Robin McAuley

                                                                                                                               Standing on the Edge

                                                                                                                               Frontiers Music

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L’irlandese McAuley, famoso soprattutto per aver lavorato con Michael Schenker (ma anche con Praying Mantis e Uriah Heep)  avrebbe fatto il suo tempo (classe 1953), senonché appare qua e là in diverse situazioni, e infine si affaccia con un album solista senza mai apparire stanco e vecchio, anzi la sua voce solare e aperta suona con grande qualità dentro i lavori dove compare, compreso questo dove la banalità viene evitata con abile intelligenza. Non manca l’elemento sentimentale delle sue melodie, sempre rotonde e ariose.

La prima traccia ‘THY WILL BE DONE’ ricorda le sonorità più Prog/AoR degli Asia con una bella morbida ma ritmica atmosfera suadente. Hard Rock melodico in una tonica ‘STANDING ON THE EDGE’ alla Dokken a cui manca solo un assolo più lungo che avrebbe reso il pezzo maggiormente entusiasmante. E ancora Hard Rock, stavolta alla Bryan Adams in una ‘CHOSEN FEW’ che, senza mai indurirsi troppo, vive però di una bella tonicità rockeggiante a ritmo cadenzato. La baldanza più dura si evince dalla finale ‘RUNNING OUT OF TIME’ che gioca bene con le sonorità chitarristiche e vocali senza farlo stando seduti sugli allori, ma presentando forma e sostanza contemporaneamente, sempre nella tradizione ma dinamicamente con la luce ben accesa; in essa bella anche l’elettricità della chitarra solista.  ‘Do You remember’ e ‘Wanna take a Ride’ sono i classici episodi di puro AoR ma possiedono tutta la positività di chi sa gestire le cose mainstream senza inciampare nella fastidiosa espressione mielosa, anche grazie ad un minimo di spirito rock ben esplicitato, soprattutto nella prima delle due, in un rifframa centrale e nell’assolo. Anche le due canzoni soft, una è ‘Late December’, ricalcano gli stilemi AoR canonici senza scadere in afflati poveri, ma la migliore è ‘RUN AWAY’ che soffia con un pathos malinconico di base perfettamente realizzato, un po’ ruffiana ma in questo si fa lusinga efficace.

Molto curate le linee melodiche per renderle meno somiglianti a ciò che esiste nel mondo in cui è inserito questo tipo di metal. E la cosa funziona poiché quasi mai si ha il senso del déjà vù; talvolta qualcosa di già sentito emerge, ma è così ben integrato da rendersi semplicemente una piccola piacevole punteggiatura. Neanche nelle ballad si giunge a copiare, e di solito sono situazioni a più alto rischio; in esse si mantiene denso il fascino rispetto all’approccio vocale, segno della grandezza di questo cantante dove brilla quindi sia il lato esecutivo che quello ideativo. Soppesando la sua ugola, dobbiamo per forza ammettere che oggi lui si dimostra tra i migliori esponenti di questo tipo di espressività. Fa un bell’effetto quando per alzarsi di tonalità tira fuori quella leggera vibrazione roca. Gli assoli sanno valorizzare il passaggio tra la parte iniziale e finale di ogni brano, merito che però non vuole prevaricare mai le parti vocali e quindi sta per benino dentro i suoi specifici confini. L’essenza commerciale di questo album non snatura l’animo rock’n’roll di una musica che non possiede filler perché le idee compositive vengono sviluppate nel senso di una profondità sensoriale anche avvincente, rispettando le caratteristiche di un sound non troppo levigato, non travalicando il confine che divide il rock dal pop. Non tutta farina del sacco di McAluey in quanto altri hanno partecipato alla scrittura come Phil Lanzon (tastierista degli Uriah Heep) e Tommy Denander (chitarrista svedese), oltre a Del Vecchio e Leese che vi suonano anche. Con soddisfazione possiamo dire che la collaborazione ha fatto centro perché questo genere morbido di rock duro va pensato così. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Thy will be done

02.  Standing on the Edge

03.  Late December

04.  Do You remember

05.  Say Goodbye

06.  Chosen Few

07.  Run Away

08.  Supposed to do now   (guest on guitar: Howard Leese)

09.  Wanna take a Ride

10.  Like a Ghost

11.  Running out of Time

 

Robin McAuley – vocals
Andrea Seveso – guitar
Alessandro Del Vecchio –bass / keyboards
Nicholas Papapicco – drums

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