Helloween

                                                                                   Helloween

                                                                                   Nuclear Blast

                                                                                               www.helloween.org

 

 

Questa band è divenuta ormai una istituzione nella scena metal,  ma ciò sembra averla portata ad essere autoreferenziale, troppo autoreferenziale ascoltando questo nuovo lavoro. Partiamo dal presupposto che siamo di fronte ad un album iconico perché dentro ci sono anche Kiske ed Hansen. Si tratta di una operazione dal forte impatto emotivo che viene da una reunion live davvero eccellente ed entusiasmante, dove il collante è stato forte e la partecipazione totale.

Il frutto di tutto il percorso è questo full-lenght che è la collaborazione artistica di una importante coesione umana. Non l’avremmo creduto possibile pochi anni fa, ed invece è successo superando vecchie incomprensioni. Ma poi dobbiamo pesare il valore artistico del risultato da studio. Il problema è che all’ascolto molti passaggi sonori, strumentali o vocali, ricordano cose già scritte dalla stessa band in passato, dando la sensazione al fruitore di qualcosa di già vissuto. E’ l’autoreferenzialità di cui accennavo, che ha disseminato in molte tracce, pezzetti di sequenze sonore eccessivamente simili a quelle a cui la band ci aveva già deliziato. Inoltre ridondano le modulazioni vocali tipiche di Kiske e Deris, autocompiacenti.

Quali sono i brani migliori? Stranamente lo è la suite di oltre dodici minuti ‘SKYFALL’, l’unica song scritta da Hansen, sarà un caso visto che egli è l’unico che non può vivere sugli allori come gli altri? Poi non sono male né la prima fluida ‘OUT FOR THE GLORY’, né la seconda ‘FEAR OF THE FALLING, né ancora la quarta più Heavy ‘MASS POLLUTION’. Meglio fa ‘ANGELS’ con un carattere più introspettivo tralasciando la verve happy e altrettanto bene fa ‘RISE WITHOUT CHAINS’. E’ un peccato vedere l’aggressività di ‘Robot King’ rovinata dall’ammorbidimento di gran parte della linea melodica. Canonicissima e scontata ‘Down in the Dumps’, che si salva solo nel ritornello duro.

E’ un disco con brani tosti e ben articolati, è quindi super-bello per chi non conosce tutta la discografia degli Helloween, ma per uno che la conosce molto bene, quella sensazione di dejavu determina un minor piacere e l’album perde valore (già successo con gli stessi Gamma Ray di Hansen). Ci sono molti spunti stupendi, nello stile particolare di questa band, ma vengono inframezzati da inserti scontati, a volte solo delle punteggiature, altre volte fortemente strutturali, che depotenziano l’originalità  compositiva.

Senza contare alcuni accordi che potrebbero essere considerati rubati ad altre band. Non sono solo rinverdite le caratteristiche espressive tipiche della band, ma vengono riproposte frasi musicali che non saranno proprio un auto-plagio ma si avvicinano tantissimo alle escursioni passate. Sembra che i musicisti si siano divertiti più a lavorare tra loro, presi dall’entusiasmo, che a cercare ispirazione nel songwriting. Per quanto adori sia il timbro di Kiske che quello di Deris, più di tutte mi sono piaciute le poche incursioni ugolari di Hansen, tese e ficcanti. In questo lavoro non si trova né la pregnanza dei primi due ‘Keeper’, né la profondità del ‘Keeper…The Legacy’ (2005), né la riuscita scrittura dell’allegro ‘Straight out of Hell’ (2013). Pure si trovano curve ad U belle toniche, alle quali in qualche caso bastava poco per cadere in piedi e non inciampare mentre si corre. E’ sempre Power bello rotondo, veloce e pieno di intersezioni vocali e chitarristiche, ma si è giocato senza curarsi dei difetti, scegliendo accenti ad effetto, che però s’innalzano appunto fra anfratti conosciuti, senza porsi il problema di farsi reale novità. La novità era l’essere tornati insieme, ma a noi metallari interessa più la musica.

Roberto Sky Latini

01. Out For The Glory
02. Fear Of The Fallen
03. Best Time
04. Mass Pollution
05. Angels
06. Rise Without Chains
07. Indestructible
08. Robot King
09. Cyanide
10. Down In The Dumps
11. Orbit
12. Skyfall

Andreas Deris - vocals
Michael Kiske - vocals
Kai Hansen – guitar / vocals
Michael Weikath - guitar
Sascha Gerstner - guitar
Markus Grosskopf - bass
Daniel Löble - drums

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