Ankhara

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                                                                                             Demons Record

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Band Heavy Metal che viene dalla Spagna, con attitudine verso il lato Power del genere. Due anni fa uscì un quarto album (‘Sinergia’) che veniva da quattordici anni di silenzio discografico. Ora, si vede, vogliono guadagnare il tempo perduto ed ecco il quinto full-lenght, che è stato preceduto, sempre quest’anno 2021, da una compilation. Di nuovo il cantato in lingua madre che non fa perdere potenza alla musica. 

L’apripista ‘HUIDA’, veloce e compatta,  appare come una delle cose migliori dell’album, per una buona linea vocale anche personalissima. La densa ‘TU REVOLUCION’ spinge bene il pulsante dell’efficacia in una forma lineare ma che non perde colpi, realizzando anche uno dei migliori assoli. Per fare bene una composizione  ‘OTRA VEZ’ dimostra che non c’è bisogno di essere veloci e infatti in questa traccia c’è una buona impostazione ritmica e vocale che la fa diventare interessante nei suoi passaggi e accattivante anche nella chitarra solista. Quasi thrash la compattezza di ‘SIN SUPLICAR’ che supera la prova sia come linea vocale che come assolo. Lo stesso vale per ‘DA LA CARA’ i cui cori virilmente accentuano il martellamento Power. Divertimento alla Gamma Ray con ‘Levantar Mi Alma’ per dire che le influenze sono comunque variegate, anche se con un tasso di efficacia che non raggiunge i migliori in questo campo.  La scorribanda di ‘Lentamente’ non determina la bontà di un brano che nella sua vocalità si perde tra una irruenza e melodicità che male si contrappongono fra loro; inoltre a mantenere la canzone tra le minori sta un assolo super telefonato. Questo tipo di cadute non genera però filler veri e propri, e quindi visti altri brani meritevoli di apprezzamento, l’insieme dell’album risulta ben ascoltabile.

I riff canonici si mescolano ad ottimi spunti, ma quest’ultimi talvolta si depotenziano quando stanno in mezzo a cose troppo scontate. La distorsione non è vintage anche se lo stile è ancorato fortissimamente agli anni ottanta. Qualcosa si perde nel comparto dedicato agli assoli, non sempre attraenti soprattutto perché si limitano, per quanto ben suonati, a seguire le strade già perfettamente codificate dalla storia passata del genere, lasciando nell’ascoltatore un senso di dejavù e lasciando che ci sia una certa prevedibilità. Fortunatamente alcune canzoni evitano tale inciampo sebbene l’assolo non diventi mai davvero originali. Una delle band che sembra essere di ispirazione è quella dei giapponesi Loudness e similari, ma senza eguagliarne la forza caratteriale, anche se l’impeto e le soluzioni stilistiche sono quelle.

Diciamo che l’album guadagna un buon voto ma il gruppo rimane dove era, cioè nel raggruppamento delle realtà minori. Nessun salto di qualità, ma anzi una lieve flessione che rende questo lavoro meno incisivo anche se quasi altrettanto intrigante a quello precedente, quindi più o meno eguagliandolo. E siccome quello era più che buono, anche questo ha il suo bel valore significativo e non si riduce a pezzi “passabili”. Se alcuni riff ed assoli sembrano dedicarsi al compitino ben fatto, altri per fortuna hanno la luce che aveva illuminato anche ‘Sinergia’. Il cantato perde giri solo in certe parti della metrica che è stata comunque sviluppata con cura come anche era avvenuto in quell’album. L’ugola in effetti, da tutti i lati, permane come il comparto migliore tra le escrescenze sonore, insieme alle espressioni corali. I suoni si sono ulteriormente induriti rispetto al recente passato e l’album, a parte qualche passo falso, conferma la buona salute di un combo che racconta l’animo della vera fede metallica. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Huida

02.  Lentamente

03.  Esperando en la Eternitad

04.  Levantar mi Alma

05.  Tu Revoluciòn

06.  Otra Vez

07.  Sin Suplicar

08.  Senderos d Espinas

09.  Da la Cara

10.  El Cazador 

Pacho Brea - vocals
Alberto Marín - guitar
Cecilio Sánchez Robles – guitar
Sergio Martínez - bass
Matt de Vallejo - drums

 

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