Aphrodite

                                                                                                              Orgasmic Glory

                                                                                                              Fighter

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Nascono molte valide realtà musicali nel mondo del metal, anche in quello vintage legato al passato. Questi gruppi tradizionalisti sono anche capaci di ampliare le proprie sonorità e di trovare spazi di personalità. Riescono ad essere aperti ad una progressione espressiva senza rimanere chiusi in se stessi. Non è il caso dei canadesi Aphrodite  che non sono capaci di uscire dalla loro limitata visione, producendosi in velocità e virtuosismo chitarristico, ma senza una personalità di songwriting. Le canzoni sono banali e non ci sono variazioni sul tema. Ogni song ripete le interlocuzioni della precedente traccia. E alla fine questo loro secondo disco viene a noia senza creare nel fruitore il desiderio di ricominciare l’ascolto. 

La prima canzone ‘Troy is burning’ è assolutamente funzionale e anche carina, ma dopo non troviamo più nulla che possa attrarre. La voce ha un tono particolare che ci starebbe anche bene, non è infatti la timbrica il problema, una timbrica perfetta per ricalcare la NewWaveOfBritishHeavyMetal; per quanto debole, possiede una vocalizzazione accettabile e nel genere suonato esistono modalità simili. Il problema sta nella forma del cantato che non costruisce linee melodiche adeguate, non riesce ad essere ficcante e non rende neanche variegate le canzoni, le quali alla fine si assomigliano tutte (ma non solo a causa della singer). La voce tenta persino di fare acuti ma con un risultato estremamente scadente, con delle improvvisazioni poco efficaci, talvolta usando urletti dal risultato un po' ridicolo. La batteria sembra abbastanza fluida ma poi cade in trabocchetti abbassando il livello qualitativo, come nell'ultima traccia ‘Children of Night’ dove la ritmica è assolutamente insulsa rincorrendo se stessa invece di impostare una struttura  funzionale al brano.

Il genere è appunto la N.W.O.B.H.M. posta nel versante dello Speed Metal. L’irruenza strumentale è fine a se stessa, senza nessuno sbocco ad altre sonorità.  Una modalità formalmente anonima.  È divertente ascoltare gli assoli, divertente anche diciamo così il contenitore che in qualche modo tenta di avvicinarsi ai Raven, ma si rimane sempre nell’ ordinario. Senza contare l'innumerevole numero di riff copiati, inclini al déjà vu, si è comunque in uno schema abusato da anni.  In ultima analisi una band inutile, che non ha nulla da apportare di interessante al panorama.  Esistono band assolutamente derivative che almeno sono divertenti. Questo disco invece appare del tutto trascurabile non riuscendo nemmeno a suscitare un minimo di piacere.  Non solo alla fine tale lavoro stufa, addirittura diventa fastidioso. La colpa non è solo della voce certo, perché ricapitolando è colpa anche del songwriting, dei riff scontati e degli assoli un po' piatti. Comunque la responsabilità maggiore è quella delle melodie inesistenti e di una voce ben poco professionale, e in molti casi monotona.  Sembra davvero che non si abbia consapevolezza di ciò che si sta facendo. Sembra talvolta che la band sia stata frettolosa, incapace di fermarsi a ragionare un attimo, senza saper valutare cosa sia da scartare o cosa debba essere tenuto.

Cioè un modo di lavorare istintivo che però non ha dato risultati degni di essere pubblicati. Ci sono, per quanto raramente, dei piccolissimi buoni spunti, ma questi non vengono sfruttati e si mischiano alle cose di bassa qualità, riducendo ogni traccia  a semplice gioco, che funziona solo per chi se lo tiene per sè e per i propri amici, non certo da offrire al pubblico. Paradossalmente l'unica cosa positiva in tutto ciò è il suono vintage. Riguardo ai musicisti, si comprende che si tratta di persone amanti del metal, ma purtroppo usano la loro passione senza essere dei validi compositori e il risultato è chiaramente distante dalla sufficienza. Questi tre tizi, più che migliorare devono iniziare ad imparare, e pensare che hanno anche altre esperienze musicali. Da notare che è uno dei miei generi metallici preferiti. 

Roberto Sky Latini

 

01.Troy is Burning
02.Dance Wild and Free
03.Chariot of the Sun
04.Meadows of Asphodel
05.Blood of Aphrodite
06.Europa
07.Herakles, War Cry
08.Children of Night


Tanza Speed – vocals
Yan Turbo – guitar
Jo Steel – guitar / bass / drums

 

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