Screamachine

                                                                                                                       Screamachine

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Heavy Metal senza intrusione di altro genere, è l’album d’esordio di questi italici metaller. Esso è  duro, elettrico, nel più iconico attaccamento alla Fede, ma il songwriting non è banale né rozzo. Abbiamo classicità ma anche freschezza energica. Si sente che amano ispirarsi ai Judas, ai Iced Earth e agli Iron Savior, non fermandosi agli anni ottanta, ma rivitalizzando un genere che rischia sempre di affondare nei clichè. In realtà si sentono anche altre ispirazioni ma miscelate con una certa caratura valoriale che li presenta come sensibili esperti del campo, in grado di tirare fuori il giusto coniglio dal cilindro della personalità.

Se la quadrata teutonica ‘Demondone’ impatta subito alla maniera teutonica degli Accept, si cavalca con un passo più fluido, salendo anche nella scala valoriale, con la potente ‘THE METAL MONSTER’, o ci si fa più interlocutori, ma sempre attraverso un muro di suono, con l’atmosferica e scura ‘THE HUMAN GOD’. La cadenzata e variegata DARKSTEEL’, anch’esso brano alla Accept, non fa per niente sembrare vintage uno stile che una minore abilità di arrangiamento avrebbe fatto cadere nel passato più derivativo.

Non manca la canzone divertente con la pimpante ed irrestibile ‘MISTRESS OF DISASTER’ scritta senza fare copia ed incolla di nulla, in un mezzo StreetMetal facendo l’Happy Metal senza assomigliare ad Helloween o a Gamma Ray. ‘Silver Fever’ rappresenta bene il tasso di originalità che il gruppo ha nel presentare il proprio songwriting, chiarendo quale sia la loro idea di novità nel panorama attuale. L’ultima traccia, la title-track ‘SCREAM MACHINE’, che dal titolo apparirebbe piuttosto aggressiva, è invece la più leggera, ma sempre tra le cose più riuscite del disco, anche se mi fa sorridere per un pezzo di ritornello (1’17”) che mi ha subito acceso il ricordo di ‘Tre Parole’ di Valeria Rossi (2001), nella frase “dammi un bacio che…”, senza però farmi storcere il naso. Nella meno violenta ‘Wisdom of the Ages’ si sono divertiti a far apparire degli ospiti, tra cui l’ugola davvero pregnante di Langhans che offre una performance sostanziosa; ma anche l’assolo qui contribuisce al piacere, visto che è uno dei migliori.

Dentro tale contenitore non si parla di andare sempre a tutta velocità, ma di trattare la materia come si faceva una volta, avendo tante anime dentro un unico sound, che sia epico, violento o più orecchiabile. Quindi non Power a tutti i costi ma ritmi e passaggi differenziati, comunque dinamici e ficcanti. Pezzi che hanno tiro, che ti ghermiscono con alta funzionalità espressiva, e che non  perdono tempo in fronzoli inutili, arrivando subito al sodo senza però dimenticarsi di essere raffinati. Questo è un supergruppo formato da eccellenti musicisti provenienti da Stormlord; Lunarsea e Kaledon, e la loro esperienza si sente. La voglia di fare qualcosa di diverso ha afferrato il bassista Bucci (Stormlord) che è riuscito, grazie alla partecipazione ideativa di tutti, nell’impresa di realizzare un prodotto di livello medio-alto. Trovare brani minori è come cercare un ago in un pagliaio. Intanto la voce non è la riproduzione di nessuno; forte della sua grande personalità e della sua intensa interpretazione, Caricchio si lascia andare in maniere diverse a seconda della necessità specifica del brano.

La band suona come se da questo disco dipendesse tutta la loro vita in musica. E’ iniziata una nuove battaglia che durerà? Come vogliono sottolineare loro stessi nella presentazione dell’album, prendendo spunto dal brano ‘The Metal Monster’: “Il mostro di Metallo cavalca con la brutale legge del fuoco. Tutto quello che puoi fare è inchinarti alla sentenza di guerra”. Infatti sento di dovermi inchinare alla naturalezza con cui hanno saputo gestire suoni e idee. Da appassionato mi godo questo eccellente lavoro che ha un respiro fresco e che rende bene quale debba essere l’approccio giusto ad una materia così classica.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Demondome

02.  The Metal Monster

03.  The Human God

04.  Darksteel

05.  Mistress of Disaster

06.  52Hz

07.  Wisdom of the Ages

08.  Silver Fever

09.  Dancing with Shadows

10.  Scream Machine

 

Valerio “The Brave” Caricchio - vocals
Paolo Campitelli  -  guitars
Alex Mele  -  guitars
Francesco Bucci - bass
Alfonso “Fo” Corace -  drums

 

Guests in ‘Wisdom of the Ages’
Herbie Langhans – vocals
Steve Di Giorgio – bass

Other Guests:
Simone Mularoni – guitar
Massimiliano Pagliuso – guitar
Andrea Angelini – guitar
Francesco Mattei - guitar

 

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