Under The oak

                                                                                                                                           Ripped by the roots

                                                                                                                                           WormHoleDeath

                                                                                                                                                      www.facebook.com/oakthrash

 

 

Dalle fredde terre scandinave e precisamente dalla Norvegia (come vorrei stare li in questo momento!!! N.D.R), gli Under The Oak ci propongono un debutto nel quale eseguono un “Trash metal” di buona fattura, personalmente è un genere che non ho mai seguito abbastanza, forse perché  è legato ad uno stile dal cantato troppo monocorde senza molte sfumature e coloriture che danno il senso ad un interpretazione vocale, trovando poi il tutto terribilmente noioso. Ovviamente ho seguito il periodo forse quello migliore della Bay Area con Exodus, Exciter, Anthrax in primis senza per altro sapere che si trattasse di trash metal, convinto che fosse solo heavy metal e basta. In Poco meno di un'ora, l'album contiene 10 originali e due cover: “Solitude” di Candlemass e “Pounding Metal” di Exciter.

Fin dalle prime note si può dire che le loro influenze siano provenienti dalla Bay Area. Il loro cantante, Jostein Sandaker, si muove tra Zetro Sousa (Exodus) e Bobby Blitz Ellsworth (Overkill). L'apertura, “Tribulation”, ha alcune belle esplosioni e alcuni riff killer mescolati ad un potente groove riff affinché tutto funzioni a regola d’arte. Di certo gli Under in questo disco non offrono nulla di particolarmente nuovo ma sicuramente si stanno divertendo molto.

Il loro primo singolo e video, “Chaos in the Pit” è una divertente canzone trash americano. Bei riff croccanti con quell'atmosfera punk veloce ma si sente la mancanza di un assolo killer. In effetti, per quanto questo album possa essere divertente, la mancanza di qualche tipo di assolo seriamente devoto, lo fa sembrare un lavoro forzato. Ci sono, si, assoli in alcune canzoni, ma questo è trash anni '80. Gli assoli che abbelliscono questo album non sono lo shredding spietato che potresti trovare su un album trash qualunque. “The Fountain” ha un piccolo assolo nel mezzo, ma il modo in cui si rompe non sembra adattarsi. 

Mentre scrivo la recensione, scopro che l'album non è molto coerente. Le canzoni sono divertenti ed eseguite bene. La produzione è bella e pulita con le chitarre che ti si piantano dritte in faccia e che ci consegna una band alle prese con del materiale di buona fattura. “Hymn to the Fallen” inizia come una grande idea ma si perde verso la metà della canzone. Sembra che questa parte pulita vada avanti e indietro con questa parte sbuffante che ci porta a un altro assolo. Poi dal nulla riprende il ritornello e il riff principale. Questo è il “mood” di questo album: alcune idee funzionano bene, altre no. La lunghezza dell'album si aggiunge a tutti gli altri problemi di questo lavoro. Se ci fosse più coerenza con il songwriting, di certo il problema non ricorre nella durata delle canzoni, anche perché la durata di questo lavoro di thrash metal è perfetta per assimilare pienamente tutto il disco. “The fountain” dà la possibilità di dimostrare, a voi che leggete, che la band è in grado non solo di creare un wall of sound insormontabile, ma anche di cambiare tempo all’interno di un brano rendendolo il più vario possibile “Wrath of Nature” è uno dei miei brani preferiti dell'album. Bel riff con un mix di groove e velocità con, un buon assolo! 

Nel complesso “Ripped…” è un buon disco che gode della classica freschezza del debutto e gli Under The oak hanno pensato di regalarci due chicche, che risiedono nelle cover una dei Candellmass (Solitude) ed una dei mitici Exciter (Pounding metal) antagonisti per breve tempo dei Metallica.  Ripped by the roots è senza dubbio un buon debutto sufficientemente suonato e prodotto bene, ha la capacità di farci scuotere la testa durante l’ascolto per un grande divertimento di chi ascolta, li aspettiamo sia in sede live e magari insieme ad altri bei dischi.

 

Stefano Bonelli 

 

01.  Tribulation

02.  Chaos in the Pit

03.  Hymn for the Fallen

04.  The Fountain

05.  War of Attrition

06.  Total Human Destruction

07.  Turned Into Leaves

08.  Wrath of Nature

09.  Butterflies & Unicorns

10.  Terror & Violence

11.  Solitude (Candlemass Cover)

12.  Pounding Metal (Exciter Cover)

 

Jostein  - vocals

Marius- drums

Hillbilly Bill - bass

Bolverk- guitar

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