Federico Sirianni

                                                                                                                    Maqroll

                                                                                                                    Nota Music

                                                                                                                               www.facebook.com/federicosirianni

 

 

 

Maqroll è il nuovo lavoro di Federico Sirianni, cantautore di lungo corso di origine genovese ed è forse proprio dalla sua provenienza che si sente un non-so-che di matrice “Deandreiana”. Dico questo non solo per il suo modo di suonare, ma il timbro vocale è maledettamente simile a quello di Fabrizio De Andrè.

Come spesso mi capita, il disco in cui mi imbatto è forse l’unico disco di questo artista che avrò modo di ascoltare in quanto prima d’ora ne ignoravo anche l’esistenza. Federico Sirianni pubblica un album davvero interessante ed intrigante, da ascoltare in religioso silenzio. Anzi! mi permetto anche di consigliarne l’ascolto in cuffia dove ascolteremo cose che normalmente non riusciremmo a percepire. La musica che Federico compone ci fa fare un percorso a ritroso nel tempo mantenendo una modernità che mantiene attuale la sua proposta.La cosa particolare del disco è che c’è poca ritmica questo è dovuto per la mancanza della batteria a favore di una “etereità” che regala anche una certa raffinatezza ed eleganza esecutiva fuori del comune. Il disco infatti si divide tra acustica ed elettronica, che però concettualmente non sovrasta ma anzi riempie i vuoti degli altri strumenti che per via di una produzione oculata e moderna ci consegna un disco davvero piacevole e particolare da ascoltare.

Il fatto che non ci siano canzoni in 4/4 – classicamente rock, se vogliamo – non inficia per nulla l’ascolto del lavoro che anzi si pone dinanzi a noi in modo suggestivo per via delle atmosfere presenti in tutto il lavoro.Un disco, questo “Maqroll”, novecentesco nel suo concepimento ma anche il modo di cantare di Federico (che più che cantare nelle sue canzoni lui recita), si rifà ad un passato cantautorale che ci e gli appartiene culturalmente. Poi ovviamente, essendo lui genovese, ha alle sue spalle tutto un background di nomi importanti che tanto hanno dato alla musica italiana.

Un lavoro dal sentore antico ma anche nello stesso tempo moderno; antico e quasi nostalgico soprattutto per il fatto che nelle ultime canzoni del disco, a partire da “La ballata dell’acqua”, si ode l’effetto della puntina del disco che si appoggia nel solco e che rende ancor più suggestivo il brano. E se una volta giusto qualche anno fa consideravamo il fatto che gli lp ormai stessero sparendo, ora ci dobbiamo ricredere per via del fatto che il long play è tornato in auge. Anche per questo “Maqroll” si pone nelle sua  dualità tra l’antico ed il moderno .

Per chi non lo sapesse “Maqroll” è un marinaio: un gabbiere. Colui che sta per la maggior parte del tempo della navigazione sull’ albero più alto della nave per avvistare nuovi approdi; colui in pratica che vede ogni cosa prima di tutti proprio per la sua posizione.Il disco è stato concepito per dare vita a tre momenti artistici differenti ovvero: il disco; il libro e lo spettacolo (tra l’altro, al disco, è allegato un libro al fine di offrire una esperienza più immersiva tra ascolto e lettura). In questo senso (ma solo idealmente), lo si può paragonare a The Wall dei Pink Floyd che fu un lavoro dal lungo corso artistico nel qui progetto si prevedevano: il disco; gli spettacoli ed il film.

Poi, altro elemento che si può in qualche modo accomunare alla band citata, è che “Maqroll”  - se vogliamo - è anche musicalmente ed intrinsecamente un lavoro psichedelico per il forte uso dell’elettronica  gestita magistralmente da “Filippo “FiloQ” Quaglia”.Questo di Federico Sirianni è un lavoro strettamente immaginifico in grado cioè di imprimere nella tua mente immagini inerenti ai testi fortemente descrittivi e la conclusiva title track è il manifesto di questa immaginificità.

 Concludendo … consideriamo questo bellissimo disco come una sorta di viaggio che il veliero di “Maqroll”Intraprende. Piuttosto che preferire attraccare in approdi non sicuri, mantenendo intatta la sua unicità ed integrità artistica, preferisce adagiarsi in acque dal sapore antico che evidentemente danno più sicurezza ai protagonisti di quest’avventura .

Stefano Bonelli

 

01.  Maqroll, gabbiere

02.  Una sorta di naufragio

03.  Pane e passione

04.  Per arrivare a te

05.  Lettere da nessun dove

06.  il mio amore sospeso

07.  La ballata dell’acqua

08.  La stiva dell’Alcion (strumentale)

09.  Ecco qui

10.  Maqroll, alla fine (la disperanza)

 

Federico Sirianni - voce, chitarre e pianoforte

Raffaele Rebaudengo - arrangiamenti archi

Raffaele Rebaudengo e Elisabetta Bosio - violini e viole

Stefano Cabrera - violoncello

Edmondo Romano - clarinetto in “il mio amore sospeso”

Andrea Nejrotti - Toy piano in “La stiva dell’Alcyon”

Fabrizio Chiapello c/o Transeuropa Recording  - voci, chitarre e pianoforti

Mattia Cominotto - missaggio e mastering 

 

Nell’album e nello spettacolo sono inoltre presenti parole di o ispirate a:

Roberto Bolano, Jorge Luis Borges, Mikhail Bulgakov, Federico Garcia Lorca, Gabriel Garcia Marquez, Konstantinos Kafavis, Paul Klee, Herman Melville, Carlo Rovelli

 

 

 

 

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