LINISTIT. Intervista ad una nuova band italica di metallo estremo.

on .

 

All’intervista partecipano i 4/5 della formazione, con assente solo il batterista. Disponibili, ma parchi con le parole, hanno però chiaramente esplicitato quale sia il loro modo di vedere la propria impostazione. Partendo dal Black e toccando altre dimensioni sonore raccontano il loro disco d’esordio ‘Evil Arises’.

Nel 2012 la cantante ed un chitarrista fondano la band. Ben nove anni per esordire discograficamente. Solo problemi di formazione?

Angelus. Sì, inizialmente avevamo problemi a trovare altri componenti.

Brani di vecchia data e brani nuovi. C’è stata differenza di approccio?

Angelus. I primi quattro brani li avevamo messi su io e Triria, che avevamo fondato il progetto. Per gli altri due ci ho lavorato io di base per fatti miei. Successivamente, con la band completa di adesso, li abbiamo impostati insieme. E’ cambiato che ora i pezzi che porto di base, i ragazzi li arricchiscono. Hanno piena libertà in quello che vogliono mettere.

Katros. Diciamo che la fase complessiva di composizione avviene in sala prove, dove tagliamo, aggiungiamo, modifichiamo, creando alla fine con la melodia il brano completo.

Visto che i pezzi primi e ultimi sono stati scritti in tempi lontani fra loro, c’è stato anche un mutamento di visione musicale?

Katros. Da quando sono entrato io, noi tre, Angelus, Triria ed io, ci siamo messi a elaborare nella mia stanza i brani che loro avevano creato. C’è stato un cambio di sound, e man mano che sono entrati Damevil e Blackbeast, c’è stata una evoluzione di stile. Non ci identifichiamo con un genere ben preciso, quindi non solo Black Metal ma varie influenze variando dal Thrash al Death.

Katros. Il cambiamento che sentite tra un brano e l’altro, ci tenevo a dire che è una cosa voluta perché siamo partiti con l’idea di fare cose diversificate e manterremo questa impostazione che ci viene spontanea.

Triria. Ci viene spontaneo perchè non ci basiamo su di un genere, non ci auto-etichettiamo dentro un determinato sottogenere del metal. E’ genere Linistit.

Il contributo dei nuovi entrati ha stravolto i vecchi brani o essi sono rimasti com’erano?

Angelus. Come struttura no, però poi arricchendoli sono diventati più belli.

Suonate un genere estremo ma il vostro modo di suonare risulta molto pulito e accessibile. Se il drumming e la voce mi sembrano gli elementi più estremi, riff e chitarre mi sembrano più classicamente vicini all’Heavy. E’ la vostra visione?

Katros. Se il Black Metal inizialmente è stato un genere con un sound dove non sempre intuisci perfettamente ad esempio ciò che fa la chitarra ed il basso, qui noi tendiamo alla pulizia sonora. Ma appunto i nostri brani non sono etichettabili in maniera precisa.

La vostra attitudine sembra una ibridazione tra Death e Black, ma la bilancia per voi da quale parte pende di più?

Angelus. Di base ho sempre pensato che siamo sul Black, che però va ad abbracciare altri generi. Oltre al Thrash ed al Death, c’è anche un po’ di doom nei nostri brani.

Triria. Personalmente ho sempre pensato che, da questo punto di vista, ascoltandoci,  non si capisce.

Non siete un gruppo ipertecnico in senso moderno, però si percepisce virtuosismo nella concezione dei brani.

Katros. Questo progetto è nato così e questo stampo lo abbiamo voluto mantenere. Anche se non c’è virtuosismo ipertecnico.

Quali sono i gruppi che ascoltate? Katros porta la maglietta dei Metallica.

Katros. Si, i Metallica mi piacciono da sempre. I miei ascolti vanno a periodi, ma vanno dal Technical Death al Prog. In questo momento stanno sul Djent, Periphery, queste robe ipertecniche. ,

Angelus. Per il Black ti posso dire Mahyem, Dark Funeral, Marduk; spostandoci sul sinfonico Dimmu Borgir, Limbonic Art, Craddle of Filth, Graveworm.

Damevil. Io vado dai Black Sabbatn, agli Opeth, ai Sepultura, ai Motorhead, agli Skid Row. Vado dove mi ispira il cuore.

Triria. Nella band ascoltiamo generi differenti. Come musica estrema ascolto un po’ di tutto. Tolgo il Power perché è un genere che non mi è mai piaciuto. Sono molto concentrata sul Black Metal estremo, tutto quello finlandese e norvegese.

In alcuni momenti emergono caratteri progressive e gotici, un po’ alla Borknagar.

Katros. Al prog ci stiamo avvicinando negli ultimi brani, ma la base rimane sempre quella Black.

Dentro la canzone ‘Dream of Death’, una delle migliori, percepisco del Prog nonostante l’assalto graffiante. E’ una canzone vecchia o nuova?

Katros. Vecchia.

Angelus. E’ il secondo brano che avevamo messo su io e lei [la cantante n.d.r.].

Triria. Quando io ancora non sapevo cantare [ride n.d.r.]

Un altro brano che sento denso è la title-track ‘Linistit’. Qui trovo ci sia una maggiore introspezione, ma anche una netta orecchiabilità strumentale (non vocale).

Angelus. Questo avviene in fase di composizione, ma non è cosa voluta.

Triria. Una volta dà una idea uno, una volta l’altro, ed è spontaneo. Noi facciamo tutto insieme, non c’è una persona singola a decidere. E’ collaborazione.

La canzone a mio pare più interessante di tutte è ‘Annelise’ perché appare come il brano più variegato. Inoltre ci sono diversificazioni del cantato con anche sovrapposizioni vocali molto riuscite.

Triria. La tematica di questo pezzo è abbastanza triste e drammatica. Quindi ciò ha portato la mia voce ad assumere automaticamente un aspetto più forte, più disperato. E’ stato il penultimo pezzo scritto, nel corso delle registrazioni dell’album la mia voce è cambiata completamente, quindi questo fattore ha dato un carattere diverso a questa canzone. Io ho cantato tutto questo pezzo in improvvisazione.

Venendo proprio al cantato, troviamo il Growl scuro classico, Ma anche spesso urla strazianti allungate, efficaci ad addensare il suono.

Triria. Non ho mai scelto nulla in anticipo, ma mi hanno ispirato le urla strazianti dei Thy Light [Black Metal band brasiliana n.d.r.]. Mi piace tenere una nota molto a lungo, ed è reale, non ci sono effetti. Non c’è niente di altro, siamo io ed il mio fiato; ne vado fiera.

Un brano che si diversifica dal resto del disco è ‘My Black Soul’, un quasi strumentale, vista la poca presenza di vocalizzazioni. Più da colonna sonora e quindi meno esaustivo in se stesso.

Angelus. E’ stato il primo brano che componemmo. Ad alcuni degli altri il pezzo non convinceva, ma quando lo abbiamo registrato è cambiato completamente a livello di seconda chitarra, con il riff di Katros. Quando lui lo ha inserito nel brano il risultato è diventato totalmente altro e a noi piace parecchio.

Le vostre song sono mediamente lunghe, non lunghissime, ma sembra questa la vostra dimensione migliore. Fa parte di un modo d’essere del gruppo o è determinato da qualcuno di specifico di voi?

Angelus. Di base i pezzi li porto io come chitarra ritmica, io sono quello che dà vita ai brani, poi ognuno di loro aggiunge il resto.

Katros. Non c’è un maggior compositore ma è una cosa di gruppo.

Triria. Angelus dà lo spunto poi via! tutti insieme!

I testi di che parlano? Chi li scrive?

Triria. I testi parlano di argomenti diversi e li scrivo io. Come brani li sento tutti particolari. ‘Annelise’ parla di una ragazza che fu posseduta da sei demoni negli anni settanta; il testo è in prima persona quindi è lei che parla attraverso quella canzone, per questo senti tutta questa disperazione. ‘Linistit’ parla del demone Lilith. ‘Dream of Death’ è praticamente un sogno dove mi vedo morta e nessuno può vedermi; è un testo complicato da spiegare.

Cosa significa il moniker che avete scelto?

Angelus. In realtà vuol dire “tranquillo”, ma per noi vuol dire “Senza respiro”, la prima traduzione che avemmo era quest’ultima, all’epoca il traduttore ce lo diede sbagliato.

Triria. Noi tutti fighi ci siamo detti -Ci chiamiamo “senza respiro”-, anche perché ci eravamo basati sull’idea del vampirismo, vampiro senza anima, senza vita, senza respiro appunto. Ma un giorno io mi ritrovo in un bar dove la cameriera era rumena, e siccome sapeva che avevo una band,  mi fa -Come si chiama la tua band?- Ed io, fiera di me,: -‘Linistit’- -Vi chiamate “tranquilli”?- [ridono n.d.r.]. Comunque sia, ci siamo affezionati al nome.

Che rappresentano i vostri pseudonimi? (qui la band diventa più reticente)

Triria. Il mio è personale. Ma potrei anche usare il mio nome vero. In questa decisione non c’è come significato niente di misterioso, di mostruoso, o di satanico.

Angelus. Io l’ho preso dalla vecchia serie di ‘Buffy Ammazzavampiri’ in cui c’era questo vampiro che quando diventava cattivo si faceva chiamare “Angelus”. Ho adottato questo nome perché mi piaceva molto il personaggio. Quando sono sul palco è come se fossi un’altra persona e per questo mi piace avere, come parte del gruppo, un nome diverso.

Avete delle idee sulla prosecuzione del vostro lavoro come band?

Angelus. Qualcosa di nuovo l’abbiamo, sebbene bisogna lavorarci su. Vogliamo andare avanti e fare un secondo album. Parecchie idee da mettere in atto. .

A cosa pensate rispetto al dover ottenere visibilità?

Angelus. Suonare dal vivo è la prima cosa.

Vincenzo. Appena si potrà, sicuramente. Però stiamo puntando, purtroppo per il momento, sui social.  Per ora è l’unico modo che abbiamo per avere visibilità. Abbiamo avuto spazi in qualche rivista e radio, anche radio messicane

Vi impegnate a fare dischi di spessore ma in realtà il mercato ormai non vende. Chi ve lo fa fare?

Angelus. Bè, l’amore per la musica.

Vi sentite in qualche modo metallari o il termine non vi tocca?

Damevil. Molto metallaro, molto metallaro [tutti annuiscono, ma, pur avendo parlato quasi per niente nell’intervista, l’ha detto per primo quello che ascolta i Motorhead. Non un caso secondo me n.d.r.].

I quattro musicisti non sono stati loquacissimi, però sono apparsi molto aperti e sinceri. Una nuova realtà da seguire nei giorni a venire.

A cura di Roberto Sky Latini - luglio 2021

Formazione:
Triria – vocals
Angelus – guitar
Katros – guitar
Damevil – bass
Blackbeast - drums

 

.

 

 

 

 

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione