Saga

                                                                                                                      Symmetry

                                                                                                                      Ear Music

                                                                                                                     www.facebook.com/SAGAgeneration

 

 

In tempo di covid sembra spuntino sempre nuove iniziative tra le band, tra tentativi di streaming,  o tirare fuori nuovi live di registrazioni pescate nei cassetti,  oppure ancora lavorando a vecchi e nuovi pezzi dato il dilatamento del tempo a disposizione. I progster Saga, dal Canada, si mettono, nel loro caso, a fare un altro disco acustico (non è la prima volta) ma stavolta i brani non sono semplicemente assenza di chitarre distorte, è invece un proprio reinventare le tracce come si volesse cambiare in profondità il senso delle canzoni stesse. E l’acustica non è impostata a smorzare forza ed energia, anzi talvolta pare vero il contrario, le composizioni tendono ad acquistare più senso dinamico.

‘PITCHMAN’ è semplicemente entusiasmante per la vivacità, lo sprint ed il virtuosismo che sprigiona, un mezzo country che promana adrenalina. Passando da una frizzante Genesisiana ‘The Perfect Time to feel better’, medley di tre pezzi da tre album diversi che sembra perfettamente brano unico, ad una suadente vellutata ‘Images’ e giù giù a scorrere verso lidi dalle multisfaccettate evoluzioni. In tutto questo reinventarsi, il disco non perde mai il bandolo della matassa, come se fosse un’opera inedita, costruita non come raccolta di brani venuti da dischi diversi, ma come un unicum. La modernità, nonostante i suoni acustici, affiora lo stesso in ‘Always there’ grazie alla verve pimpante che la muove. Quasi tutti i pezzi sono migliorati rispetto all’originale. Prendiamo per esempio ‘Say goodbye to Hollywood’, essa, col nuovo arrangiamento, ben più increspato, acquista uno spessore significativo mentre l’eccessiva forma commerciale del ’94 la rendeva un po’ troppo laccata.

Ancora di più la differenza tra la ‘Winds Him up’ dell’81 e questa versione è un mondo intero in mezzo, e in questa nuova veste l’espressività risulta cento volte migliore di quella, anzi è uno dei momenti più belli del disco; mentre allora la New Wave l’aveva in pugno, facendole perdere la bellezza che vi era nascosta, con questo arrangiamento affiora uno splendido cigno dalla più pregnante consistenza. Nulla stona, né un brano al pianoforte come l’inedita ‘Le Foret Harmonieuse ’ (sono solo tre gli inediti) che sembra lontano da certo rock, nè pezzetti più leggeri e scanzonati come l’inizio della sopracitata ‘Wind Him up’, la quale poi diventa fortemente tonica e ficcante nel finale solista.

Una lunga storia dal 1978 fatta di Ventitre album, ma questo ultimo pezzetto di storia non li denota quali vecchietti stanchi, anche se dal penultimo disco ‘Sagacity’ c’è una distanza di sette anni (dicevano di voler sciogliersi). La consapevolezza di stare ascoltando brani antichi non elimina quel sentore di novità di un lavoro che ha il pregio di portare una grande classe insieme ad una esplicita giovanile iridescenza, accompagnata da una ricontestualizzazione funzionante anche al presente. E’ un progressive rock il cui termine con i Saga ha un’ampia accezione descrittiva, del tutto coerente e logica nella forma che i Saga gli danno anche oggi.

Le differenze non diventano mai incompatibili, e la raffinatezza non si trasforma mai in una comunicazione artistica elitaria. Va detto che i tempi son cambiati e che negli anni i Saga hanno strizzato l’occhio più di una volta al mainstream; con questo lavoro prendono le distanze da certa estetica catchy stravolgendo l’anima di alcune canzoni. Forse i musicisti non vogliono ripudiare nel vero senso della parola quel carattere di vecchia data, però tendono a sottolineare col loro lavoro come alcune forme siano state plasmate allora in una maniera che ha reso quelle canzoni troppo datate oggi, come cioè non abbiano superato la prova del tempo. Cosa che invece non è avvenuto per brani di gruppi di ben più alto livello come Pink Floyd o Yes, la cui musica risulta ancora adesso senza tempo, al di là di tecniche di registrazione non perfette. E così, molto di ciò che sta qui dentro varia in direzioni inattese. Gli agganci col passato in questo disco, più che legarsi ai singoli brani del tempo, vi si agganciano con l’uso di strumenti gestiti in maniera classica e tradizionale (usando per esempio il banjo), che forse vanno ancora più indietro rispetto al periodo 78/88 della prima fase della loro discografia. In altri momenti le song diventano contemporanee e legate al presente, come se non fossero state concepite in quel decennio. Il risultato è notevole e perciò siamo di fronte ad un’opera da ascoltare, senza dubbio.

Roberto Sky Latini

 

01.  Pitcman  (‘Heads or Tales’ - 1983)

02.  The Perfect Time to feel better
Medley: Time to go (Silent Knight’ – 1980); The Perfectionist (‘Saga’ – 1978); We hope You’re feeling better (‘Generation 13’ – 1995)

03.  Images – Chapter One (‘Images and Twilight’ – 1979)

04.  Always there (‘House of Cards’ – 2001)

05.  Prelude#1

06.  Say goodbye to Hollywood  (‘Steel Umbrellas’ – 1994)

07.  Prelude#2

08.  The right Side of the other Hall
Medley (‘Trust’ – 2006): Footsteps in the Hall; You were right; On the other Side

09.  La Foret Harmonieuse

10.  Wind him up (‘Worlds apart’ – 1881)

11.  No Regrets – Chapter 5  (‘In Transit’ – 1982)

12.  Tired World – Chapter 6  (‘Saga’ – 1978)

Michael Sadler - vocals
Ian Crichton - guitars
Jim Gilmour – synthesizer / keyboards
Dusty Chesterfield – bass
Mike Thorne – drums

Additional musicians:
Shane Cook - fiddle
Stephany Seki and Beth Silver - cello
Seren Sadler - guest vocals

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione