Platens

                                                                                                                                   Of Poetry and Silent Mastery

                                                                                                                                   Avalon Label

                                                                                                                                                 www.facebook.com/platensmusic

 

 

L’italico Grillo ritorna in questo 2021 col terzo capitolo del progetto Platens facendo uscire un lavoro di Metal Melodico e AoR insieme, potenziando però il suono così da avere una notevole carica energetica. Si tratta di scintille pulite e cristalline che però mantengono una essenza metallica di fondo. In quanto polistrumentista, Grillo si fa in quattro suonando in maniera qualitativa perché appare abile anche tecnicamente, ma non fa tutto lui perché vari ospiti entrano in gioco negli strumenti,  compresa una voce femminile.

La prima traccia ‘CONSPIRACY’ chiarisce subito quale sia l’essenza musicalmente laccata ma ficcante di questo disco. L’ugola di ‘WAIT FOR ME’ offre sia interpretazione che tecnica, cantando anche a tonalità acuta con una certa spontanea nonchalance, e contiene uno dei migliori ritornelli del lotto il cui refrain si stampa in testa testardamente. Il Pop Metal viene toccato in alcuni momenti, ma avviene in maniera dinamica con ‘Where the River flows’ anche se va considerata come pezzo minore per via di una flessione di originalità. La bontà delle seguenti quattro ballate supera quella dei brani ritmati anche perdendo parte della loro verve AOR, in particolare la densa e migliore tra di esse ‘THE PATH’, vissuta alla Bon Jovi, ha un certo spessore e unisce l’americanità ad un leggero soffio folk, con anche uno degli assoli più pregnanti. ‘Winter’ invece si fa leggermente gotico-sinfonica, senza esagerare ma con un buon pathos. ‘Give or let go’ funziona benissimo soprattutto per le strofe che portano il cantato verso il ritornello, strofe che appaiono più belle del ritornello stesso. Senza dubbio la conclusiva mini-suite ‘CLOSE BUT FAR’ fa parte delle tracce più riuscite, rarefatta e di ampio respiro, soprattutto per la lunga parte strumentale finale che tocca un’attitudine progressive. La canzone in italiano ‘Fragile’ figura molto bene all’interno del contenitore con una vocalizzazione sentitamente emozionale, anche se l’inestetica parte rappata appare una inutile aggiunta.

I margini accostabili a gruppi prog-metal e sinfonici all’italiana ci sono, ma rimangono solo accenni perché il genere è tutto dentro l’AOR, non troppo ruffiano ma comunque sempre dando predominanza all’orecchiabilità e alla facile fruizione. Solo in alcuni casi si eccede con il virtuosismo, di cui sia chitarra e tastiere che voce sanno fare bella mostra. Lasciandosi andare senza troppo concentrarsi, l’ascolto scorre bene e ripeterlo rafforza l’assimilazione, facendosi piacere di più l’opera. Purtroppo vari passaggi appaiono scontati e se non fosse per la bellezza degli arrangiamenti certo songwriting brillerebbe molto meno. Prendendo come esempio ‘End of the World’, la struttura riffica e il groove si mostrano piuttosto metal, ma poi il cantato si delinea morbido, non proprio attrattivo, anche se il ritornello sembra cantato da Lione nello stile dei Rhapsody.

Alcuni giri di chitarre o tastiere perdono mordente, e in alcuni casi le linee melodiche danno un senso di dejavù. A differenza di tanti gruppi AoR, qui si riesce però a non farsi troppo sottili e leggeri nella caratterialità sonora, così da allontanare la melensaggine. Insomma, dove si fa canonico l’input compositivo, ci pensa la gestione del suono e delle sezioni a controbilanciare l’insieme. La cosa più positiva è che proprio i brani soft sono quelli che rendono più netto questo concetto, infatti sono stati composti senza perdere l’anima più tonica, e alla fine sembrano anche i pezzi migliori dell’album. Non un disco eccellente come il precedente ma dal quale emerge un carattere altrettanto forte e alla fine piacevole. Comunque un ascolto che regala diversi spunti interessanti e sa essere attraente nonché accattivante. Di sicuro le parti non appaiono forzate, si dipanano con naturalezza dando un senso di fluidità scorrevole, senza mancare di intensità. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Conspiracy                 (feat. Gabriels – keyboards)

02.  Wait for Me

03.  Easily

04.  The Path

05.  End of the World    (feat. Gabriels-keyboards; Dan Logoluso – guitar)

06.  Paralyzed                 (feat. Davide Perruzza – guitar)

07.  Winter                      (feat. Katya Miceli – vocals)

08.  Open Arms              (feat. Mirko Turchetta – guitar)

09.  Give or let go

10.  Where there River flows

11.  Close but far           (feat. Katya Miceli – vocals; Orazio Fontes – guitar)

12.  Fragile (bonus track)

 

Dario Grillo – vocals /guitar / keyboards /bass
Alex Grillo – drums





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