Chicago

                                                                     Now

                                                                     Frontiers Records

                                                                    www.chicagonow.com

 

 

 

Dopo ben più di 30 album dal 1969, si può ancora avere il gusto di comporre e suonare. Lo hanno dimostrato in tanti (più di tutti i Rolling Stones), e la cosa vale anche per questa band di aristocratici del rock. Forse un soft-rock più soft che rock. Se amate le raffinatezze soul-disco-funky-pop venate di rock e spolverate di jazz, allungati con orecchiabilità, allora eccovi la leggera eleganza dei Chicago. Per alcuni versi possono essere paragonati talvolta ai Bee Gees o alle realtà più catchy del mondo musicale, ma posseggono più spessore di questi altri.

“More will be releaved” la potrebbe cantare Berry White, non è molto interessante, le cose migliori vengono dopo.  E’ “Crazy Happy” a donare quella scintilla dinamica in più per non fare stare sempre l’album nella scia della sofficità. “Free at last” invece intercala la morbidezza a momenti più ritmati, ed amplia il proprio carattere con una chitarra finale assolutamente rock-blues. Chitarra fluida che riappare qua e là nonostante i fiati e i tappeti di tastiere, come nella pastosa “Nice girl”. Sarà per il tessuto orientaleggiante, ma anche “Naked in the garden of Allah” è tra gli episodi più seriosi del disco, e vira verso un sound marchiato di progressive, e alla fine sembra di avervi percepito anche un afflato epico.

La morbidezza è commercialissima, però di classe, e la ballata dolcissima di “Love lives on” è la massima espressione della loro suadenza.

Sia ben chiaro, ogni passaggio è curato nei minimi particolari; e lo si denota per tutti i brani, non c’è una attenzione minore o maggiore nella creazione dei pezzi. I fiati come al solito massimizzano le raffinatezze ivi presenti. Le voci principali sussurranno o rendono calde le atmosfere mentre i coretti in falsetto danno quella frizzantezza che si lega benissimo ai momenti più evocativi.

C’è continuamente la voglia di mischiare diversi caratteri variando spesso sul tema e così diminuendo la fruibilità dei pezzi che divengono più elaborati, aumentando il loro valore complessivo. Riescono bene a cambiare traccia sonora (sentire in tal senso “Something’s coming, I know”), per questo troviamo sempre una buona attrattiva verso le composizioni, anche quelle meno confacenti ai nostri gusti di ascoltatore.

Certo la musica pseudo-sudamericana jazzata di “Watching all the colours” farà storcere il naso ai rockettari, che di certo non ameranno questo full-lenght. Dobbiamo smettere di pensare i Chicago come band rock, perché dentro ne troviamo davvero molto poco, appena lo sfiorano; e per i rocker più incalliti, i Chicago non sono nemmeno AoR.

Eppure si sente che il rock non è lontano dai loro ascolti. Se avete amato questo gruppo, continuerete ad apprezzarlo in quanto viene inserita tutta una serie di piccole particelle di arricchimento sostanzioso, senza nulla lasciare al caso.

 

Roberto Sky Latini

 

01. Now
02. More Will Be Revealed
03. America
04. Crazy Happy
05. Free At Last
06. Love Lives On
07. Something’s Coming, I Know
08. Watching All The Colours
09. Nice Girl
10. Naked In The Garden Of Allah
11. Another Trippy Day

 

Robert Lamm – vocals/guitars/keyboards
Lee Loughnane – vocals/trumpet/guitar/percussion
James Pankow – vocals/trombone/percussion/keyboards
Walter Parazider  – woodwinds/backing vocals
Jason Scheff – vocals/bass
Tris Imboden – drums/percussion
Keith Howland – vocals/ guitars
Lou Pardini – vocals/keyboards
Walfredo Reyes, Jr. – percussion

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione