Demagò

                                                                                                                                 Ferite

                                                                                                                                 (R)esisto

                                                                                                                                             www.facebook.com/demagoband

 

 

Questo che mi accingo a recensire non è un disco di debutto avendo il gruppo pubblicando un disco nel 2015 che si chiamavaLinea di confine”. La band proveniente dalle lande perugine nasce nel 2013 come quartetto e subisce un processo evolutivo fatto di cambi di formazione per arrivare ai nostri giorni con una formazione a cinque con la quale incidono “Ferite”.

Mossa intelligente quella di pubblicare un Ep a quattro tracce, non solo per il fatto che si arrivare immediatamente alla conclusione del disco,ma anche perché ti prende  la strana voglia  di riascoltare  il disco per apprezzare meglio quello si è appena ascoltato ed anche per saggiare il mercato per una futura pubblicazione sulla lunga durata.I Demagò si divertono a fare musica  con un rock cantautorale  provando anche a dire  delle interessanti parlando di cose attuali come il lavoro cosa che si evince in “Precario” argomentazioni serie ma raccontate con leggerezza.

Noto subito una certa somiglianza della voce di Emanuele Bruschi con quella di Stan Ridgway chi si ricorda di “Camouflage”? Ecco quello è il paragone che  mi è venuto in mente,ma è solamente un fatto di timbrica nulla più.L’ep si apre con “Il mio demone” un brano dove  le chitarre dettano legge ma non solo in questo brano ma un po per tutto il disco dove certamente anche la sezione ritmica ben si amalgama con tutto il resto il brano in questione sembra essere pensato anche per un airplay e viene scelto come singolo apripista ed chiara una cosa  tutti noi prima o poi dovremo affrontare il nostro demone  del resto chi non è ha uno?.

Per quanto mi riguarda  il brano più interessante anche e soprattutto per il testo è “Le mani” musicalmente il pezzo è molto intenso con un grande ritornello dal grande respiro armonico e che apre anche l’assolo stupendo del sax di Manuele Fusaroli.Chiude  il breve lavoro  “Stendimi”altro brano interessante  che rende consapevoli di aver ascoltato una band  che quello che fa  e che ha unito sapientemente la voglia  di dire delle cose  importanti senza essere ne prolissi e ne saccenti lasciando la parola al rock che ben sanno fare. Una nota a margine  per gli addetti ai lavori ; notavo che la track list  del dischetto è diversa  rispetto quella della copertina  si perché quando inserisco il cd si leggono canzoni diverse  che” La luna” al posto di “Le mani”, e “Kiss & Tell” al post di Stendimi , ma si tratta solo di un errore di scrittura in fase di stampa  perchè comunque le canzoni che ascoltiamo sono esatte  rispetto alla scaletta della copertina.

 Comunque  “Ferite”che ricordo essere uscito a Febbraio è un dischetto piacevolissimo da ascoltare perfino in spiaggia per questa  freschezza degli arrangiamenti e leggerezza di raccontare le cose  che  ci fanno ascoltare il disco con grande divertimento. 

Stefano Bonelli  

 

01.  Il Mio Demone

02.  Precario

03.  Le Mani

04.  Stendimi

 

Carlo Dadi – chitarra

Moreno Martinelli – chitarra

Emanuele Bruschi – voce

Marco Signorelli – batteria

Luca Moscatelli – basso

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