeydrippers con i quali riproponeva brani degli anni ruggenti e non solo, ed anche in quest’occasione il cantante del dirigibile ci farà rimanere a bocca aperta soprattutto per il fatto di esserci abituati a cose ben diverse da uno come lui .

E forse è proprio questo l’obiettivo che i due artisti vogliono raggiungere con Raising Sand.Certo alcune atmosfere ci rimandano ai grandi brani acustici che abbiamo imparato ad amare tipo Going to California,Friends etcetc però credetemi per apprezzare al meglio questo album dovrete fare piazza pulita nella vostra mente per essere più pronti a quello che vi troverete ad ascoltare.    

L’album raccoglie solo cover spaziando nel repertorio rock, blues, country e r&r, pescando tra autori quali quali Tom Waits, Gene Clark, Little Milton Campbell, Mel Tillis, Townes Van Zandt, Doc Watson, Phil and Don Everly. Ma se devo essere sincero io questi brani non li conosco proprio motivo in più per non distruggere di primo acchitto un lavoro che invece potrebbe essere apprezzato dalla maggior parte di voi. Personalmente mi sono piaciuti  “Let Your Loss Be Your Lesson” “Stick With Me Baby” e qualche altro episodio ,non voglio dire che il disoc I nquestione sia brutto perchè direi una cosa non vera , però lasciatemi dire che a volte farsi spiazzare in questo da artisti dei quail hai amato altre cose potrebbe essere a volte alquanto fastidioso dover forzatamente aguzzare l’ascolto di una proposta di cui si dovrà storcere il naso , ma forse potrebbe essere vero anche il contrario .

Stefano Bonelli

01. Rich Woman

02. Killing the Blues

03. Sister Rosetta Goes Before Us

04. Polly Come Home

05. Gone Gone Gone (Done Moved On)

06. Through the Morning, Through the Night

07. Please Read the Letter

08. Trampled Rose

09. Fortune Teller

10. Stick With Me Baby

11. Nothin'

12. Let Your Loss Be Your Lesson

13. Your Long Journey

 

 

 

 

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