Mindfar

                                                                                                                      Prophet of the astral gods

                                                                                                                      Underground simphony

                                                                                                                                 www.facebook.com/MindfarMusic

 

 

Questo nuovo disco in cui m’imbatto è il nuovo lavoro dei Mindfar. Progetto nato dalla fervida mente di Armando De Angelis il quale ha già pubblicato con questo monicker: “The Dark Tower ispirato ad un racconto di Stephen King e del quale circa un paio d’anni fa ne è stato tratto un film dalle alterne fortune e quindi “Prophet of the astral Gods”.

Certo è che in Europa esistono già artisti e gruppi che fanno la stessa cosa dei Minfar. Ci riferiamo a personaggi come Antony Arjen Lucassen ed i suoi Ayreon con i suoi progetti paralleli. Gli Avantasia di Tobias Sammet il quale è il principale autore degli Edguy. In Italia abbiamo conosciuto anche i Kaledon di Alex Mele ed ora ci ritroviamo per le mani il nuovo lavoro dei Mindfar. 

La cosa che subito salta ai timpani è senza dubbio l’enorme mole di lavoro a cui si è sottoposto L’autore dimostrandosi un ottimo scrittore. La cosa alla quale ho pensato ascoltando il disco, è che per raccontare tali storie e queste ogni volta diverse da disco a disco, bisogna avere una notevole cultura letteraria e trasferirla in un linguaggio musicale fruibile agli ascoltatori. È di certo un qualcosa che non credo sia semplice realizzare come fare un normale disco con una manciata di canzoni messe una dopo l’altra. No perché il tutto deve collimare, funzionare e al contempo essere credibile cercando di non cadere nel ridicolo con tematiche banali.

Quello che dico è che per apprezzare al meglio bisogna essere fervidi appassionati del genere fantasy e soprattutto essere anche consapevoli di quello che si andrà ad ascoltare.Il concept del disco, a grandi linee, narra di mondi fantastici e di colonizzazioni. Storie fantastiche, si, ma aventi a che fare con la storia della civiltà umana. “Prophet…” consta di dodici brani compreso l’intro “Civilization Gift” che ci introduce perfettamente nelle atmosfere del disco che si dimostra essere vario nel lotto delle canzoni proposte. Questo ci permette di ascoltare il lavoro senza troppi patemi d’animo; quindi un disco che si ascolta davvero piacevolmente e che ha la capacità di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Merito della particolare e meticolosa cura che Armando de Angelis ha avuto nelle varie fasi della lavorazione che è riuscito nel complicato compito di far collimare perfettamente il tutto, raccontando credibilmente la storia ed i suoi personaggi.

Musicalmente i Mindfar si ispirano al gota del genere ovvero a Antony Arjen Lucassen che ha indicato la strada su come si dovesse lavorare per realizzare dischi del genere. Non solo ma anche perché si tratta di un musicista dal grande talento. Quindi non credo di dire una castroneria se dico che i Mindfar hanno messo molto in alto l’asticella che già i Kaledon avevano alzato a loro tempo. A mio avviso credo che continueremo a seguire con grande piacere le loro gesta.Il disco musicalmente ed artisticamente funziona dannatamente bene anche per la felice scelta dei musicisti che ne hanno preso parte. Possiamo tranquillamente affermare che questo è un progetto internazionale, vedendo la partecipazione di musicisti proveniente dalle più disparate parti del mondo, ma che tuttavia, la parte del leone, la fa ovviamente l’Italia. È infatti ormai assodato che nel nostro paese ci siano artisti dal grande talento e le varie performance che hanno offerto hanno fatto si che il disco sia da considerarsi di ottimo livello.

In realtà, ad onor del vero, devo dire che per la produzione forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più. Dico questo perché ascoltando il disco si ha come l’impressione che l’audio sia chiuso in se stesso rendendo il suono poco brillante. La batteria infatti il più delle volte viene coperta dal basso e i brani ne risentono nella loro incisività, perdendo di dinamica.Dicevamo delle canzoni e ce sono alcune veramente degne di nota; permettetemi infatti di segnalarvi alcune che spiccano di più  pur essendo tutte molto belle. La prima è La suggestiva “One Prophet” dove Guido Macaione, il “Messia”, sfodera una performance di tutto rispetto con un acuto devastante. La ballad “Beyond the edge of the world” in cui Ignacio Rodriguez dei Damnation Angels e degli Azeroth ci regala anche lui un acuto meraviglioso. La copertina è stata realizzata da jahn vision art chitarrista dei Greatmaster e dei Sangreal,jahn ha anche realizzato la copertina del precedente lavoro.

In conclusione i Mindfar ci regalano un disco che ci conferma come le nostre band siano in grado di competere con la più grandi e blasonate band del genere. Sperando che sapranno confermarsi anche nel prossimo lavoro non vi rimane altro che lasciarvi trasportare nel loro mondo fantastico.

 

Stefano Bonelli     

 

01. Intro – Civilization gift

02. Keeper of your destiny

03. The eye of Ra

04. Heroes and wonders

05. One prophet

06. Sent from the stars

07. Walls

08. Beyond the edge of the world

09. Revolution

10. Rapsodia (instr.)

11. Spirits of war

12. Ascended to divinity

 

Armando De Angelis – All music and arrangments

 

The Band:

 

Alex Mele – guitar(Kaledon, Screamachine)

Alessandro Battini – orchestral arrangements (Dark Horizon, Ghost City, Sangreal)

Manuele Di Ascenzo –drums (Kaledon)

Andrea De Paoli – keyboards(Shadows of steel, Maze of heaven, ex-Labyrinth, ex-Vision Divine)

Gialuca Carlini – guitar (Great Master, Sangreal)

Micael Branno – bass (Ghost City)

 

The Singers:

 

Ignacio Rodriguez as The Prophet (Damnation Angels, Azeroth)

Claudia Beltrame as The Oracle (Degrees of Truth)

Anders Skold as The Dictator (Veonity)

Guido Macaione as The Messiah (Crimson Wind)

Tom Vidar Salangli as The Sailor (Dimension Act)

 

 

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