Secret Sphere

                                                                                              Lifeblood

                                                                                              Frontiers Records

                                                                                              www.secretsphere.org 

 

 

 

Ormai l’Italia non lesina in fatto di Power Metal, e gli scafati Secret Sphere tornano alla ribalta con questo nuovo album (il nono della carriera) che però possiede qualcosa di più del semplice Power. Sfumature prog in brevissimi passaggi; virtuosismi alla Dream Theater posizionati in piccoli punti strategici; vapori sinfonici appena accennati. Tutti elementi molto discreti, così da non alterare lo spirito Power preponderante, ma in ogni caso efficaci per non chiudersi a guscio.

Il sound dell’intro ‘Shaping Reality’ ci porta immediatamente dentro un’atmosfera cinematica che però viene smorzata dalla title-track ‘Lifeblood’, una traccia classicamente Power, veloce anche se inframezzata da strofe meno irruente, che riprende il lato da film solo nel ponte prima dell’assolo iperdinamico. Ma dei tre pezzi veloci esso appare il più innocuo dato che scorre troppo scontato. La cosa curiosa è che se si ascoltano una di seguito all’altra le tre escrescenze Power, esse presentano una progressione in energia e creatività che migliora dalla prima alla terza. La seconda di esse infatti, cioè ‘ALIVE’, diventa più ficcante e la terza ‘SOLITARY FIGHT’ raggiunge l’apice come migliore espressività fra le tre. ‘Alive’ è appunto un attacco che procede con minori variazioni ritmiche, ma che si potenzia nella carica adrenalinica.

Ancora più metallica ‘Solitary Fight’ con anche un input neoclassico alla Malmsteen (in particolare del periodo ‘Fire and Ice’ del 1990, lato emergente anche in altri punti di questo lavoro) e diventando tra le tre, appunto, il miglior episodio fast; di specifico qui si ha un azzeccatissimo ritornello pieno di densa emotività, compreso il ponte prima dell’assolo, il tutto rendendosi davvero un momento da brivido. Tra gli altri episodi va assolutamente apprezzato ‘THE END OF THE EGO’ che, sebbene sia un pezzo corto (sotto i quattro minuti), esprime un senso pregnante di songwriting per il suo approccio meno spensierato. Le note tastieristiche iniziali introducono una ‘LIFE SURVIVORS’ la cui estetica frizzante e una buona dose di pathos, la fanno inserire anch’essa tra le tracce migliori del disco.

E’ ‘Thank You’ (NO LED ZEPPELIN COVER n.d.r.)  il miglior giro chitarristico dell’album (di parecchio), ma purtroppo non ha corrispettivo in quello che è il lato invece melodico delle strofe che evocano troppo qualcosa di già sentito, ad ogni modo basta ciò per farne una bella canzone, ma è su questo modo di fare che ogni tanto i musicisti flettono sembrando di volersi accontentare (come appunto anche sulla title-track). Se si vuole trovare un brano AoR puro, basta arrivare alla sesta traccia che si fa commerciale ma senza piegarsi alla bassa espressività; con ‘Against all the Odds’ si insegna infatti anche a certi musicisti nord-europei come si deve scrivere un brano di tal genere senza diventare melensi e statici. Ammaliante la ballata acustica ‘Skywards’ a doppia voce maschile-femminile. La conclusione viene data dalla minisuite ‘THE LIE WE LOVE’, che supera gli otto minuti, con un inizio di pathos soft che si accende successivamente con un middle-time dalla visione descrittiva e seriosa, anche teatrale sia in certi passaggi vocali sia nel finale corale, costruendosi in maniera più complessa e quindi differenziandosi dal resto delle song, andando a porre un elemento che contribuisce in maniera fondamentale alla pregnanza dell’intero full-lenght.

La verve orecchiabilissima della band non è la rivoluzione ma attesta il primato italico su una dimensione di Power che rimane contestuale alla nostra melodicità, vissuta all’interno di una dignità compositiva in cui l’orecchiabile diventa spessore e valore. L’influsso da film che si trova qua e là nelle composizioni non porta mai la band ad uno stampo sinfonico, di cui vige solo un leggero afflato, permette però di aprire di più le arie e condirle di un respiro maggiormente profondo. Gli assoli non sembrano meditati, quanto costruiti istintivamente per un impatto immediato, e vi riescono con grande tecnica. Il gruppo ha realizzato un prodotto molto luminoso che non perde mai la freschezza, e nemmeno mai la lucidità concettuale. Messina è tornato, riprendendosi il posto che intanto aveva occupato l’altro fenomeno, Luppi, e la sua brillante ugola è in grado di mantenere la tensione offrendo anche un bel suono; egli non certo va a cercare qualche passaggio meno immediato, e infatti, per quanto orecchiabili, i ritornelli non impattano subito ma necessitano di più ascolti per essere cantati da chi ascolta.

Il cantato è quindi, di solito, abile ed ispirato, esprimendo un feeling in perfetta linea con la tradizione senza mancare di sentita interpretazione. Nell’insieme non si hanno sorprese stilistiche, quanto si è cercato di costruire bellezza e gusto; in realtà questa azione inaspettata due tracce riescono a farla e sono ‘Solitary Fight’ e ‘The Lie We Love’, già citate. Di certo ogni canzone scorre con limpidezza e non perde mai il filo della tonicità. Non è un lavoro che accetta di vendersi al miglior offerente pur strutturandosi sulla melodia, ma il senso melodico è il valore aggiunto di una musica senza tempo. Difficile decidere se sia meglio questo o il precedentemente stupendo ‘The Nature of Time’ (2017); qui abbiamo una più diretta fruibilità, meno introspezione e quindi anche più semplificazioni, ma certo la qualità permane ed è resa con la solita perspicace consapevolezza di sé.

Roberto Sky Latini

01.  Shaping Reality

02.  Lifeblood

03.  The End of the Ego

04.  Life Survivors

05.  Alive

06.  Against all the Odds

07.  Thank You

08.  The violent Ones

09.  Solitary Fight

10.  Skywards

11.  The Lie We love

Roberto Messina – vocals
Aldo Lonobile – guitar
Gabriele Ciaccia - keyboards
Andrea Buratto – bass
Marco Lazzarini - drums

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