Faro

                                                                                                                  Luminance

                                                                                                                 Andromeda Relix

                                                                                                                www.facebook.com/faroprogband

 

 

Dopo ‘Gemini’ (2011) arriva la seconda fatica di questi italiani del tutto lontani dalla facile commercialità, ma nulla sembra faticoso in questo lavoro, che ogni traccia appare fluidamente scorrere in maniera naturale. Un Alternative Metal molto Prog, nel quadro di un panorama rock che ha già fatto assaggiare questo tipo di evoluzioni artistiche, e che quindi non trova qui una reale sperimentazione. Comunque è un lavoro che viaggia su binari intensi, la cui spinta estetica ricerca forme significative.

Se ‘Pure’ apre con una certa mestizia, brani come ‘December’ navigano su onde un po’ più increspate, attraverso una ritmica dispari che dona dinamismo ed accenti. ‘LUCAS’ vive del pathos più esplicito, con una suadenza di fondo che rende vivo e vibrante lo spirito del brano. Anche ‘TEARS’ gioca con la malinconia, e l’atmosfera è fascinosa come lo svolgersi della linea melodica. ‘Down’ invece alterna un più eclettico cantato con un corpulento incedere heavy quando la distorsione ribassata imprime il proprio passo, per offrire un momento gravido di tensione.

La produzione è ben fatta, valorizzando i vari comparti. La rarefazione è una aurea intorno ad un nocciolo duro dei riff, per un cifra gotico-metallica che tra atmosfera dark e sviluppo vocale fa emergere una passionalità espressiva che entra in modo diretto nell’ascoltatore. Il senso melodico è forte ma sempre pregno di densa sostanza, evitando qualsiasi superficializzazione. Una visione umbratile di echi emotivi che uniscono una certa avvolgenza soffice ad una tonalità decisa e corposa che insieme danno carattere tenace alla musica pur nella sua evanescenza evocativa. Dopo nove anni dall’esordio, troviamo musicisti maturi, che hanno circoscritto bene le loro composizioni, rendendo ogni passaggio necessario, senza aggiungere nulla che suoni a vuoto. La malinconia presente non evita alle canzoni di aprire piccoli squarci di luce, ma è una luminescenza che affiora attraverso uno sfavillìo non di luce piena, mantenendo l’anima del sound sempre dentro un panorama triste.

L’onda prog-romantica con la quale si descrivono, a volte New Wave anni ottanta, è prettamente rock con sfumature metal, non c’è dubbio, eppure non collide con un senso concettuale ampio. Musica che funziona sia per l’orecchio dell’ascoltatore attento data la varietà di input presenti, sia per colui che vuole solo semplicemente lasciarsi cullare. Di certo vincono le song, tutte singolarmente essenza specifica e peculiare. In questo tipo di musica affiorano vicinanze con gruppi tipo gli italici Novembre, ma con un aggancio ai tempi passati che si rifanno ai primi anni ottanta. Un disco piuttosto concettuale per un sound che sa farsi accattivante nonostante la profondità espressiva. Cosa particolare: ogni traccia è intitolata tramite un solo termine, cosa non nuova ma a cui si fa sempre caso. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Pure

02.  Fragment

03.  December

04.  Lucas

05.  Tears

06.  Down

07.  Autumn

08.  Luminance 

Rocco De Simone – vocals / keyboards

Angelo Troiano – guitars / bass / keyboards 

Guest:

Fabrizio Basco - guitar

 

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