Artillery

                                                                                                                     X

                                                                                                                     Metal Blade

                                                                                                                     www.artillery.dk

 

 

La band danese del thrash ammantato di Heavy classico torna con un album più duro dei precedenti. La voce è sempre morbida ma le staffilate metalliche sono piuttosto aggressive. Se alcuni passaggi riffici e vocali sono standard, ogni canzone però presenta anche suggestioni e parti evocative che nei ritornelli o nella struttura mantengono costantemente una cifra qualitativa molto personale. Un decimo full-lenght dal 1985 che esprime compattezza senza sacrificare la fluidità, si trova cioè un muro di suono che avanza senza incepparsi mai.

Uno dei pezzi violenti migliori è ‘IN THRASH WE TRUST’ in cui l’andamento riffico è accattivante quanto la melodia se non di più, e la struttura ritmica è un carrarmato schiacciasassi, che concede una breve tregua solo nella parte che rallenta ma guadagnando lì una verve evocativa piuttosto densa, per poi riprendere a rutilare. Su ‘MORS ONTOLOGICA’ c’è la stessa energia d’attacco ritmico ma un maggiore apertura atmosferica che quindi le dona una diversa suggestione. Giro riffico e anima più eclettici per ‘BEGGARS IN BLACK SUITS’ che sforna un scatenamento anch’esso irrefrenabile, con una dose di frizzantezza ipertonica che la rende meno monolitica a favore di una scorrevolezza liquida, come fosse una song sudamericana saltellante ma dura come pietra. Meno impatto, ma pur sempre tonica, ‘SILVER CROSS’ che s’inerpica più dinamica tra cambi di ritmo e movimenti dalle diverse inflessioni melodiche. ‘VARG I VEUM’ decide di abbassare la velocità e su un tempo medio, ma con le dovute accelerazioni sull’ottimo assolo, ed il risultato è una canzone dai toni brillantemente semiepici.

Anche ‘ETERNAL NIGHT’ lascia da parte la furia ritmica per farsi cadenzata, ma nella sua linearità piuttosto semplice è azzeccatissima per melodia vocale e virilità: grande pezzo. Gli Artillery sono stati spesso forti anche nelle ballate che sono pezzi dal grande appeal grazie ad un insieme di lucidità compositiva e piacevolezza interpretativa del cantato, e la Scorpioniana ‘THE GHOST OF ME’ conferma questa loro bravura rendendosi come una delle cose più belle dell’album, didatticamente ineccepibile per dimostrare come si deve costruire una soft-song prettamente metal. I brani minori non sono filler anche se cedono parte della loro personalità, come per esempio fa ‘Turn up the Rage’ che sembra un pezzo dei Loudness.

Il chitarrista Morten Stutzer è morto due anni fa (2019) e forse la band ha sfogato il suo dolore nella composizione, perché infatti questa volta, rispetto ad altre uscite, siamo di fronte ad un disco che contiene un tasso thrash aumentato, con l’apparente volontà di farsi più spietati. Però a questa estetica indurita non corrisponde una perdita di raffinatezza sonora che si avvale sia di una pulizia tecnica, sia di una eleganza di scrittura legata a passaggi e forme non semplicistiche. Forse la voce potrebbe tentare carte peculiarmente più variegate, magari accentando le linee con qualcosa di inaspettato, ma questo non sarebbe che una ciliegina su una torta già di per sé gustosa. Il groove è corposo, grintosamente incisivo. Il drumming picchiatore è un incessante presenza incombente che raramente fa respirare, ed in questo esso ha un ruolo molto importante nella concezione umorale del disco. Una volta forse band minore, adesso ha dalla sua tutta l’abilità necessaria per fare dischi potenti e ficcanti come questo, e non da oggi. Tanti anni di carriera e ancora grande foga giovanile con la giusta dose di cattiveria.

Roberto Sky Latini

 

01.  The Devil’s Symphony

02.  In Thrash we trust

03.  Turn up the Rage

04.  Silver Cross

05.  In your Mind

06.  The Ghost of Me

07.  Force of Indifference

08.  Varg I Veum

09.  Mors Ontologica

10.  Eternal Night

11.  Beggars in Black Suits

 

Michael Bastholm Dahl – vocals
Michael Stützer – guitar

Kræn Meier – guitar
Peter Thorslund – bass
Josua Madsen – drums

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