Significant Point

                                                                                             Into the Storm

                                                                                             Dying Victims Productions

                                                                                                 www.facebook.com/Significant-Point-257488107708532

 

 

Il Giappone riappare con l’Heavy Metal classico anni ottanta, con una SpeedPower band infuocata che non lo manda a dire. Pesantezza, velocità, voce sopra le righe, assoli taglienti e drumming furibondo. Scatenarsi come per i Raven e raffinatezza strumentale come quella dei Loudness. Dal 2014 un live, una demo ed un singolo, ma ora finalmente essi arrivano al full-lenght, ed il tempo non è trascorso invano poiché il risultato, anche se ancora non proprio perfettamente confezionato, funziona e penetra.

I due primi titoli sono tutto un programma sparatutto: ‘ATTACKER’ violenta subito l’ascoltatore con un Power ribollente; ‘HEAVY ATTACK’ scivola fiammeggiante invece sul versante Speed con un muro di chitarra incessante. Sono entrambi un biglietto da visita esplicito e funambolico. Sempre piuttosto tonica ma meno parossisticamente incombente, ‘RIDERS UNDER THE SUN’ possiede il ritornello maggiormente personale. Anche la parte cadenzata e orecchiabile di ‘YOU’VE GOT THE POWER’, che come al solito offre una chitarra ineccepibile, fa emergere la bravura compositiva del combo, da un lato semplice ma dall’altro sempre efficace. Sono presenti altre alzate Power e Speed, nessuna che suoni a vuoto. Il carattere quasi fumettistico di certi momenti è compensato da una intensa forza espressiva. L’unico filler pare essere proprio il brano di chiusura, stranamente quello meno dinamico del disco; una ‘Running Alone’ che vuole essere più introspettiva ma che perde un po’ il filo della compattezza, anche per una sezione solistica ironmaideniana scollegata con la parte cantata, e a dire il vero anche con una propagazione di già sentito che  ne aumenta il senso derivativo. Chiudere con la nona traccia ‘Danger Zone’ avrebbe giovato.

Colpisce la batteria quasi caciarona che a differenza del comparto chitarristico raffinato, spinge più sul far casino che sulla tecnica. L’ugola, per quanto talvolta con qualche indecisione, e a volta anche un po’ troppo sguaiata, è piuttosto virtuosa ed in grado di accendere acuti irresistibili. Anche nei brani minori le parti strumentali e gli assoli colpiscono molto favorevolemente e anzi spesso risultano entusiasmanti. Si tratti di parti soliste lunghe e pregnanti, e anche se basate su una verve rutilante non mancano di costruire intrecci eleganti. E’ sorprendente come le chitarre siano ben commisurate alla necessità, con precisione e grande maturità sebbene iper-vitaminizzate, mentre gli altri musicisti non hanno per niente la stessa maturità. Pure nulla stona davvero. Come ispirazione si percepiscono sia i Loudness che gli X-Japan a seconda dei brani, ma c’è molta anche americanità. Nonostante alcune ingenuità, i difetti sembrano scomparire dopo diversi ascolti dato che i pezzi sono costruiti per rimanere in testa con una certa facile fruibilità nonostante non sia certo musica fatta per il mainstream.

 

SkyRobertace Latini

 

01.  Attacker

02.  Heavy Attack

03.  You’ve got the Power

04.  Riders under the Sun

05.  Night of the Axe

06.  Run for your Life

07.  Into the Storm

08.  Deathrider

 

01.  Danger Zone

02.  Running alone

George Itoh - vocals
Gou Takeuchi – guitar
Kazuki Kuwagachi – guitar
Kazuhiro Watanabe – bass
Itormentor - drums

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