Cyrith Ungol

                                                                                                                  Half Pas Hal Human

                                                                                                                  Metal Blade

                                                                                                                       www.facebook.com/cirithungolofficial 

 

 

Nell'ultimo decennio la scena metal ha sempre fortemente lavorato per raggiungere i fasti che l’avevano contraddistinta nei gloriosi 80’s. Questo processo è passato per un songwriting il più delle volte scarnificato ed essenziale che si rifaceva al tradizionalismo stilistico del genere, con un forte revival dei suoni più imbastarditi del decennio sovranominato. Ecco qui fiorire band che pescavano a mani basse dalle sonorità doom e più heavy dei tempi gloriosi che furono. I risultati non sempre convincenti non hanno rivoluzionato il genere che noi tutti amiamo, ma di sicuro vi hanno instillato nuova linfa.

In questo scenario il ritorno di una delle band più di culto della scena metal di sempre s’inserisce davvero alla perfezione. Ritornati sulle scene dopo una reunion avvenuta nel 2010 che ci ha consegnato nel 2020 l’ottimo lavoro ‘Forever Black’, i pionieri dell’epic metal più heavy e grezzo che ci sia, ci deliziano nuovamente con un EP davvero succoso. Si tratta di una riedizione di quattro pezzi del passato che hanno subito una rimasterizzazione per poter essere goduti appieno nel momento odierno. D’altra parte dopo il sublime ‘Forever Black’ uscito lo scorso anno la band fa una mossa si commerciale, ma perlomeno azzeccata e pertinente.

‘Route 666’ è un pezzo diabolico ed heavy dall’incedere psicotico e cadenzato.Per coloro che non fossero pratici della mitologia tolkieniana Cyrith Ungol è un passaggio sulle montagne che conduce alla terra di Mordor (si è quella dell’occhio); qui in agguato nel suo antro vi è un il grande ragno Shelob. ’Shelob’s Lair’  ci racconta proprio degli agguati e dei fili assassini che il mostruoso aracnide tesse a chiunque osi passare nei pressi della sua tana.Ciò che davvero ruba la scena in questo EP è la splendida ‘Half Past Hal Human’, ballata a metà tra i Manowar più ispirati ed i Manilla Road. Partiture sontuose che passano rapidamente dal blues più lurido al metal la fanno qui da padrone.

Se vogliamo fare della filosofia possiamo dire che le grandi opere sonore non devono necessariamente essere lunghissime. Qui, nonostante il tempo di durata sia di poco più di 20 minuti, il livello di abilità artistica in mostra rivaleggia in ogni momento con l'offerta più lunga che era il precedente "Forever Black". Nonostante tutti i musicisti presenti in questa release abbiano superato i 60 anni, c'è un vigore giovanile in questa raccolta di canzoni che fa sembrare che la band sia tornata indietro nel tempo e abbia portato la versione del 1979 di se stessa. Con poco meno di 50 anni di esistenza alle spalle, i Cirith Ungol continuano ad essere la band che mostra ai giovani come portare a termine il lavoro.

Se trovate il vinile di questo EP vi suggerisco di prenderlo, non escludo che in futuro possa valere non poco.

 

Invictus

 

01. Route 666

02. Shelob’s Lair

03. Brutish Manchild

04. Half Past Human

 

Tim Baker – vocals

Jim Barraza – guitar

Greg Lindstrom – guitar

Jarvis Leatherby – bass

Robert Garven – drums

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